guido dixit

banner o non banner?

Archiviato il 29/03/2006 in:
Rompo il silenzio per una piccola notizia.

Noterete che ho cambiato banner, ma questo è dovuto al fatto che parte del template è sparito, causa spostamento del server ove stavano le immagini. Dunque ho dovuto rimediare con un po' di roba fatta in casa tempo fa.
Ma si promettono nuove vesti all'orizzonte per questa landa, non preoccupatevi?
Come? non ve ne può fregare di meno?
sigh sigh!!!!

P.S.
lo so che sto banner fa schifo, ma vabbeh.
Landofnowhere @ 02:11 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

SCANDALO: la landa si schiera

Archiviato il 25/03/2006 in:


Allora, io inizio una sorta di tourné (si scrive così?) di studio, nella quale posterò pochissimo. Vi sengnalo intanto il post di oggi della seconda landa, particolarmente interessante. Come potete vedere sopra di voi, entro anch'io in campagna elettorale e, come il Corriere della Sera, mi schiero contro il Polo delle Libertà.
Come? Non gliene può fregar di meno a nessuno? Sigh....
In ogni caso sia chiaro che dal mio punto di vista, votando centrosinistra, voterò soltanto una destra che spero più dignitosa di quella al governo (non dico "dignitosa", dico "più dignitosa".....). La politica a sinistra, parlando di quella cosa che è la vera sinistra, deve trovare nuove strade, che sono ben lontane dalle idee di quei partitucoli che appoggiano Prodi, compresi quelli che portano ancora fieri la falce e martello  (cui probabilmente andrà il mio voto). L'appello politico che faccio dunque, oltre a mandare a casa certi cialtroni ed a cercare di connotare più a sinistra possibile i rapporti di forza dell'Unione, e quello di iniziare a smuovere i nostri "culi", pensando da noi cosa vogliamo,  iniziando dal basso una lotta per tutti quei diritti (pacs, lavoro non precario, scuole pubbliche funzionanti e laiche, controriforma universitaria) che stiamo tranquilli, non ci saranno regalati chiunque sia il vincitore. Ma soprattutto pensiamo il modo di scavalcare politicamente questa sinistra partitica e di smuovere le forze rintanate nei centri sociali in movimenti che siano realmente di cambiamento.....
Siamo o non siamo rivoluzionari? Iniziate a spremere le meningi.
Landofnowhere @ 18:02 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

suicidio globale e marmellata di perle

Archiviato il 24/03/2006 in:



Ebbene sì, sono tornati. A breve uscirà il nuovo disco dei Pearl Jam, che dovrebbe intitolarsi appunto Pearl Jam (con un originalità da far tremare i polsi, eh eh) e che si preannucia come un ritorno all'aggressività di un tempo.
Giorni fa è uscito il nuovo singolo, o meglio i Pearl Jam l'hanno messo in download gratuito per alcuni giorni (con un file legalmente condivisibile), per poi riportarlo a pagamento, stavolta insieme ad una B Side. Grazie a al sito della band ed al sito italiano PearlJamonline, riesco a trascrivervi il testo della song e vi indirizzo alla pagina da dove potete ascoltarla. Il titolo è Worldwide Suicide

Il testo è questo:

WORLD WIDE SUICIDE

I felt the earth on a Monday
It moved beneath my feet
In the form of the morning paper
Laid out for me to see
Saw his face in the corner picture
I recognized the name
Could not stop staring at the
Face I'd never see again

It's the shade to a wicked world of pain
What does it mean
When the war is taking over?
It's the same every day
I heard my name
Why can't we see that
The worry's left to hold on?

The whole world
World over
It's World Wide Suicide

The whole world
World over
It's World Wide Suicide

Medals on a wooden mantle
Next to a handsome face
That the President took for granted
Writing cheques that others pay
And in all the madness
Thought becomes nothing oh yeah
So much to talk about
Yet nothing for us to say

It's the same every day
And the weight won't break
How are you to pray
While the devil's on his shoulder?
Laying claims to the tainted soldier
Said not gonna quit and
The truth's already out there

The whole world
World over
It's World Wide Suicide

The whole world
World over
It's World Wide Suicide

Looking in the eyes of the fallen
You've got to know you're another
Another
Another
Another

WAAAAAAASTE!

It's the shade to a wicked world of pain
What does it mean
When the war is taking over?
It's the same every day
And the weight won't break
Tell you to pray
While the devil's on his shoulder


The whole world
World over
It's World Wide Suicide

The whole world
World over
It's World Wide Suicide

The whole world
World over
It's World Wide Suicide

The whole world
World over
It's World Wide Suiciiiiiiiiiide

Landofnowhere @ 12:37 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

di genitori e cuccuzze

Archiviato il 21/03/2006 in:
Il signor direttore delle kukuzze (stigghiola per gli amici) e di BombaSicilia, mi rende noto che il prossimo tema da trattare su B.S. sarà la "genitorialità", ovvero il rapporto genitori-figli. Nella presentazione di questo tema fa riferimento al celeberrimo I fratelli Karamazov dell'inarrivabile Fedor (io lo chiamo così). Posto che io non ho nessuna grande voglia di scrivere, oberato di studio come sono, con pochissima lena fra l'altro, ma i neuroni si sono comunque attivati, sulla possibilità di fare uscire un assolo a tema, partendo dal libro che ho per ora tra le mani. Ovviamente non parlo né della Fenomenologia dello Spirito (Hegel), né di Istituzione immaginaria della società (Castoriadis), quanto di quel tutt'altro che easy reading romanzo che è la Cognizione del dolore di quell'altro inarrivabile folle che era Carlo Emilio Gadda. Sono a metà inoltrata, e già i neuroni girano. Posto che qualcosa comunque dal libro posterò (c'è tutta una distruzione dell'io, che vale la pena esaminare), il rapporto madre-figlio lì è davvero forte. E si tratta di un autore abbastanza lontano da me, per modo di scrivere (e credo per pensiero); cosa che m'intriga ancor di più.
Detto questo, non prendete codesto post per il un invito a leggere Gadda......... leggetelo solo se mettete in conto di aver pazienza, di rileggere e di fermarvi spesso perché stanchi. Era un grande folle della prosa, ma troppo folle per certi stomaci, temo. Però se voi lo stomaco l'avete duro, forte e presuntuoso, lasciatevi divorare dai suoi termini, le sue parole, la sua ironia altezzosa e dal dolore che all'improvviso emerge dalle tranquille campagne di Pastrufazio.
Qualcuno di voi viandanti ha qualche commento illuminante da fare su questo libro che mi possa inspirare un assolo?
Landofnowhere @ 23:46 | commenti: commenti (4)(popup)
guido dixit

silenzio stampa

Archiviato il 19/03/2006 in:


Ieri a Roma c'è stata la manifestazione nazionale contro la guerra. Nonostante la mancanza dei sindacati confederati (Cgil, Cisl e Uil) è risultata molto partecipata, anche se non colossale. Chi "temeva" scontri è rimasto davvero deluso, visto che la manifestazione è risultata pacifica e colorata. La delusione deve essere stata forte, perché non vedo notizie della manifestazione in giro per i vari siti dei giornali (solo il tempo e liberazione ne parlano, mentre il manifesto ne parlava ieri ed oggi sciopera). Questo silenzio è misterioso e lo si spiega solo in parte con lo sciopero dei giornalisti di ieri (della vittoria di fisichella si parla, invece).
Questo silenzio, soprattutto dopo i fatti di Milano, è grave e tende, coscientemente o meno, a screditare la sinstra radicale del nostro paese. 200 cretini che sfasciano Milano si prendono le prime pagine, mentre migliaia di persone che, da tutta Italia, scendono in piazza con un messaggio preciso, un j'accuse all'imperialismo ed al "terrorismo" occidentale, senza scontri con la polizia, passa abbastanza sotto silenzio. Non so quanto ne abbia parlato la tv, perché non ne possiedo (né mi manca), ma comunque sia, questo silenzio è davvero una vergogna per la stampa italiana.
Landofnowhere @ 13:06 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

contro la guerra a roma, contro la precarietà in francia

Archiviato il 17/03/2006 in:


L'assemblea di ieri in facoltà è andata benissimo (se non per un piccolo scazzo con un altra realtà della facoltà, ma vabbé). Domani 18 Marzo c'è la manifestazione nazionale contro la guerra. Il sito degli organizzatori è questo. L'appuntamento del corteo principale è a Piazza Esedra alle 14.30.


Nel mentre, un occhio non può che andare alle lotte francesi. Vi copio un articolo Ansa, auspicando che diminuiscano (ed in maniera decisa) le violenze, ma aumenti ancora di più l'incisività della protesta.
Guerra e precarietà sembrano temi distanti, ma non lo sono. Assistiamo ad un continuo incremento dell'autoritarismo dei governi che si rispecchia nello scendere in guerra senza neanche il consenso popolare e nel sistematico attacco ai diritti dei lavoratori. Il capitalismo cerca di allungare le mani verso quelle poche parti di mondo che non possiede e controlla ancora, e verso tutto ciò che non si sottomette semplicemente alle sue logiche.

 

SCONTRI STUDENTI-POLIZIA IN TUTTA LA FRANCIA, UNIVERSITA' OCCUPATE
STUDENTI IN PIAZZA CONTRO CPE, 70% UNIVERSITA'. ANCHE I LICEALI IN FORZE AFFIANCANO UNIVERSITARI



(ANSA). NNNN PARIGI - Centinaia di migliaia di studenti liceali ed universitari sono scesi in piazza in tutta la Francia, in una prova di forza contro il Contratto primo impiego, il contestato provvedimento del governo per favorire l'occupazione dei giovani.

In serata la situazione è degenerata a Parigi, dove si sono avuti violenti scontri fra studenti e polizia nel celebre Quartiere Latino. Sono state costruite barricate sul boulevard Saint Michel e su rue Racine. Dopo lanci di oggetti contro i poliziotti c'é stata una carica ed i giovani si sono successivamente riuniti vicino a Saint Germain. Sempre nella zona del Quartiere Latino sono state rovesciate e bruciate vetture, rotte vetrine e lanciate bottiglie incendiarie contro le forze di polizia che hanno risposto con cannoni ad acqua e largo uso di lacrimogeni.

Gruppi di destra percorrevano intanto le strade gridando slogan contro la sinistra e per la liberazione delle facoltà occupate. Poco prima di mezzanotte la situazione è tornata alla normalità, ma si devono riscontrare anche caffé saccheggiati ed una libreria data alle fiamme. Già nel pomeriggio, a conclusione di un corteo da Place d'Italie a Sevres-Babylone, c'erano stati incidenti con studenti che hanno scagliato pietre e bottiglie contro la polizia, incendiato un' edicola e danneggiato segnali stradali. Gli agenti avevano risposto con gas lacrimogeni. Complessivamente più di 30 poliziotti sono rimasti contusi negli scontri. Ma è stata una giornata difficile in tutto il paese: discordanti, come sempre, le cifre dei manifestanti, se a darle sono gli organizzatori o la polizia. Sono stati più di 320.000, secondo l' Unef, l' Unione nazionale degli studenti di Francia, circa 247.500, secondo la polizia.

A Parigi, cuore della mobilitazione, ce n'erano 33.000 per la polizia, 120.000 per l' Unef. Il comando delle operazioni di polizia era stato assunto direttamente dal ministro dell' interno, Nicolas Sarkozy, che aveva raccomandato agli agenti "sangue freddo e stretto rispetto della deontologia". Ma problemi d' ordine pubblico ci sono stati in qualche città, in particolare a Rennes e nella stessa capitale, mentre a Tolosa scontri sono avvenuti fra studenti favorevoli e contrari all' occupazione dell' università.

A Rennes, nell' ovest del paese, alcune centinaia di manifestanti, alcuni con il viso coperto, hanno incendiato cassonetti dell' immondizia, danneggiato auto e lanciato pietre contro le forze di polizia, che hanno risposto con cariche e con lacrimogeni per disperderli. C' è stato qualche ferito, e tre giovani, di cui due minorenni, sono stati fermati.

In giornata, 300 persone sono state fermate, 180 delle quali nella capitale. E' stata una "dimostrazione di forza" dicono gli studenti, che si apprestano a tornare in piazza sabato, questa volta insieme alle organizzazioni sindacali. "Il governo dovrebbe venire a vedere oggi nella strada - ha detto Bruno Julliard, presidente dell' Unef, il più potente sindacato degli studenti, di sinistra - che manifestano insieme disoccupati, giovani agiati delle università e giovani dei quartieri difficili delle banlieue. De Villepin non dividerà la gioventù".

"E la manifestazione di oggi non è che una prova generale di quella di sabato", ha aggiunto Julliard, 25 anni, studente di giurisprudenza a Lione, leader del movimento. Socialista, ha restituito la tessera quando l' anno scorso è diventato presidente del sindacato studentesco. A Tolosa, invece, ci sono stati momenti di tensione fra studenti che avevano occupato l' università e i loro colleghi che volevano entrare per studiare. Ci sono stati lanci di sedie, di estintori. Poi un voto serrato, in assemblea generale, ha deciso il prolungamento dello sciopero degli studenti. Il premier Dominique de Villepin si è detto oggi "aperto al dialogo, nel quadro fissato dalla legge, per migliorare il provvedimento". Il governo sembra unito, ma non troppo solidale con lui.

Il ministro del lavoro, Jean-Louis Borloo, non è voluto andare in tv per difendere un provvedimento sul quale aveva espresso riserve. Ma studenti, sindacati ed opposizione politica - socialisti in testa - chiedono il ritiro puro e semplice del Contratto primo impiego, una misura che - sostengono - accresce la precarietà, dando la possibilità agli imprenditori di licenziare nei primi due anni, senza giusta causa, i giovani sotto i 26 anni.
Si è fatta sentire anche Segolene Royal, star socialista nei sondaggi per l' Eliseo del 2007, con un messaggio quasi presidenziale: "i giovani vogliono lavorare, coinvolgersi, partecipare alla ripresa del paese. C' è un non riconoscimento profondo da parte del governo di questa attesa della gioventù".

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Landofnowhere @ 11:41 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

manifesto, nuovo blog e capitini

Archiviato il 15/03/2006 in:
Oggi facciamo un post leggero leggero (almeno per me che scrivo): vi do un paio di notizie e vi copio un articolo altrui. Diciamo che ho poco tempo, ma vi penso sempre, eh eh.

Domani alle 16.30 nell'aula due di Villa Mirafiori (Facoltà di Filosofia della Sapienza), Villa Mirafiori in Mobilitazione organizza un'assemblea contro la guerra in preparazione della manifestazione del 18. Se v'interessa, qua trovate una copia del "nostro" volantino.
Altra buona nuova è il fatto che sono stato invitato in un nuovo blog. Si tratta di un multiblog del tutto particolare e devo ancora farmene un'idea. Ma è giusto fare un po' di pubblicità, no?
Infine visto che si parla di guerra vi consiglio questo sito: nonviolenti.org

Da lì vi traggo questo bel passo di Capitini (che chi condivide con me una certa mailing list ha già letto):

La democrazia, i partiti e il potere dal basso

di Aldo Capitini

Alcuni lettori del primo numero del nostro giornale ci hanno invitato a chiarire il nostro pensiero sul rapporto che dovrebbe intercorrere fra gli organismi di democrazia diretta da noi auspicati e i partiti che agiscono nello schieramento politico italiano.
Trattandosi di un argomento molto importante e tuttora oggetto di ampia discussione, abbiamo deciso di affrontarlo in questo secondo numero, aprendo un dibattito al quale fin d'ora invitiamo i nostri amici lettori.
Facciamo due osservazioni preliminari. La prima è che siamo del tutto estranei alla polemica qualunquistica contro il regime parlamentare e contro i partiti che gli danno vita.
Malgrado tutto, consideriamo la presenza e la competizione dei partiti politici come la più alta espressione raggiunta nella società italiana dal potere popolare.
La consideriamo, anzi, una conquista del movimento popolare, strappata con lotte dolorose alle classi borghesi dirigenti nel nostro paese, che per trenta anni hanno potuto imporre a tutti il regime più conveniente ai loro interessi, il regime fascista.
Condanniamo perciò ogni polemica contro il regime attuale la quale non si ponga come obiettivo un regime ancora più democratico ed un potere popolare sempre più vasto.
Poiché questo è anche il nostro obiettivo, diciamo, come seconda osservazione, che il nostro interesse e il nostro appoggio vanno a quei partiti che si propongono la trasformazione della nostra società e lottano per realizzare questo impegno.
A tutti è ormai chiaro che l'ostacolo principale da superare è rappresentato dallo Stato capitalistico, le cui strutture economiche, sociali, politiche, giuridiche, per quanto addolcite, ammodernate e mascherate non riescono a superare le realtà sulla quale poggiano, la realtà della divisione del paese in sfruttati e sfruttatori, governati e governanti, esecutori e dirigenti.
Quando noi auspichiamo la creazione da parte di tutti gli sfruttati, i governati, gli esecutori, di organizzazioni di democrazia diretta che sappiano rivendicare l'esercizio di porzioni sempre più grandi di potere, non siamo così ingenui da vedere in questo solo fatto l'annullamento della contraddizione fondamentale dello stato capitalistico.
Crediamo, però, che questo sia il mezzo migliore, la via migliore per arrivare al superamento dello stato democratico borghese, preparando e prefigurando da oggi quel nuovo Stato che si fondi effettivamente sul potere di tutti.
Per i partiti popolari, non è certamente questo un obiettivo nuovo ; ma è certamente nuova l'esigenza che da più parti si avverte di arrivare ad esso con i metodi e per la strada che anche noi desideriamo.
La conquista antidemocratica del potere è oggi esclusa da tutti i partiti italiani, compresi quelli che vogliono arrivare al potere per trasformare la società.
Mentre però i partiti conservatori agiscono senza impacci, utilizzando le strutture di uno Stato che è in definitiva il loro Stato, non comprendiamo perché la stessa cosa debbano fare i partiti che intendono rovesciare i rapporti di classe e realizzare il potere di tutti.
Constatando che "il primo elemento della politica è che esistono davvero governati e governanti, dirigenti e diretti" Gramsci sosteneva che per dirigere nel modo più efficace e per formare a tal fine i dirigenti, un partito rinnovatore deve rispondere, come prima cosa, a questo interrogativo : "si vuole che ci siano sempre governati e governanti, oppure si vogliono creare le condizioni in cui la necessità dell'esistenza di questa divisione sparisca ? Cioè si parte dalla premessa della perpetua divisione del genere umano o si crede che essa sia solo un fatto storico, rispondente a certe condizioni ?".
Oggi più che mai la risposta che i partiti rinnovatori debbono dare sta nel loro impegno di creare le condizioni per abolire la divisione tra governanti e governati, tra diretti e dirigenti, dimostrando non solo in teoria ma praticamente la superiorità degli obiettivi finali.
Si utilizzino anche le strutture dello stato borghese, ma per suscitare dal basso nuovi centri di potere popolare.
Su questi impegni dovrebbe, secondo noi, basarsi l'azione politica dei partiti veramente rinnovatori.
Non può bastare a questo impegno la loro organizzazione e il loro funzionamento come partiti di massa, anche se potessero raggruppare milioni di iscritti.
Vediamo infatti che, poiché le decisioni vengono applicate nelle varie istituzioni dello Stato borghese, non solo il popolo ma anche gli iscritti ai partiti rimangono sempre lontano dall'esercizio di un potere reale.
Il popolo viene consultato ogni quattro anni e in maniera paternalistica e demagogica ; gli iscritti vengono consultati più spesso, ma la decisione rimane sempre nelle mani degli apparati dirigenti, degli eletti, della tanto discussa burocrazia.
Questa burocrazia, pur essendo necessaria al funzionamento dei partiti, è portata a chiudersi, a difendere la sua posizione, a perdere il contatto con la base.
Soprattutto non si sente in alcun modo vincolata ad essa, giacchè i suoi incarichi, stipendi, promozioni, trasferimenti ecc. dipendono esclusivamente da organi centrali dei vari partiti.
Per questo il cittadino che milita nei partiti è solo in parte e saltuariamente impegnato alla vita politica, e reagisce abbandonando i partiti, non iscrivendosi, partecipando sempre più svogliatamente alla loro vita. Sono fatti che abbiamo sotto gli occhi.
Ci sembra inutile dare la colpa di tutto ciò alla TV, al cinema, al benessere, alla attrazione sessuale ecc.
L'azione di questi mezzi diviene corruttrice solo perché trova nella maggior parte dei cittadini un vuoto politico, sociale, morale e culturale che i partiti conservatori coltivano e quelli rivoluzionari non sanno colmare.
Occorre superare questo stato di cose, se non si vuole pregiudicare non solo il futuro ma anche le basi delle conquiste democratiche realizzate finora.
L'esercizio del potere dal basso ci sembra l'unico mezzo per superare il fossato che divide oggi la politica della maggioranza degli italiani.
In questa opera istituzioni e forme sono di secondaria importanza.
Occorre superare questo stato di cose, se non si vuole pregiudicare non solo il futuro ma anche le basi delle conquiste democratiche realizzate finora.
L'esercizio del potere dal basso ci sembra l'unico mezzo per superare il fossato che divide oggi la politica della maggioranza degli italiani.
In questa opera istituzioni e forme sono di secondaria importanza. Alcune ne esistono già, come i sindacati quando agiscono sul luogo di lavoro ; altre ne vediamo attuate e proposte in varie parti del paese.
Due condizioni che riteniamo indispensabili sono : 1) il potere dal basso deve essere esercitato nella maniera più decentrata possibile ; 2) i partiti, le associazioni, i gruppi promotori devono garantire l'esercizio di questo potere consentendo la revoca degli eletti.
In questo senso intendiamo e desideriamo che si attui il rapporto dei partiti innovatori con gli organismo di democrazia diretta : per cui ci pare ovvio osservare che, pur considerando i partiti le sole forze politiche capaci di trasformare lo Stato attuale, riteniamo insufficiente allo scopo il loro funzionamento, la loro organizzazione e i loro attuali metodi per tradurre in realtà il vero scopo della loro esistenza : l'esercizio del potere di tutti.

IL POTERE E' DI TUTTI - ANNO I° - N°2 – febbraio 1964

Landofnowhere @ 21:06 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

eppur si poeta, ogni tanto

Archiviato il 13/03/2006 in:
antichi demoni
mi si agitano in pancia,
creando succhi,
ulcere,
e dilaniando membrane

vecchie immagini,
capelli arruffati sul viso,
occhi vivi,
su un presente
fatto di una stanza
dalle tante luci accese
ma spente.

e gli oggetti vorrebbero
danzare,
circondarmi,
giocare con me
e cacciare via i demoni

ma il demonio
è un vecchio saggio bastardo,
sa tutti i trucchi
ed ha potere.
nessun oggetto osa animarsi
sotto il suo sguardo

ed attorno,
fra pareti colorate da me,
dalle mie carte ed i miei libri,
fra il vuoto che non ho ancora riempito
ritorna l'antico pieno
ad irridermi dell'esser partito

no
sbaglia,
non sono mai partito da lui.
provo a contenerlo nella stretta del mio stomaco,
che prima o poi
anche i demoni
peptizzerà a dovere

ma intanto mi godo questi spasmi,
ed il dolore
non si smorza per nulla,
ma non mi scalfisce nemmeno.

sei ancora qua, ma io sono più forte, ormai
[tanto per non scordarmi come non si scrivono poesie]
Landofnowhere @ 00:13 | commenti: commenti (4)(popup)
guido dixit

per strada gli scemi di sinistra

Archiviato il 11/03/2006 in:
Mentre gli studenti parigini vengono "disoccupati" a forza dalla polizia e da una legge del lavoro assurda, qua in Italia, a Milano, si pensa bene di inscenare la rappresentazione fumettistica delle paure evocate dal Berlusca.
E se leggete indymedia non mancano, accanto alle condanne, chi difende questo "antifascismo" come "unica forma rivoluzionaria" e che difende l'atto di rompere le vetrine, come atto simbolico di distruggere l'ordine. E chi si disgusta di tutto ciò è tacciato di essere prodiano, bertinottiano, dunque riformista e venduto.
Vorrei capire quale rivoluzione è nata da questa sceneggiata..... vorrei capire quali vantaggi sono arrivati al movimento.
Il problema non è due o tre voti persi da una coalizione di similsinistra: il problema è che la cosidetta sinistra radicale extra partitica, l'unica area cui riesco a collocarmi, è sotto lo scacco di chi non capisce ancora un minimo di quello che significhi rivoluzione. Li dovrei chiamare compagni...... ma mi remano contro. Per quanto "buono" sia non riesco a trovare definizione più "accogliente" che scemi. E gli scemi di sinistra sono i peggiori nemici del movimento.

Dall'Ansa:

CENTRI SOCIALI, MOMENTI DI FORTE TENSIONE A MILANO
Gli scontri di stamattina MILANO

Momenti di forte tensione si sono vissuti a Milano durante la manifestazione antifascista dei centri sociali, non autorizzata, indetta in risposta a quella della Fiamma Tricolore, in programma per il pomeriggio da Porta Venezia a San Babila.

La manifestazione dei centri sociali a mezzogiorno si era aperta in un clima di forte tensione. Circa duecento giovani, molti con i caschi, i volti coperti da passamontagna, bastoni di legno in mano, hanno marciato da piazza Lima a Porta Venezia, dove c'era un numeroso reparto anti-sommossa della polizia per il corteo non autorizzato.
C'e' stato un fitto lancio di pietre e di petardi da parte degli autonomi verso la polizia. I manifestanti dei centri sociali hanno anche incendiato cataste di legno e bidoni della spazzatura poco prima dei caselli di Porta Venezia. Le forze dell'ordine hanno lanciato lacrimogeni mentre i pompieri sono riusciti a spegnere il fuoco di un motorino e di un'edicola incendiati; i vigili del fuoco non sono invece riusciti ad avvicinarsi ad alcune auto a cui si è esteso il rogo.
Alcuni cittadini incitavano le forze dell'ordine a caricare i manifestanti.

Sono una quarantina gli esponenti dei Centri Sociali milanesi accompagnati in Questura a seguito degli incidenti. Tra loro parecchi sono giovanissimi.

AGENTI SOTTRAGGONO ALCUNI FERMATI ALLA RABBIA DEI PASSANTI
La rabbia della folla sconvolta nei confronti dei 2-300 antagonisti che hanno scatenato i disordini si è riversata su alcuni di questi, quando sono stati fermati dalle forze dell'ordine.
A stento, infatti, gli stessi agenti sono riusciti a salvarli da un vero e proprio linciaggio: gruppi numerosi di persone li prendevano a calci e pugni urlando 'ammazzateli', mentre gli uomini delle forze dell'ordine cercavano faticosamente di caricarli sui furgoni.

Un negozio, vicino all'angolo tra Corso Buenos Aires e Viale Regina Giovanna, è andato a fuoco, così come due auto vicine, messe in mezzo alla strada dai giovani dell'area antagonista. Le fiamme sono state circoscritte dai pompieri, che hanno peraltro evacuato diversi appartamenti del palazzo, invasi dal fumo.

Fra le testimonianze raccolte, quella di alcuni giovani di sinistra o vicini all'area antagonista che si erano recati al presidio antifascista non prevedendo una situazione di violenza apparentemente programmata come quella che si è verificata in corso Buenos Aires. Questi stessi giovani hanno abbandonato la piazza dicendo di non voler avere a che fare con quanto sta accadendo.

Sembra che vi siano almeno cinque feriti fra agenti di polizia e carabinieri, per stordimento dovuto alla deflagrazione di petardi.

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Landofnowhere @ 18:33 | commenti: commenti (5)(popup)
guido dixit

evoluzione, spaghetti & pirati

Archiviato il 11/03/2006 in:


Cari viandanti rieccomi a sporcare i vostri schermi con i miei sproloqui. Intanto vi segnalo questo post pubblicato nella seconda landa, che vale parecchio solo solo perché è un brano di Capitini. Qua invece volevo darvi una notizia personale molto importante. Sto seriamente valutando se avere o meno una crisi mistica.

Per spiegarmi bene è opportuno narrare una piccola storia. In molte scuole U.S.A. si spiega che la teoria dell'evoluzione è, appunto, solo una teoria, mentre è possibilissimo che le cose siano andate altrimenti, per esempio secondo quello che dice il libro della Genesi. Ora G.W. Bush, da buon democratico quale è, disse qualche tempo fa, che la cosa era giusta perché i bimbi devono essere messi davanti a più teorie ed esser lasciati liberi di scegliere. Portare prove, come l'esistenza dei dinosauri o di mammiferi estinti, non significa di certo criticare veramente la parola della Bibbia; ciò che sta scritto lì, può essere considerato valido ad ogni modo.
Con una lettera aperta a presidente Bush, una nuova chiesa (qualcuno dice ironica), si è schierata a favore di questa posizione, chiedendone però un ampliamento: non solo oltre alla teoria dell'evoluzione, bisogna insegnare quella del disegno divino; ma serve insegnare le diverse teorie dell'insegnamento divino. Gli adepti di questa chiesa, i pastafarians, “credono fortemente” che il creatore sia un MOSTRO DI SPAGHETTI VOLANTE e si appellano alla legge degli Stati Uniti perché la loro teoria venga insegnata nelle scuole U.S.A. Si contano ormai almeno 10 milioni di pastafarians in tutto il mondo, inoltre questa religione è l'unica a dare una spiegazione chiara ed inequivocabile del perché alla scienza appaia evidente la sbagliatissima teoria dell'evoluzione. Infatti quando, ad esempio, uno scienziato fa il controllo del carbonio per stabilire quando sia antico un fossile, un invisibile tentacolo spaghetto gli cambia le cifre, ingannandolo.


Inoltre, questa chiesa si sta mobilitando per salvare il mondo.

Se guardate questo grafico


vi riulterà evidente che l'innalzamento della temperatura globale è strettamente connesso con il numero di pirati. Meno pirati ci sono al mondo, più cresce la temperatura; da ciò il motto: salva la terra, diventa un pirata.
Devo dire che 'sta religione ha il suo fascino. Chissà che non mi converta. Le foto e le informazione si trono sul sito della religione Venganza (in inglese).


Buona conversione!!!

Landofnowhere @ 14:26 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

muoversi per la pace

Archiviato il 10/03/2006 in:
Come potete leggere nella seconda landa, sto aderendo all''iniziativa Diamo una voce alla pace.
Siamo in piena campagna elettorale e la guerra si è trasformata da tragedia lontana ad argomento elettorale, messa nello stesso piano di tutti gli altri.
L'idea che ognuno di noi si sta facendo, nel suo intimo, confermata ad ogni momento dalle apparenze, è che in realtà si tratta di una "cosa" troppo grossa per ognuno di noi. Qualche anno fa, con molta lucidità, Ortolani in un suo Rat-Man mostrava come tutto il nostro impegno per la pace finiva nell'appendere una bandiera dal balcone. Ora il fatto che ci sia una stoffa colorata che penzola dai nostri balconi può essere vista come una cosa non contingente, che non c'entra nulla né tocca nulla, rispetto alla guerra.
Ma l'idea che i "pacifisti" siano impotenti è in realtà quanto di più funzionale ci sia al sistema... anche perché è una vera menzogna. Non siamo affatto impotenti e non dobbiamo per forza limitarci ad appendere stoffa colorata. Quella serve a noi per contarci, per farci solidarietà a vicenda. Per dire, ecco siamo in tanti a volerci muovere contro. Solo che "muoversi" non è una cosa facile. La verità è che muoversi veramente significa fare la rivoluzione. Ora è facile travisare le mie parole, anche perché si sa che io sono un povero marxista nonviolento (mezzo fallito?). Ma non è la rivoluzione di Marx, né quella di Ghandi che ho in mente. O meglio, io ho in mente qualcosa del genere, ma qui voglio esprimere un altro concetto: questo sistema di cose ha, in sé, una struttura prettamente gerarchica ed ordinata. Che una decisione sia imposta dal basso verso l'alto, sembra una cosa impossibile, se non attraverso un processo che porti, appunto, in alto una parte rappresentativa del movimento. Ma questo è possibile solo a prezzo di vari patti e compromessi. Ora non sembra davvero che la richieste di noi pacifisti (definizione che poi non amo molto; sono un amico della nonviolenza, non un pacifista) possano mai essere accettate per intero da chi sta in alto. E dunque? Dunque bisogna riuscire a stravolgere questo sistema ed uno stravolgimento del genere costituisce una profonda rivoluzione politica.
Ma se una rivoluzione è il nostro vero obiettivo, a quella dobbiamo mirare. Personalmente individuo nel sistema economico la radice della questione, ma appunto io sono solo un povero marxista. Ognuno si arrangi a pensare da se la sua rivoluzione e faccia circolare le sue idee. Ognuno individui un modo di cambiare le cose e lo renda noto agli altri. Ognuno inizi a lavorare questa rivoluzione per prima su se stesso.
Spero che un giorno tutti capiscano l'importanza della rivoluzione economica, della critica alla proprietà privata, ecc, ma intanto auspico che ogni pacifista si renda conto che "muoversi", se non deve essere solo una cosa simbolica, vuol dire fare una rivoluzione ed inizi nel piccolo della sua esistenza, pur con i limiti di questa impostazione (se presa da sola), a dar vita al famoso e possibile "altro mondo".
Sto lasciando apposta il concetto di rivoluzione molto vago. Ognuno dia la sua definizione; ciò che importa è solo capire che soltanto un cambiamento sistemico darà all'istanza pacifista il giusto potenziale per rendersi vera.
Landofnowhere @ 14:20 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

giornali e lezioni

Archiviato il 08/03/2006 in:
E' da poco uscito il terzo numero de Il Mirafuori, il giornale della Facoltà di Filosofia ( e di Villa Mirafiori in generale). Il numero precedente (il primo non l'ho letto) m'era parso un po' insipido. Dunque gli ho scritto una mail di critica; visto però che non è carino criticare e basta, per mostrare che in fondo apprezzo l'idea di un giornale di facoltà, gli ho allegato un mio pezzo sull'open source. Ebbene sì lo hanno pubblicato, anche se come ultimo articolo (eh eh).
Diciamo che il numero però non è un capolavoro, ma vabbé. Gli articoli sulle elezioni mi son sembrati noiosi e poco incisivi e soprattutto, non ho capito perché attribuiscono al sig. Berlusca 8 anni di governo (scervellatevi pure voi a capire che significa.. io ci ho rinunciato).
Il mio articolo non è favoloso, ma discreto sì. Ho più che altro tenuto a specificare, nei limiti della mia non tecnicità, quale sia la differenza fra software open source e quello proprietario. Questo giornale ha poi un blog in cui posta i vari articoli. Lo trovate qui, ma non hanno ancora aggiunto i nuovi articoli. Se lo faranno oltre al mio, vi consiglio di leggere l'articolo sulla Palestina, che è davvero ben fatto (il migliore del lotto).

Intanto sono iniziate le lezioni. Da studiare ho, come sicuro Hegel (programma concordato/alternativo), Castoriadis, Nietszche e, ma devo ancora concoradarli con il prof - quindi e solo un ipotesi - Bloch e Schelling. Mi aspetta un semestre piuttosto duro. Vedremo quanto reggo.

Castoriadis sta risultando davvero interessante... chissà che non ne nascano post.
Landofnowhere @ 10:51 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

disordinati appunti di viaggio

Archiviato il 06/03/2006 in:
Sono sul treno

- Viaggio alla volta di Roma, in uno scompartimento lasciato tutto a me.. L'odore di salame, che sale dai miei panini, domina l'atmosfera di solitudine. Da un lato ho il mare della Sicilia, dall'altro i miei libri. Ho appena finito la nausea; Sartre è un grande, ma son stato davvero tanto a leggerlo... e tra un qualche giorno vorrei persino riprenderlo. Tra un po' affonderò gli occhi nella Cognizione del dolore di Gadda, il mio primo libro di Gadda.
Fa strano partire e leggere un libro come La nausea. Un libro che parla di esistenza; non so se in questo momento ho la nausea per troppa esistenza. Sicuramente non mi sento di troppo, al contrario del protagonista, ma comprendo bene il pericolo. Quegli alberi, quelle case alla mia destra, i relitti della fiumana dell'arte, scorrono veloci. Io ci sono, loro pure, ma sono indifferenti a me e la mia presenza, la mia esistenza non c'entra nulla con loro. Sono di troppo!

Ma non ho nausea.Mi sento come un bimbo che sbircia, nascosto dietro una tendina, la proiezione di un film porno. Sono fuori luogo, ma ciò mi accarezza l'anima...Ok,ok.... c'è differenza fra il fare qualcosa di vietato e l'essere immerso nella pura indifferenza. Ma l'indifferenza è solo dal punto di vista dell' “altro”. A tutto questo mondo sono indifferente, ma questa indifferenza è ciò che lo sta relazionando in questo momento a me. E quindi sorrido, come chi vede sapendo di non essere visto.

- Ancora in Sicilia, ma con Gadda, la fame ed un po' di sonno a farmi compagnia stavolta....


Indecisioni


desideri
pensieri,
vorrei
non dovrei,
dovrei
e non vorrei,
pensieri
desideri


essere
non essere,
non essere da meno
non essere di più,
comparire
sparendo,
non essere
essere


la mente
in loop
aspetta una botta dalla realtà,
così nessuno decide nulla
e la coscienza non si sporca

Ed ecco annunciato Milazzo.... e vai!!!

[Appunti di viaggio di due giorni fa. Scritto tutto (tranne una piccola parte della poesia) sul treno Palermo-Roma]

Landofnowhere @ 23:50 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

iniziative nella seconda landa e pubblicità subliminale (o sublime)

Archiviato il 02/03/2006 in:
Nella seconda landa trovate informazioni su una bella iniziativa contro la guerra in Iraq. Visto però che do spazio ad essa, per una volta, un link su altre "questioni di pace" ve lo metto qua; buona lettura!

Ieri ho reinstallato Kubuntu (sto diventando bravo nelle installazioni linuxare....). Per festeggiare lasciatemi divertire con un po' di pubblicità opensourcista:





















Non vi ho convinti ad abbandonare Winzozz?
Landofnowhere @ 10:44 | commenti: commenti (popup)