guido dixit

meglio il mare dei "girotondi"

Archiviato il 06/07/2008 in:
Mentre il governo si affanna a risolvere i problemi del nostro paese, ovvero i processi a carico di sua santità illustrissima cavalier S.B., l'opposizione decide finalmente che è venuta l'ora delle maniere forti. Veltroni minaccia di scendere in piazza in autunno (immagino che la cosa guasterà le miliardarie vancaze del premier), i neonati "girotondini" passano al contrario direttamente ai fatti. Con l'eroe Di Pietro in prima fila, molti "democratici" e, defilati, i vari comunisti, comunistini massacrati dalle elezioni faranno la loro bella dimostrazione fra pochi giorni qua a Roma. E certamente quando gli esponenti di forze politiche come l'Italia dei Valori e il Partito Democratico, che hanno massacrato per due anni i diritti dei lavoratori, manganellato a destra ed a manca, ed espresso in maniera più o meno diretta gl'interessi di Confindustria, scendono in piazza, i "comunisti" li seguono, da brave pecore rosse che son diventate. Personalmente di divedere la piazza con la feccia proprio non mi va. Qualcuno deve ancora spiegarmi perché Berlusconi sarebbe peggio di Veltroni, che da sindaco ha distribuito favori ad ogni palazzinaro di Roma, infischiandonsene di "ambiente", "vivibilità" e altro: una gestione "criminale" (anche se forse non "penalmente perseguibile") della cosa pubblica, che da sola squalifica il Partito Democratico allo stesso livello del Pdl. Non sono disponibile a scendere in piazza "contro Berlusconi" e basta... se scendo, lo faccio contro il duo Berlusconi-Veltroni, contro il potere, contro il capitalismo e chi lo difende. Berlusconi non è più fascista di Veltroni, sono solo due diverse espressioni dell'interesse del sistema a mantenersi....
Che i girotondi vadano al diavolo!!!!! E vada a diavolo l'ipocrisia dei partitini di sinistra (sinistra critica, ecc.) che si imboscano ad ogni occasione!!!
Io resto a casa o vado al mare, per una volta.

P.S.
Per chi non lo sapesse, ricordo che il sig. Di Pietro, al di là della simpatia o meno che può fare, NON È UN UOMO DI SINISTRA. Le sue posizione sull'indulto lo dimostrano ampiamente....
Landofnowhere @ 13:31 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

Archiviato il 20/06/2008 in:
Scusate se sono poco presente in questi mesi. Tante cose da fare, fra cui la produzione di un giornale per il mio collettivo, il frazionamento dello stesso collettivo, lo studio, lo stare in giro (poche volte a dir la verità).
Volevo comunque segnalare un'iniziativa potenzialmente interessante. Sinistra Critica sta raccogliendo firme per una proposta di legge d'iniziativa popolare. Sotto vi copierò l'intera proposta di legge.
Ve ne faccio però un breve riassunto e poi dirò la mia opinione. I punti principali sono 3.

1) Salario minimo
2) Salario sociale
3) Copertura


Sul primo punto abbiamo che la retribuzione netta minima per un'ora di lavoro diventi 7,5 euro. Ho fatto dei calcoli molto approssimativi, utili però a tradurre cosa significhi tutto ciò. 7,5 X 8 (le ore di una giornata di lavoro) X 5 (giorni settimanali) X 4,28 (approssimativamente il numero di settimane in un mese)=1284 euro al netto di trattenute.
Il secondo punto prevede che dopo 12 mesi di disoccupazione venga corrisposto per una durata massimo di 36 mesi un salario sociale di 1000 euro (esentasse e che concorra nominalmente alla previdenza sociale). Per chi si trovasse dopo 36 mesi privo di una proposta di lavoro a tempo indeterminato chiara è prevista l'assunzione a tempo determinato (minimo 24 mesi) nella pubblica amministrazione.
La copertura finanziaria (terzo punto) viene a trovarsi cancellando tutte gli "sgravi" alle imprese volute dal governo Prodi (cuneo fiscale, ecc.).

Si tratta di una proposta interessante per più motivi. Scavalca la crisi della sinistra, portando il conflitto su un terreno di proposta positiva, da cui nuove soggettività politiche possono trarre "entusiasmo". Crea basi per un incontro della sinistra sindacale e dei vari movimenti su dei punti ben precisi. Porta in Parlamento, pur con qualche contraddizione, una proposta di salario sociale, portando lo scontro con la destra su un terreno diverso dal "no" di resistenza alle leggi neoliberiste. Apre la prospettiva di una mobilitazione per qualcosa che rompa e si differisca da quelle che porterà avanti il PD (sottolineando al differenza sostanziale fra "sinistra" e "sinistra"). E se questa proposta dovesse davvero, come auspico, diventare terreno di lotta politica accesa crea le basi per conflittualità nuove che verranno.

Se però l'obiettivo non dovesse essere quello di portare contenuti positivi agli scontri che verranno, ovvero questa proposta non viene vista come il punto di partenza per una lotta del movimento (e non della sola Sinistra Critica), il senso di tutta la proposta diventerebbe un buono spot al partito. E di spot ai partiti abbiamo poco bisogno.
Inoltre, la parte dell'assunzione da parte della pubblica amministrazione mi convince poco (e non è un semplice dettaglio).

Ad ogni modo, resta un punto di partenza avanzato per discussioni importanti....

Eccovi il testo della proposta:

Norme in materia di introduzione del salario minimo intercategoriale e del salario sociale, previsione di minimi previdenziali, recupero del fiscal drag e introduzione della scala mobile

Articolo 1
1. La retribuzione oraria minima per tutte le tipologie di lavoro pubblico e privato, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, denominata Salario Minimo Intercategoriale (SMIC), non può essere inferiore all'importo definito ai sensi della presente legge . Nessun contratto di lavoro può essere stipulato con una retribuzione inferiore allo SMIC .

2. Lo SMIC è incrementato al 1 gennaio di ogni anno in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati definita dall’Istat.

3. Il valore orario dello SMIC per il 2008 è di 7.5 euro netti. La retribuzione è calcolata sulla base del predetto importo, da applicare alle ore di lavoro mensili previste dal contratto.

4. Per i contratti di lavoro in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, fatte salve le condizioni di miglior favore, lo Smic si applica al livello retributivo inferiore, e si procede altresì alla riparametrazione dei livelli superiori fino ai successivi rinnovi.

Articolo 2

(Delega al governo)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi contenenti norme intese a modificare la disciplina delle indennità di disoccupazione e dei minimi previdenziali.

2. Il Governo, nell'esercizio della delega di cui al comma 1, fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, previste dai relativi statuti, dalle norme di attuazione e dal titolo V della parte II della Costituzione, si atterrà ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) prevedere e disciplinare l’introduzione del salario sociale, da corrispondere a tutte le persone maggiorenni disoccupate da almeno 12 mesi e residenti in Italia da almeno 18 mesi;

b) stabilire l'importo del salario sociale nella misura di 1000 euro mensili e prevedere che esso sia corrisposto per il 70% in forma monetaria dal Ministero del Lavoro e per il restante 30% in beni e servizi gratuiti forniti dalla Regione tramite bonus opzionali; stabilire in 36 mesi la durata massima del salario sociale; prevedere che, al termine del suddetto periodo , in assenza di offerte di impiego a tempo indeterminato, la pubblica amministrazione proceda all'assunzione dell ’avente diritto con contratto a tempo determinato della durata di almeno 24 mesi; stabilire che il salario sociale non è sottoposto a tassazione e concorre figurativamente ai fini previdenziali;

c) fissare l'importo dei dei minimi previdenziali nella misura minima di 1.000 euro;

d) consentire il recupero del drenaggio fiscale di cui al decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, modificando automaticamente le aliquote fiscali di retribuzioni ed erogazioni previdenziali sulla base dell’incremento dell’1% dell’indice dei prezzi al consumo registrato al 31 agosto di ogni anno e disponendo l’abrogazione di tutte le norme che consentono deroghe a tale principio da parte del Ministero dell’Economia;

e) prevedere che il differenziale registrato annualmente tra inflazione programmata , o realisticamente prevedibile , e inflazione reale sia recuperato integralmente con le retribuzioni e le erogazioni previdenziali del mese di gennaio di ogni anno.

Articolo 3

(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dalla presente legge si provvede con le maggiori entrate conseguenti all'applicazione delle seguenti misure:

a) unificazione al 20% dell’aliquota fiscale applicabile ai proventi da interessi corrisposti sui conti correnti bancari e per le rendite finanziarie, con esclusione dei redditi annuali individuali fino a 50.000 euro che mantengono il regime di prelievo attuale per le rendite inserite nella dichiarazione dei redditi;

b) abolizione della riduzione del cuneo fiscale per imprese banche e assicurazioni, di cui all’articolo 1, commi 266-269, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonchè delle disposizioni introdotte dall' articolo 15-bis del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127 .

 
Landofnowhere @ 14:51 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

Archiviato il 16/05/2008 in:
Una petizione importante ed un sito importante.
Contro ogni discriminazione nei confronti dei Rom...
Anche il silenzio è colpevole!
Landofnowhere @ 22:15 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

fascismi

Archiviato il 15/05/2008 in:
L'emergenza neofascismo irrompe, nei media, e scoppia nelle strade con più violenza che mai. Non si tratta soltanto delle attività squadriste dei gruppuscoli di estrema destra, per cui il pestaggio è un atto politico da rivendicare con "orgoglio", ma soprattutto dell'idea delle ronde, delle legge razziste su Rom e sicurezza e sulle aggressioni contro i campi nomadi. È fascismo diffuso nelle istituzioni, dalla maggioranza all'opposizione che "apre" al dialogo con gente che, a detta della stessa Europa, sta per varare leggi che violano i diritti umani; fascismo diffuso tra la gente, che scatena forme di violenza autonome che andrebbero per lo meno censurate, e che invece risultano tollerate come "male" necessario.
È il fascismo dei media che terrorizza la popolazione, sia con l'allarme sicurezza, che con quello "no global" (vedi Torino).
Servono risposte pronte, decise e coraggiose...
Quanto si sente oggi, l'assenza di una sinistra forte e organizzata sul territorio.....
Landofnowhere @ 09:54 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

Archiviato il 13/05/2008 in:
da Il Manifesto di ieri:

«Uff...fammi una bella ripresa sulle bandiere che bruciano». Sorpresa. Eccole, ma sono in fotografia, anzi gigantografia, quasi in testa al corteo, solo uno dei tanti striscioni, e la scritta «Israele non è un ospite d'onore». Sgrandangolate da sotto, da una ventina di telecamere disperate, forse fanno notizia lo stesso. Ma forse non è abbastanza. In effetti Torino era stata preparata a ben altro, tipo «settemila spranghe stanno arrivando in città». E circolavano già le voci sull'indirizzo, numero civico compreso, dove andare a gustarsi gli scontri con la polizia. Un nuovo G8, o giù di lì. Si spiega così l'atmosfera che alle 15,30 raggela i trenta gradi di via Madama Cristina, nelle orecchie fischia il tema di Ennio Morricone quando teneva tutti col fiato sospeso nei film di Sergio Leone. Stanno arrivando! Il corteo dei cattivi è là, sullo sfondo. «Signora mi faccia un piacere, si fa fotografare mentre abbassa la saracinesca?». Un raffica di clic che tramortisce. «Signora, dia retta a me, cambi strada, non passi di là».
Torino è stata terrorizzata, sono tutti chiusi i negozi lungo i quattro chilometri da percorrere verso il Lingotto, per strada non c'è in giro nessuno, i più coraggiosi stanno alla finestra per assistere allo spettacolo. Si capisce perché (dopo gli occupanti dell'esercito israeliano) i più bersagliati, dai megafoni ma anche nelle chiacchiere tra amici, siano i giornalisti. Ce n'è per tutti, Liberazione e il manifesto compresi, «hanno seguito in maniera indecente questa giornata di mobilitazione». Con queste parole è cominciato il corteo. Sì, ma gli scontri? «Una cazzata, tutto inventato».
Il boicottaggio in sé ha spaventato molti, creato malintesi, disturbato le coscienze di chi non può far finta di non vedere che a Torino comunque si stava preparando a sfilare una parte della sinistra che ha il diritto di manifestare contro la politica dello stato di Israele e per il popolo palestinese. Tanto più se le modalità (i toni, i gesti, gli argomenti, le sfumature) sono quelle che si sono viste ieri pomeriggio. Difficile, considerata la pressione e le provocazioni (di Fini, per esempio), riuscire a gestire in modo così «pulito» una piazza dove si sono mescolati i cosiddetti «duri» di mezza Italia: c'era Milano, Roma, Napoli, Genova, Padova, Pisa, Perugia...e naturalmente l'attenta regia del centro sociale torinese Askatasuna, tutti circondati da decine di bandiere palestinesi. Soli. Visto che la sinistra (ex) parlamentare si è data, fatta eccezione per Sinistra Critica, il Pcdl di Ferrando (e il Prc, ma della Val di Susa). Non una scritta sui muri, non un lancio di oggetti alle «forze dell'ordine» (a centinaia nascoste nelle vie laterali), anzi, anche un lungo passaggio silenzioso in via Genova - «per favore, facciamo piano per rispetto ai malati dell'ospedale Le Molinette» - e per finire anche «le navette per riportare i compagni verso la stazione». Organizzazione perfetta. Possibile? E il plotone di giornalisti aggrappati al fattaccio? Costretti a fare avanti e indietro per scovare la notizia, ma è una sola. I manifestanti sono 10 mila, lo dicono loro e senza nemmeno esagerare granché. Certo non è stata una festa, poca musica, molti discorsi, ragionamenti complessi ma sensati e pochi slogan, dove non si va troppo per il sottile, «Palestina libera, Israele assassina». Non si può togliere lo sguardo dai tre bambini - è un'altra gigantografia - con il corpo martoriato, sono Rudeine, Musaab e Salah, e non si può rimanere indifferenti davanti ai nomi degli ultimi palestinesi uccisi poche ore fa. Gli organizzatori del corteo sono offesi perché la stampa ha attribuito loro la volontà di boicottare i libri, continuano a ripeterlo, loro hanno invitato anche scrittori israeliani. Sfila un signore ebreo, alto, con la bandiera israeliana, l'unica del corteo, e la scritta «not in my name».
Davanti al Lingotto, improvvisamente, sale la tensione. Una sirena squarcia il silenzio che scuote il piazzale, «no niente - comunica per radio un pezzo grosso della polizia - sono solo i vigili che spaccano la minchia». E infatti sono loro che sfrecciano scortando un carro attrezzi, tutto qui. Il corteo, finalmente, diventa assemblea, a quattro metri di distanza da un muro di agenti in assetto anti sommossa a difesa della fiera del libro. In quei quattro metri, decine di telecamere puntano per l'ultimo disperato tentativo. Uff...ancora niente. Tocca accontentarsi di un fumogeno viola che sfuma sui titoli di coda. Davide, che per tutto il giorno ha cercato di comunicare con i torinesi aggrappati ai balconi, interviene: «Calma, non abbiamo mai cercato lo scontro con la polizia, per noi il corteo finisce qui davanti al Lingotto. Ciò che là dentro continuano a spacciare per cultura è solo marketing politico, la nostra è una scelta chiara ed esplicita: noi siamo dalla parte degli oppressi e contro gli oppressori, ed è normale così».
L'obiettivo è stato raggiunto: far sentire la voce della Palestina alla Fiera del Libro. Si poteva fare in mille modi diversi, ma si poteva anche discuterne da subito semplicemente per quello che poi è stato. Un semplice riuscitissimo corteo. Fine. Del resto, come aveva previsto una vecchia volpe del movimento quando ancora aleggiavano le settemila spranghe , «è una giornata, poi passa...ormai siamo diventati filosofi».
Landofnowhere @ 13:38 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

fiera del libro

Archiviato il 10/05/2008 in:
In questo momento si sta svolgendo a Torino la manifestazione di protesta contro la Fiera del Libro e la scelta di avere lo stato di Israele come ospite d'onore.
La mia posizione in merito non si discosta da quella che l'Ansa accredita a G. Forti:

Quella della Fiera del Libro "non é un'operazione culturale, ma politica": così Giorgio Forti, professore emerito di Scienza all'Università di Milano, ha commentato l'iniziativa di avere Israele come ospite d'onore alla kermesse torinese. Forti oggi ha manifestato assieme a una decina di ebrei dissidenti con lo striscione bianco con la scritta in rosso: "Jews against occupation". "Sono favorevole alla cultura dei libri - ha aggiunto Forti - ma non dovevano invitare alcuni israeliani favorevoli al governo scordandone altri. Soprattutto dovevano invitare anche gli scrittori palestinesi. Ce ne sono tanti e bravi".
Landofnowhere @ 17:19 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

Archiviato il 16/04/2008 in:
e se credete ora
che tutto sia come prima,
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina
se avete deciso di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi sentiate assolti
siete lo stesso coinvolti

(De Andrè, Canzone del Maggio)



Per la prima volta nella storia repubblicana, in Italia non siederà in parlamento nessuno che si dica comunista, né socialista. Non esiste, nei fatti, una sinistra parlamentare. Le responsabilità (qui parlo della disfatta dell'arcobaleno, di Boselli m'interessa poco) sono per prima da additarsi alle mancanze della classe dirigente di quei partiti che insieme sono riusciti a fare peggio della sola Rifondazione alle scorse elezioni. Diliberto, Giordano, Mussi, Bertinotti, Pecoraro Scanio sono i primissimi colpevoli della loro stessa estinzione. Anche il PD ha dato una mano, con la logica del voto utile, anche se Veltroni, dal gran falsario e bugiardo che è, addossa le colpe alle presunte pressioni ideologiche a sinistra al governo Prodi, pressioni che non sarebbero state gradite all'elettorato; inutile dire che è proprio l'assensa di queste pressioni ad avere caratterizzato l'esperienza fallimentare del governo prodiano. Questa mancanza ideologica è responsabile sia dell'astensionismo di sinistra, sia delle fughe verso i partiti a sinistra dell'arcobaleno (che restano, a mio modo di vedere, le due vere e coerenti possibilità che avevamo davanti). Chi si è fatto infinocchiare dal problema del "voto utile", pensando magari di votare stavolta Veltroni contro il pericolo Berlusconi, può invece mangiarsi le mani: ha condannato il partito in cui credeva, e che non votava per tattica, alla morte. Si può comunque sottolineare come, alla fin fine, continuare a fidarsi di un progetto marcio fin dalla nascita, come si presentava la Sinistra Arcobaleno, voleva dire essere ingenui. E gl'ingenui compiono spesso errori di leggerezza.
Veltroni, d'altro canto ha fallito su tutta la linea: non è riuscito neanche ad avvicinarsi al risultato di togliere la maggioranza del senato a Berlusconi. A meno che non puntasse proprio all'annientamento dei partiti alla sua sinistra; in questo caso, potrebbe considerare il suo risultato davvero egregio, anche se solo in parte per merito suo.
La sinistra a sinistra dell'arcobaleno ha preso delle briciole di voto, affossata dalla sua cronica suddivisione. D'altra parte ha segnalato che c'è, esiste, ha un minimo di consistenza. Si apre una stagione di lotta e di boicottaggio dell'azione di governo. Nelle piazze si riverseranno sia i movimenti che i partiti sconfitti, a caccia di consensi. La forza starà nel nostro saper distinguere tra sinistra e "sinistra", non cedere più a sirene rifondarole e puntare a ricostruire su basi diverse, che non nascano dalla storia del pci, ma dalle esperienze di oggi del movimento.
Iniziano cinque anni di repressione terribile, vediamo di essere forti. La grande affermazione della lega nord mostra come poche altre cose quanto manchi a questo paese una forte presenza politica di sinistra, un presenza politica non solo di facciata, ma progettuale. La vittoria della lega è la sconfitta di Bertinotti: la manifestazione dell'incapacità di parlare alle classi popolari della sinistra di palazzo. Le conseguenze sono lo xenofobismo ed il fascismo padano al potere.
Oggi più che mai serve la nostra presenza in piazza, la nostra critica feroce al sistema, la nostra radicalità e, senza paura di esagerare, la nostra purezza. La lotta non potrà fermarsi ad avere come avversario Berlusconi, ma dovrà puntare contro il Parlamento, contro i sindacati confedarali. Ogni battaglia sarà da considerare campale...... Ed ogni facoltà, ufficio, luogo di lavoro, quartiere, dovrà diventare luogo di dibattito.
Dobbiamo rimettere in moto quel movimento reale che abbatte il sistema presente. Berlusconi è avvisato.
Landofnowhere @ 11:08 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

inizia lo show

Archiviato il 12/04/2008 in:
Domani ci recheremo alle urne, chi di noi ancora crede in questa sceneggiata (o per lo meno riesce a guardarsi allo specchio dopo aver partecipato).
Per chi come me sta a sinistra (quella vera), sono elezioni difficili.
I due principali contendenti rappresentano, senza alcuna mediazione, nemici politici pericolosi. Senza fare allarmismi, al domani del voto si aprirà, si deve aprire, una stagione di lotte. Ma nelle piazze, nei dibattiti, nelle prese di posizioni, si dovrà cominciare a costruire un raccordo, un'unità, iniziare a costruire una soggettualità politica forte, radicata nel territorio e, soprattutto, poco timida. Poco timida vuol dire che non avere paura di prendere posizione anche contro quelle fazioni politiche che si dicono di sinistra (e parlo dell'Arcobaleno qui). Bisogna inseguire un'unità intelligente, che sappia evitare, pur cercando l'unità, contagi pericolosi. Si tratta di lottare contro le destre, ma anche contro i principali sindacati, contro PD, PDl, ma anche resistendo alle chimere bertinottiane. Non vuol dire dire fermare qualsiasi possibilità di dialogo, ma non permettere a nessuno di sentirsi sponda istituzionale di un movimento, che deve saper essere altro. E soprattutto rompere qualsiasi legame con il PD, non avere paura di chiamarlo per quello che è: una forza reazionaria, di stampo democristiano, che odia il dissenso e lo reprime con il manganello e con la retorica finto liberale (si veda le sterili polemiche sulla presunta aggressione a G. Ferrara).
Cosa farò domani? Per le regionali ancora bene non so, forse annullerò la scheda. Per le nazionali voterò Sinistra Critica, pur riconoscendo i grossi limiti di questa formazione.
Cosa sperare? In un governo debole che, scampando ai pericoli della Grossa Coalizione, vacilli e non possa esporsi troppo alle lotte sociali. Un sostanziale pareggio elettorale, potrebbe aiutare un movimento di base che si organizzi ad ottenere i propri risultati, ma il grosso del lavoro, e del nostro destino, starà nella nostra capacità di organizzarci e di inventare nuove prospettiva.
Da domani, reiniziamo le nostre lotte quotidiane, con più spirito e voglia che mai.
Per la Sicilia la situazione resta drammatica, fra grillini, figli legittimi di cuffaro e una sinistra unita, con dietro menti poco trasparenti con Salvo Andò il non voto, mi pare paradossalmente la scelta migliore.
Per stavolta, la lotta alla mafia dovrà scegliere vie diverse da quelle elettorali.
Landofnowhere @ 21:27 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

isolamento.....

Archiviato il 29/03/2008 in:
Ok, non sono mai stato in carcere, ma una mezza idea di come possa essere me la sono cominciato a fare nei scorsi 5 giorni, passati (fino a mezzogiorno di ieri) in una stanzetta di ospedale, in isolamento totale. Una specie di morbillo che non è assolutamente morbillo, ma neanche nient'altro, mi ha regalato a pasquetta una gita fuori porta abbastanza "alternativa".
Vorrei spezzare una lancia verso i medici, che si sono prodigati subito in una diagnosi sicura: Rosolia, no è chiaramente Morbillo, mmmm sembra Scarlattina, è Morbillo avevo ragione, Scarlattina,  Morbillo, Morbillo,  un virus tipo Morbillo che però NON è Morbillo, Mononucleosi, Rickettsiosi; mancavano soltanto Varicella, Tifo (che però infondo è sempre Rickettsiosi se ho capito bene) e Vaiolo e credo che avremmo finito tutte le malattie a macchie più note (va detto che mia madre non ha fatto che ripetere per telefono che ho avuto sia il morbillo, che la rosolia, che la scarlattina). Va beh, aspettiamo l'esito degli esami......
Comunque al di là di tutto, mi sono tirato su e rieccomi bello pimpante dietro la tastiera.
Magari in sta settimana di convalescenza riuscirò a scrivere qualcosa di decente......
Landofnowhere @ 10:51 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

Intenzioni di voto

Archiviato il 03/03/2008 in:
Credo doveroso sciogliere un dubbio.

Tra non molto si andrà a votare (parlo delle politiche, delle regionali parlerò un'altra volta), io cosa farò?
Valutando attentamente, non essendo praticabile una qualche forma di astensionismo politico serio e caratterizzato in maniera radicale e di sinistra, penso che opterò per il voto a Sinistra Critica, ovvero un partitino nato da una scissione da Rifondazione. Il mio disprezzo per la figura politica di Veltroni è totale, ed il mio essere a sinistra vuole caratterizzarsi come ferma opposizione a questa triste e pericolosa figura.
Con questo non voglio dire che sinistra critica è un partito perfetto o che non mi lascia perplesso. Diciamo che quanto offre la Cosa rossa m'interessa poco.
Il nemico numero 1, resta Veltroni (il secondo è Berlusconi). Chi non si colloca come totalmente alternativo a questa figura non merita di essere preso in considerazione. Ed in realtà per un po' sono stato tentato di premiare la Sinistra e L'arcobaleno al senato... ma Bertinotti mi ha fatto prontamente cambiare idea.
Landofnowhere @ 19:16 | commenti: commenti (4)(popup)
guido dixit

non votate Veltroni....

Archiviato il 24/02/2008 in:
"Il conservatorismo è la tragedia del Paese, non solo quello della destra ma anche quello di una sinistra che ha coltivato la parola 'difendere'". Lo afferma il segretario del Pd Walter Veltroni, partecipando al convegno 'Una sinistra per il governo del Paese'.
W. Veltroni

Un uomo così non solo non può essere votato, ma è l'essenza stessa di ciò contro cui chi sta a sinistra dovrebbe lottare. Difendere i diritti dei lavoratori è il punto di partenza vero per ogni possibile progresso e non tema Walter che le lotte sindacali sapranno piegare anche lui (almeno speriamo). Ieri un'amica mi ha regalato un libro, Miseria della Filosofia di Marx. Alla fine del volume vi stanno alcune lettere, fra cui una lettera a Schweitzer, che recita:

Il piccolo borghese [...] dice sempre «da un lato e dall'altro lato». Due correnti opposte, contraddittorie, dominano i suoi interessi materiali, e di conseguenza le sue opinioni religiose, scientifiche e artistiche, la sua morale, insomma tutto il suo essere. È la contraddizione personificata. Se, oltre a questo è [...] un uomo di spirito, saprà subito giocar di prestigio con le sue proprie contraddizioni ed elaborarle, secondo le circostanze, i  paradossi sorprendenti, chiassosi, talvolta brillanti. Ciarlatanismo scientifico e accomodamenti politici sono inseparabili da un tal punto di vista.

Non è un caso se "da un lato e dall'altro lato" assomigli così tanto al "ma anche" veltroniano. Marx parlava di Proudhon, ma è chiaro che proprio ai sentimenti piccolo borghesi che Veltroni sta puntano. Il peggio dell'Italia, quella che nega il conflitto sociale, la lotta di classe, perché spera di avvantaggiarsi "da una e dall'altra parte", essendo in fondo né carne, né pesce. Ed il Partito Democratico è speculare a questa ambiguità esistenziale, come dimostra l'eterogeneità totale dei suoi membri.
Veltroni attacca direttamente i diritti dei lavoratori, dando dei conservatori a noi che li "difendiamo", ma il punto è che chi toglie diritti acquisiti con le lotte, non può che meritarsi il nome di REAZIONARIO. A questo punto è meglio essere conservatori....

A queste elezioni non darò nessun indicazione di voto (sono indeciso anch'io). L'unica preghiera che vi faccio è NON VOTATE VELTRONI!!!!! E ricordate che, in certi casi, anche astenersi non è reato!!!
Landofnowhere @ 13:07 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

Archiviato il 24/02/2008 in:
(questa non è proprio un granché, ma stasera si è praticamente scritta da sola..... quindi la posto. Manca il titolo, ma non credo le serva.....)


non sapere dove andare
ed andarci lo stesso,
con la convinzione di essere nel torto
e dover fare presto

un bastoncino di liquirizia fra i denti,
una tastiera di pc tra le mani,
sentimenti,
ricordi lontani

e vicini,
di persone che forse ora guardano altrove
ma un giorno mi han sorriso

amici,
dovunque siate
non dimenticate
chi siamo stati
nelle sere d'estate

e nelle stanze,
nella nebbia di fumo,
tra thc e nicotina,
tra marx e gli altri

amici,
qualsiasi cosa stiate facendo
non scordate
i discorsi, i sogni
delle notti d'inverno

e la palermo affollata
o sgombra,
con noi sempre seduti
sullo stesso marciapiede

amici,
qualsiasi sia il vostro domani,
ricordate il vino,
i libri, le mura, i viali,
le strade

io, per conto, mio
giro le stesse vie,
batto le stesse idee,
in un'altra città...

ovviamente senza sapere dove andare,
ma andandoci lo stesso
Landofnowhere @ 01:50 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

parlando di aborto....

Archiviato il 19/02/2008 in:
La 194 è tornato, nostro malgrado, un argomenti di moda. In questo senso trovo estremamente interessante questo articolo de Il Manifesto di domenica. Buona lettura


Aborto in Polonia, legge contro donne
Mauro Caterina


Karina Kozic, 21 anni, viveva in un piccolo centro nel Voivodato della Grande Polonia, nella parte occidentale del Paese. Nel marzo del 2005 pratica un aborto clandestino in un appartamento privato di un ginecologo, nella cittadina di Swarzedz. Subito dopo l'intervento ha un'emorragia e viene trasportata con un'ambulanza all'ospedale di Poznan, dove muore.
Basia ha 25 anni quando rimane incinta. Ha completato da poco gli studi in legge e col fidanzato hanno deciso di comprare casa e vivere insieme. Improvvisamente inizia ad accusare dei forti dolori all'addome. All'ospedale di Pila il medico le diagnostica un'ulcera all'intestino. Viene ricoverata nel reparto di gastroenterologia dell'ospedale di Poznan. «La priorità dei medici - racconta la madre - era quella di salvare a tutti i costi la gravidanza». «Mia figlia gridava e piangeva per i dolori atroci che comunque sopportava». Tre settimane di cure a base di paracetamolo e Basia viene dimessa dall'ospedale. Trascorsa una settimana a casa, ritornano i dolori. Viene nuovamente ricoverata in ospedale: ascesso interno. La ragazza viene operata e rilasciata con la ferita ancora non del tutto rimarginata. Passano due giorni e i dolori all'addome diventano acuti. L'ambulanza la riporta per l'ennesima volta in ospedale. I medici dicono alla madre di Basia che sua figlia «pensa troppo a se stessa e poco alla gravidanza». Per tutta risposta, lei decide di portare Basia in un altro ospedale, dove le viene diagnosticato un altro ascesso ed una fistola. Era necessario effettuare un'endoscopia per scoprire il problema ed individuare l'infezione. Ma quel tipo di esame poteva avere dei rischi e compromettere la gravidanza. Il dottor Jaroslaw Cywinski si rifiuta di effettuare l'esame: «La mia coscienza non lo permette», si giustifica. Pochi giorni dopo la ragazza finisce sotto i ferri in sala operatoria. Perde il bambino. Subisce altri interventi nel tentativo di fermare le emorragie. Basia muore il 29 settembre del 2004.
La professoressa Gazyna Rydzewska è un'esperta gastroenterologa polacca: «In questo caso bisognava fare l'esame endoscopico. Non vi era la sicurezza di poter salvare la gravidanza, ma era un rischio che si doveva correre». Il dottor Cywinski è stato indagato per omicidio colposo. E' ancora sotto inchiesta.
Karina e Basia sono due delle tante, tantissime donne, troppe, che in Polonia perdono la vita a causa di una legge ideologica e conservatrice: la «Legge per la protezione dell'embrione umano». Entrata in vigore il 7 febbraio del 1993, quella polacca è una delle leggi più restrittive al mondo riguardo all'aborto. L'interruzione legale della gravidanza è prevista solamente in tre casi: nel caso in cui la gravidanza rappresenta una seria minaccia alla vita o alla salute della donna (ciò deve essere accertato da un medico oltre che dal ginecologo che dovrebbe operare); nel caso in cui un esame prenatale evidenzi gravi malformazioni del feto; nel caso in cui la gravidanza sia stata procurata da uno stupro (deve essere un magistrato ad accertare il fatto). Per i dottori che praticano l'aborto al di fuori della legge è prevista una condanna dai 3 ai 5 anni di detenzione.
Ogni anno si calcola che in Polonia vengono praticati dai 180.000 ai 220.000 aborti clandestini. Numeri che però non tengono conto di quello che succede nelle campagne. «Chi ha i soldi vola all'estero - ci dice Katarzyna Gajewska - oppure trova un ginecologo compiacente che mette a disposizione il suo studio privato, per un costo che si aggira intorno ai mille dollari». Katarzyna è una dirigente attivista di «Konsola», associazione femminile con sede nella città di Poznan che promuove il dibattito per una legge sull'aborto liberale e si batte per i diritti delle donne polacche. «Il vero dramma è nelle campagne». "Lì - continua - non ci si può permettere un ginecologo e allora si ricorre alle mammane».
Una strage silenziosa della quale non si conoscono i numeri. I decessi, infatti, non vengono registrati dagli ospedali sotto la denominazione di «aborto clandestino». Abbiamo provato a fare un giro negli ospedali di Varsavia e di Poznan, cercando di parlare dell'argomento scottante con dottori e gli infermieri in servizio. «No comment» è l'atteggiamento generale. Un'infermiera a Varsavia ha tagliato corto dicendo che «in questo ospedale siamo contro l'aborto, non ci interessa altro». Ed è proprio da queste parole che viene fuori una realtà imbarazzante e paradossale. Pur avendo una donna i requisiti di legge necessari per poter chiedere l'interruzione legale della gravidanza, ciò viene sistematicamente ignorato dalla maggior parte delle strutture sanitarie nazionali.
L'aborto terapeutico viene percepito come un crimine dal mondo medico ed un serio ostacolo alla carriera, salvo poi, per molti di loro, spartirsi senza rimorsi di coscienza il ghiotto mercato degli aborti clandestini. Non è affatto difficile trovare un medico disposto a praticare clandestinamente l'aborto. Come? Il passa parola, prima di tutto, oppure inserzioni pubblicitarie nei giornali locali dove si promette «il ritorno delle mestruazioni». Tutti lo sanno e tutti fanno finta di non sapere.
Ma è sempre così? E' possibile che in Polonia non vi sia nessuno medico che abbia il coraggio di alzare la voce contro il mercimonio della salute di una donna, e contro una legge che mostra tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni? Un caso che ha fatto molto discutere e acceso il dibattito anche all'interno dell'ambito medico è stato quello della dottoressa Malgorzata, ginecologa con alle spalle una lunga carriera. L'11 gennaio del 2008 il maggiore quotidiano polacco, Gazeta Wyborcza, porta a conoscenza dell'opinione pubblica l'arresto di un medico ginecologo nella cittadina di Zyrardow. Si tratta della dottoressa Margolzata, appunto, accusata di aver effettuato 26 aborti illegalmente. A denunciarla alla polizia è stata una sua paziente di 26 anni. Secondo quanto riportato nella denuncia, la ragazza, dopo aver scoperto di essere rimasta incinta, ha cercato in tutti i modi di trovare qualcuno che le praticasse l'aborto. Il padre del bambino l'aveva abbandonata e lei si trovava da sola e con altri due bambini malati da crescere con uno stipendio di 900 zloty al mese (circa 250 euro). Era disperata. Dopo una serie di rifiuti da parte di altri ginecologi, a cui aveva proposto di pagare il compenso di 2.500 zloty a rate, la donna si rivolge alla dottoressa Malgorzata, la quale le chiede il motivo di quella decisione e tenta di dissuaderla, senza riuscirci. La 26enne quel giorno paga solo 200 zloty. Il giorno dopo, però, sporge denuncia alla polizia.
La ginecologa si dichiara colpevole. Tutte le altre donne a cui ha praticato l'aborto hanno testimoniato in suo favore, dicendo che prima di procedere la dottoressa aveva fatto di tutto per dissuaderle. «Sì sono colpevole - ha detto la ginecologa - ma l'ho fatto secondo la mia coscienza». «Ho praticato l'aborto solo in quei casi in cui la gravidanza rappresentava un alto rischio per la vita delle mie pazienti, o nel caso in cui esse erano in difficoltà economiche ed erano determinate a farlo». La dottoressa Malgozata ha chiesto volontariamente di essere condannata alla pena prevista dalla legge e al pagamento di 15.000 zloty.
Quanto alla politica, in Polonia non si muove foglia sull'argomento a meno che non sia la Chiesa a parlarne. Nessuno dei partiti dell'arco costituzionale vuole prendere una posizione contraria nei confronti della legge attuale. Una sudditanza che schiaccia l'autonomia della politica dalla religione e costringe le donne all'umiliazione e alla gogna sociale. Quando, se e come cambieranno le cose da queste parti, per adesso non è dato saperlo. L'associazione che più di tutte si sta battendo per i diritti delle donne in Polonia e il cambiamento della «legge per la protezione dell'embrione umano» è la Federazione Polacca per le Donne. Sono molte le battaglie portate avanti, ma quella più importante da combattere è contro l'indifferenza.
Landofnowhere @ 21:18 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

svegliami - cccp (quanto mai attuale)

Archiviato il 18/02/2008 in:
Sezionatori d'anime giocano con il bisturi
Maggioranze boriose cercano furbi e stupidi
Sobillano i malvagi aizzano i violenti
E gli invidiosi indispongono

Intanto Paolo VI non c'è più
E' morto Berlinguer
Qualcuno ha l'AIDS
Qualcuno il PRE
Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

Niente!

Cerco le qualità che non rendono
In questa razza umana
Che adora gli orologi
E non conosce il tempo
Cerco le qualità che non valgono
In questa età di mezzo

Ha conati di vomito la terra
E si stravolge il cielo con le stelle
E non c'è modo di fuggire
E non c'è modo di fuggire mai
Mai!

Svegliami svegliami svegliami...

Io sono perso sono confuso
Tu fammi posto allarga le braccia
Dedicami la tua notte
La notte successiva
E un'altra ancora
Dedicami i tuoi giorni
Dedicami le tue notti
Oggi domani ancora
Stringimi forte coprimi avvolgimi
Di caldo fiato scaldami di saliva rinfrescami
Vorrei morire oraaa!

Intanto Paolo VI non c'è più
E' morto Berlinguer
Qualcuno ha l'AIDS
Qualcuno il PRE
Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

E trema e vomita la terra
Si capovolge il cielo con le stelle
E non c'è modo di fuggire
E non c'è modo di fuggire mai mai

Svegliami svegliami
Svegliami...

Vieni vieni vieni vieni (E trema e vomita la terra)
Vieni vieni vieni vieni (Si capovolge il cielo con le stelle)
Vieni vieni vieni vieni (Arde di sete e vomita la terra)
Vieni vieni vieni vieni
Landofnowhere @ 12:04 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

lettera al manifesto

Archiviato il 14/02/2008 in:
Due giorni fa ho scritto una lettera al manifesto (sapete lettere@ilmanifesto.it, la rubrica in cui pubblicano le lettere dei lettori). Ovviamente non sono stato pubblicato, ma vi copio quanto ho scritto. Buona lettura:



Salve,

sono un elettore deluso di Rifondazione e non sono molto convinto di andare a votare alle elezioni politiche di Aprile, ma voglio lo stesso proporre un piccolo gioco: “Come vorremmo la campagna elettorale della Cosa Rossa?”. La risposta, per conto mio, è l'esatto opposto del triste giochino fatto fin qui: al posto di una campagna fatta per contenere in danni, in funzione di possibili alleanze di governo future con un Partito Democratico sempre più abominevole (nei contenuti, nella forma retorica, nelle facce), un attacco a man bassa, aggressivo. Immaginare di poter vincere da soli!!! Puntare su temi forti e radicali, provocare reazioni scomposte dall'altra parte. Toccare i temi che non si è avuto il coraggio di portare avanti durante il triste periodo del governo Prodi. E quindi temi come: i pacs, i matrimoni gay, la reintroduzione dell'ici alle strutture della Chiesa Cattolica, fecondazione assistita, cercando lo scontro con la Cei (sì cercandolo, perché si tratta di far emergere un conflitto già in atto). E poi le 35 ore lavorative, l'aumento dei salari, le tassazione sulle rendite, leggi contro la speculazione edilizia, sull'immigrazione, abolizione delle forme “precarie” di lavoro, una riforma umana delle pensioni, il ritiro dei nostri militari dagli scenari di guerra, la riduzione/eliminazione delle basi U.S.A. in Italia. Ed in tutto questo dare sempre maggiore spazio ai temi di “sinistra” che, pur se di buon senso, provocherebbero “scandalo” nei giornali borghesi: legalizzazione delle droghe leggere (senza liberalizzarle, magari, ma statalizzandone la produzione... orrore per ogni liberale. Ed i fondi che si otterrebbero dalla vendita degli spinelli potrebbero andare a finanziare la ricerca); oppure l'aumento delle agevolazioni alle forme cooperative (ma veramente cooperative) di lavoro.

Insomma giocarsi ogni possibile alleanza di governo futura con il centro, ma allo stesso modo costringere a reazioni i vari politici del PD, mostrando all'elettorato DS che razza di partito borghese si accinge a votare.

Il primo ad essere spiazzato da una campagna del genere sarei io e chissà se non riuscirebbe a fugare i miei dubbi elettorali. Ma sapete, nel triste teatrino dei politicanti che affollano i media, quelli di sinistra mi sembrano sempre i più tristi: incapaci di smettere di inseguire l'altro, incapaci di provare una cammino autonomo. Incapaci di essere impopolari con quelli che sono da sempre i nostri nemici e quindi incapaci di essere popolari alla base. Che senso ha sperare di entrare in un governo con il PD? Con questo PD connivente con confindustria, chino con la Cei, guerrafondaio e intimamente capitalista? Che senso ha puntare ad entrare in un governo filocapitalista e poi fare le bizze se mantenere o meno il simbolo della falce e martello?

Nessun senso, come nessun senso mi pare abbia votare La Sinistra e l'Arcobaleno. Se questa formazione nasce con l'obiettivo di allearsi con il PD (e di spostarne l'asse a sinistra), ha ragione Berlusconi, sarebbe un voto sprecato.


Guido Grassadonio
Landofnowhere @ 13:50 | commenti: commenti (1)(popup)