guido dixit

Archiviato il 30/09/2005 in:
La domanda che il mondo si pone è:
riuscirò a trovare casa a roma?

La mia personale riposta è: immagino di sì, ma che palle e soprattutto che prezzi!!!!

Ho necessità di uscire... perdonatemi se per ora non visito i vostri blog.... ve ne segnalo comunque uno nuovo a cui sono stato invitato a partecipare:

Dicerie della Civetta


Buona lettura.
Landofnowhere @ 20:50 | commenti: commenti (5)(popup)
guido dixit

...qualcosa di allegro

Archiviato il 24/09/2005 in:
domattina vado a roma
torno giovedì,
per prepare la partenza grande

domattina prendo il treno
ho fatto scorta di libri
da Jack Folla a Merleau-Ponty
passando per Bloch

domattina avrò un bel po' da leggere
ed un bel po' di tempo,
ma non avrò il mio rat-man
avete letto che bello l'ultimo?
avete riso per il mitico uomo mosca?
avete compreso i profondi "perché"
che stanno alla base del motivo per cui in questo strano mondo
una specie di gentil cerbiatto si chiama "impala"?

[il rinoceronte nero è pronto per l'accoppiamento.. purtroppo la femmina si trova lontana molte miglia, ma questo non è un problema per il rinoceronte: infatti, il grazioso impala deve il suo nome al fatto che.............]

Domattina farò le prove generali,
e già!!!!,
debbo riniziare a studiare
debbo rinserire il cervello...
st'estate ho letto i miei romanzi..
ora, apparte Folla.. tocca alla filosofia

Domattina sarò bello carico...
eppure... come si scrive "carico"
in linguaggio poetico?
non è più facile scrivere quando sto male?
non è più facile sfogare la solitudine
che il benessere
battendo su questa tastiera bianca (o sarà grigio chiaro?)?

qui mi si chiede di dedicarmi a
"qualcosa di allegro"
la verità è che se sono allegro...
non ci penso neanche a scrivere in versi
o ciò che scrivo non mi piace

domattina sarò felice.
ma sarò lontano da questo schermo....
e voi continuerete a trovarmi
o politico
o rockettaro (do you remember rock'n roll radio?)
o allegro, ma non troppo profondo
o tremendamente depresso...

la profondità del benessere,
scusatemi,
la tengo per me....
Landofnowhere @ 13:24 | commenti: commenti (7)(popup)
guido dixit

Archiviato il 20/09/2005 in:
sussurri di ricordi
e lievi membra di pensieri:

non passa mai la malinconia,
dunque è sempre l'ora di partire
Landofnowhere @ 16:15 | commenti: commenti (6)(popup)
guido dixit

secondo capitolo

Archiviato il 17/09/2005 in:
Ho scritto il secondo capitolo, accorciando e lasciando al terzo un paio di nozioni.... spero vi piaccia. Vi sono i soliti errori di ortografia, ma sono incapace di correggere leggendo dallo schermo... perdonatemi. Avrei potuto essere più preciso e dire qualcosina di più... ma tra un discorso più bello ed uno più semplice e chiaro da leggere, essendo questo un blog, ho scelto quest'ultimo...
Buona lettura

P.S.
dal dicotomico trovate la mia apologia...

Cap II


Sulla Rivoluzione, questa strana bestia....


Vi sono una miriade di parole dell'universo linguistico sinistrorso che hanno perso, almeno qua in Italia, ma credo un po' dovunque, il loro significato a causa di un uso eccessivo: parole come “comunista”, “socialista”, “democrazia” significano ormai tante e troppe cose. Abbiamo socialisti alleati con il centro destra, comunisti alleati con democristiani.. abbiamo chi parla di comunismo alla stregua del nazismo, chi di un'idea morta, chi di un'idea da svecchiare e chi infila chili di democrazia nelle bombe che usa per sistemare i suoi affari e chi, non meno goffamente, scambia la democrazia con la presenza o meno di libere elezioni... gli U.S.A. sono una democrazia perché con libere elezioni i cittadini possono scegliere quale delle due sclerotiche associazioni di potere deve comandare per i prossimi anni. Che poi le due si assomiglino un po' è il succo delle democrazia.... no? Il tanto amato bipolarismo, amato da chi sta già al potere, perché crede in questo modo di restarci per sempre, anche se a linea alternata: strani sviluppi dell'idea di dittatura. Forse che se con libere elezioni avessimo potuto scegliere chi volevamo nei prossimi cinque anni fra Hitler e Mussolini ciò ci avrebbe reso una nazione “libera”?

Anche la parola Rivoluzione, che già di per sé ha una storia semantica complessa, ha ormai perso il suo significato, almeno in senso marxista. Cosa è nell'immaginario collettivo la rivoluzione? Una massa che scende in piazza ed in modo più o meno violento o prende il potere o rovescia una situazione a suo vantaggio.....


Ed invece, a ben vedere, la Rivoluzione è qualcos'altro rispetto alla massa che scende in campo e non è un qualcosa che sia per forza intrinseco a pensieri o azioni di sinistra. Faccio un esempio.....


Il sindacato più rosso possibile organizza un grandissimo sciopero, con grandi manifestazioni.... seguono giorni di tensione, scontri con polizia, incontri infuocati col governo.... infine si riesce a ottenere una significativa riforma salariale, che rende i lavoratori più ricchi e, si spera, felici.

C'è nulla di rivoluzionario in ciò? Nulla, anzi direi che l'effetto è più che altro reazionario, quantunque estremamente significativo ed auspicabile. Infatti le tensioni sociali vengono ad essere ammorbidite, e pur con un contratto numericamente diverso, ognuno resta al proprio posto.


Facciamo un po' di abc del marxismo: la struttura di una società è il suo funzionamento economico; nel caso del capitalismo la maniera di produzione e circolazione delle merci e la distribuzione della ricchezza. Il sistema di produzione non è solo una questione di tecnica, ma anche di rapporti fra persone, padrone-lavoratore e divisione del lavoro.

Una rivoluzione è qualcosa che sovverte questo sistema... soprattutto a livello di rapporti di produzione, la suddetta divisione del lavoro. In altre parole la rivoluzione in una fabbrica non la si ha quando si ottengono salari più alti, ma quando, ad esempio, gli operai diventano i proprietari.


Un movimento rivoluzionario dunque è un movimento, secondo il marxismo, che mira a sovvertire in primis la situazione economica.


In questo senso non importa chi la faccia..... non è cosa di poveri o ricchi, ma di gente che riesce a sovvertire uno stato di cose. E siccome ci sono resistenze serve sicuramente una prova di forza, che può essere violenta o nonviolenta (di questo ne parleremo un'altra volta), le rivoluzioni riescono quasi sempre con l'appoggio o la partecipazione della massa (che può essere anche rivoluzionaria da sé) o dell'esercito.


Ora dovrei scodellarvi un paio di nozioni di filosofia della storia di Marx, ma eviterò rimandando alla prossima volta il punto: chi è che allora deve fare la “nostra” rivoluzione?

Ora, invece, vedo di riassumere quanto ho appena detto:


Un movimento di sinistra che si dica rivoluzionario ha un solo nemico: il sistema economico capitalista. Ciò può sembrare cinico, in un mondo in cui i sinistrorsi combattono mille battaglie morali, contro guerra, inquinamento, maltrattamento..... ma l'idea è che tutti questi mali, che vanno combattuti, siano in ultima istanza collegati al sistema di produzione attuale... e se tutto questo è vero, la base di un movimento rivoluzionario non può essere la comunque necessaria componente “volontariato”-“sensibilizzazione”, ma una lotta efficace al sistema economico.


Sembra una banalità... ma chiedetevi, quante e quali delle prassi “compagne” attaccano il capitale alla radice del suo sistema? I centri sociali? I sindacati? I partiti con su scritto “sinistra”?

Si tratta, per quanto suoni strano, di prassi che con il marxismo e la rivoluzione c'entrano al limite secondariamente...... Per Marx il Partito stesso era poco più di un effetto del movimento operaio.


Il nostro più grande limite e parlo da sinistrorso e quello di essere più che altro dei moralisti.... avremo anche ragione, ma per ora ci possiamo tenere solo quella. La pratica è qualcosa che ci sfugge di mano.... e la lasciamo a chi, avendole magari già poco pulite, non ha paura di sporcarsi le mani.

E noi restiamo forti e puliti a guardare il mondo fare a meno delle nostre idee.


Cosa serve, dunque?


Serve una prassi che attacchi il funzionamento economico e un soggetto sociale che la possa mettere in atto.


Semplice a dirsi............

Landofnowhere @ 11:34 | commenti: commenti (4)(popup)
guido dixit

back from rome

Archiviato il 17/09/2005 in:
Sono appena tornato... il tempo di smaltire le 10 ore e passa di treno fatte e vedrò di far rientrare a regime questa landa.

Intanto Tonino mi chiedeva cosa è che lascio e cosa è che mi porto dietro della mia terra in questo trasferimento. Vediamo se riesco, nell'ubriacatura della stanchezza ad esprimermi in un discorso così poco "guidesco".

Intanto pemettetemi di essere un banalissimo sentimentale: la Sicilia è la terra dove ho un casino d'amici. A Roma ci arrivo con la consapevolezza che molte di queste amicizie non si perderanno.... o che comunque rimarrà un grande affetto.

E poi mi lascio 3 anni di volontariato... non so se avrei continuato a farlo ancora lì.. ma l'impegno sociale diretto (al di là dei rapporti costruitisi lì) è una delle cose che più mi ha cambiato (in meglio) in questi anni....
Persino nel mio distacco teorico dalla prospettiva "volontaristica" (intesa come volontariato e basta) devo molto a questi anni, ai rapporti coi bambini, agli sputi, agli insulti, i morsi, ecc. Tutto ciò è parte di me.. e non lo rinnegherò mai.

La tanto vituperata Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo..... io l'adoro... l'ho occupata, ho dormito per 3,4 notti sui suoi banchi, ci ho sofferto e ci ho vissuto. Per me resta uno dei posti più belli al mondo, coi sui cani, le sue pulci e zecche, i suoi prof. ed il suo parco antestante... oltre ovviamente al mitico corpo basso ed il corridoio Potere Sapere + Box (chi frequenta capisce). Sicuramente mi porto dietro questo modo di vivere l'Università.

Mi lascio Bagheria.... dove ormai ho poco, se non ricordi ed un paio di amici... ma che rivedendola una sera e provandola a descrivere, ho capito quanto mi sta dentro... con le sue ville, le sue strade deserta la sera.. i suoi angoli a me così noti.. il mio liceo, la mia scuola media, le due scuole elementari..... il vecchio quartiere dove abitavo da piccolo.

Mi lascio dietro dicoTonino che contunua imperterrito a pensarmi come un sognatore senza "pilu".. che tra un po' diverrò leggenda

(ma avrà davvero ragione.....? a volte credo che la gente voglia soltanto provare a sognare coi tuoi occhi... fai pure tonino, che scrivi troppo bene per poterti dire di no)


E poi la mia famiglia, comprensiva di quello str*** di cane......


E poi?


E poi  ci sono questi colori intensi che mia madre prova a trasportare su tela (pittrice in perenne erba e perenne miglioramento), questi colori così forti che sono il motivo per cui hai sempre qualcosa per cui sorridere qua in Sicilia.... come quella volta che depresso guardavo dal finestrino di un treno di ritorno a Bagheria e mi sconvolsi a vedere Mandorli o Peschi (non sono un esperto di botanica, ma credo i secondi) in fiore, così chiazze di luce in un pomeriggio piovoso..... o come tutte le volte che d'estate ti ubriachi fino alla nausea di giallo.

E che c'è di più da dire della Sicilia... se non i colori?

[Scusate il casino di sto post, ma come si dice nella mia "nuova lingua": "sò stanco".... gli amici con cui esco o sono uscio in questi anni non li cito per nome che ne dimenticherei per forza qualcuno..... mi son permesso soltanto la frecciatina al dicotomico]
Landofnowhere @ 00:21 | commenti: commenti (7)(popup)
guido dixit

prima partenza per roma & domande sulla rivoluzione

Archiviato il 12/09/2005 in:
Tra un'oretta prendo il treno e volo verso Roma. Me ne vado li per tre giorni, sarò di ritorno giovedì sera.

Mi porto dietro tanta tensione, ma vabbé...

Rispetto al discorso rivoluzione, facciamo che vi pongo qualche domanda.. così, sempre che qualcuno risponda, avrò un via al capitolo...:

1) Cosa è che si rivoluziona in una rivoluzione (intesa come la "nostra" rivoluzione)?
2) Come si fa una rivoluzione?
3) Chi fa una rivoluzione e perché?

Rispondete viandanti.... ed a presto....
Landofnowhere @ 16:48 | commenti: commenti (8)(popup)
guido dixit

e l'otto x mille?

Archiviato il 09/09/2005 in:
Sia il secondo capitolo che il post invocato da Tonino arriveranno presto. Intanto vi sengalo questa petizione, rispetto all'otto per mille. Voi che ne pensate? Personalmente, al di là di qualsiasi considerazione che si possa fare, sarei per dare meno soldi possibile alla chiesa cattolica, sapete com'é......
Landofnowhere @ 10:45 | commenti: commenti (9)(popup)
guido dixit

Archiviato il 05/09/2005 in:
Aggiungo due blog alla lista dei link:

  1. Silenzioso Viandante (con colpevolissimo ritardo, io e Xantippe ci "frequentiamo" via web da un sacco)
  2. Spazio Vitale
Quest'ultimo è un di gelese mio presunto clone, dunque il suo nuovo blog potrebbe venir fuori un clone della landa (temevo lo chiamasse Nowhere Land).
Landofnowhere @ 22:00 | commenti: commenti (5)(popup)
guido dixit

easy reading post

Archiviato il 03/09/2005 in:

Ringrazio tutti coloro che hanno commentato e che commenteranno il post precedente. Per il prossimo capitolo pensavo di parlare di Rivoluzione, perché credo che sia un concetto chiave, ma quando avrò finito di scrivere, e per ora debbo anche cominciare, ne riparleremo.

Intanto le giornate scorrerebbero serene, se non avessi da organizzare un trasferimento a Roma, più un altro paio di casini. Ad ogni modo riuscirò a trovar casa, ne son sicuro (viandanti di Roma tipo Tear, datemi una mano... se potete).

La blogosfera invece si sta popolando di discorsi interessanti e di splendidi racconti.. come quelli che trovate in cosaCosaCOSA e dal Dicotomico (trovate i link tra i link). E se anche salendo a Roma dovessi calare il numero di post, so che troverete altri bagheresi ad allietarvi le giornata (perché io le allieto?)

Dunque vediamo se ho scritto tutto quello che avevo da scrivere... uhm, no manca il grazie a Lilium per avermi fatto pubblicità ed a Tisbe per aver fatto pubblicità allo scorso post. Entrambe queste signore meritano le attenzioni di tutti voi viandanti.. e non lo dico per ruffianeria, quindi datevi da fare.

Ecco ora dovrei aver finito... oppure no? Aspé, mi pare che la mia amica Enza mi avesse chiesto di fare qualcosa... ma non ricordo  proprio cosa...uhm.... bho spero si accontenti di esser qui citata ;-) (oddio, ho messo una faccina nel blog... no... chi mi ha contaggiato, chi??????????)

A presto ragà (ormai scrivo tante mail, che sono abituato a finire i discorsi con saluti tipo lettera... ma tu guarda).


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Update

qualcosina la stavo dimenticando... un plauso a Fidel Castro, che nel marasma orrendo di New Orleans, ha mandato 1100 medici in aiuto. Certo una mossa anche mediatica.... ma molto forte e coraggiosa. Una volta tanto (la più coraggiosa sarebbe dimettersi, ma vabbé)

Landofnowhere @ 19:09 | commenti: commenti (5)(popup)
guido dixit

primo capitolo e scazzi

Archiviato il 01/09/2005 in:
Che brutta cosa l'ignavia estiva.. per scrivere le poche (non così poche comunque) righe del primo cpaitolo di quella strana cosa che dovrebbe riassumere le mie posizioni politiche (ne parlavo il 12 agosto) ci ho messo più di una settimana; ed era il capitolo più semplice. Ve lo posto qua sotto, ma vi do prima un paio di avvertenze: ho provato a scriverlo in maniera poco accademica, cioé con un linguaggio più da blog. Ovviamente, il tema andava approfondito di più, ma essendo questo, appunto, un blog, non credo che la cosa avrebbe avuto altro effetto che quello di diminuire il numero di persone che raggiungeranno la fine del post. Inoltre, non ho perso molto tempo a corregger forma e ortografia, dunque eventuali errori vengano considerati frutto dell'ignavia estiva e non della mia, pur presente, ignoranza.
Buona lettura:


Cap I


Problema del linguaggio; "massacrare" l'ideologia comunista, sfrondare la comunicazione politica dal "noto"



Il problema che vorrei trattare qui è direi sotto gli occhi di tutti, per quanto sia più o meno rappresentato con coscienza.

Prendete un volantino “tipo” di un collettivo di estrema sinistra, magari comunista.... iniziano a spuntare termini come antimperialismo, lotta di classe, alienazione, capitalismo.. ecc. ecc. Nulla di complicatissimo magari (se siete fortunati).... ma immaginate quel volantino in mano ad un manovale palermitano:


“Chi minchia c'é scritto qua? “Lotta di classe”, ma chi è, cosa ri scuola?”


Insomma avete capito. Qui si sta parlando del dramma dell'incomunicabilità tra il militante di sinistra, magari piccolo borghese, e la massa di “poveri disgraziati” che noi sinistrorsi vorremmo aiutare... i quali, miracolo dei miracoli, hanno una loro vita e non si curano molto di leggere Marx e preparare la rivoluzione. Anzi se ti vedono con i capelli lunghi, la barba e sentono paroloni strani proferirsi dal tuo cavo orale, ti prendono pure per il culo.

Alcune esperienze, come certi centri sociali aperti in zone socialmente “calde” mostrano che in realtà il muro sia valicabile, ma resta il fatto che davanti ad un volantino od ad un discorso di ideologia fortemente “sinistrorsa” vi sia una certa indifferenza e difficoltà di comprensione da parte di quelle classi che più avrebbero interesse ad ascoltare. In Sicilia, che è il posto dove abito, questo è un problema evidente, peggiorato dal fatto che le classi meno ambienti (abitanti di quartieri disastrati) sono spesso sotto il controllo mafioso, e la mafia, raramente è di estrema sinistra.


Chiariamoci questo non è un semplice problema di comunicazione; non si tratta di fare marketing ideologico, ma di notare un forte problema teorico: esiste un'idea politica che non è capace, o che è scarsamente capace (fate voi), di parlare alla massa dei cui problemi si riferisce. La “politica” è l'essere in relazione dei membri di un gruppo... un'idea politica di sinistra, di estrema sinistra magari, si fa carico della situazione dei meno abbienti.... insomma parla della loro vita, delle loro speranze, del modo in cui possono sperare in un riscatto sociale. Ma se io parlo della vita di qualcuno e questi non mi capisce, allora c'è qualcosa di sbagliato alla radice; si tratta dunque di capire cosa è e di distruggerlo.


L'impressione che ho, quando cerco di prendere un punto di vista esterno alle cose, è che vi sia un muro di reminiscenze ideologiche: concetti che da un lato sono mal compresi da chi li espone, che lo fa per abitudine, e che dall'altro hanno ormai perso l'aggancio con la realtà, che vengono propinati come spiegazione del reale. Facciamo un esempio. Il concetto di “lotta di classe” è attualmente fuori luogo, ma questo non perché non ci sia tutt'ora, anche nel microcosmo della società italiana, una forte e decisa dialettica classista, ma perché viene a mancare la cosiddetta “coscienza di classe”. Al contrario di quanto si può credere, questa coscienza non scaturisce, secondo lo stesso Marx, dall'idea politica, quanto l'esatto contrario: in una classe che ha coscienza di sé, scaturisce la teoria della sua emancipazione.

Ora se io continuo a parlare di lotta di classe a persone totalmente alienate dal loro essere proletarie, starò parlando di cose che ai suoi occhi non appartengono alla loro vita. Perché non è da loro che è scaturito il là di questa riflessione, quanto da meccanismi ideologici e sociali ormai piuttosto antichi.

Gli stessi “compagni” ho spesso l'impressione che usino concetti, senza averne prima constato la loro attuale deducibilità dai fatti attuali. In altre parole, ogni concetto politico o sociale, deve avere un appiglio materiale...., se usiamo concetti soltanto perché sono tramandati da libri, e non perché li ritroviamo nella realtà, cadiamo in piena ideologia (nel senso più negativo del termine).


Hegel, semplificando, riteneva che un concetto può essere conosciuto od essere semplicemente noto... quando sono capace di renderne conto, quando la spiegazione (la sua storia) mi sta davanti, allora io lo conosco. Quando invece lo si usa per abitudine, egli diviene il cadavere di se stesso, qualcosa di noto, che nessuno indaga più e forse nessuno più conosce. L'impressione, un po' dura lo ammetto, è che l'estrema sinistra, frangia di cui faccio parte, ragioni un po' troppo per cadaveri concettuali.


Ed allora?


E' un po' presto per arrivare ad una conclusione (questo discorso si collega con quello degli altri capitoli), ma si può certamente dire che: se stiamo provando a pensare un'idea politica nuova, essa deve indagare il modo con cui ossa parlare della vita della gente, in modo che essa capisca. Ciò può significare, naturalmente cose diverse, ma posto che non è una questione di pubblicità, appare essere un problema di riteorizzazione di alcuni concetti, alla luce di una storia che è andata avanti e di una storia che vogliamo fare.

Riassumendo la tesi che porto qui è: il dramma della comunicazione con i soggetti di una politica di estrema sinistra non sta in problemi meramente linguistici.... è proprio un problema teorico politico. La soluzione sta, semplificando, sottoponendo a feroce critica tutto l'armamentario concettuale che noi sinistrorsi ci ritroviamo in borsa, eliminando, senza troppi rimpianti, tutti i fattori ideologici (sempre nel senso più cattivo del termine ideologia).


Abiura all'ortodossia cieca e sangue fresco ai nostri cervelli.




Landofnowhere @ 12:57 | commenti: commenti (11)(popup)