banner o non banner?
Ma si promettono nuove vesti all'orizzonte per questa landa, non preoccupatevi?
Come? non ve ne può fregare di meno?
sigh sigh!!!!
P.S.
lo so che sto banner fa schifo, ma vabbeh.

I felt the earth on a Monday It's the shade to a wicked world of pain The whole world The whole world Medals on a wooden mantle It's the same every day The whole world The whole world Looking in the eyes of the fallen WAAAAAAASTE! It's the shade to a wicked world of pain The whole world The whole world The whole world
Ebbene sì, sono tornati. A breve uscirà il nuovo disco dei Pearl Jam, che dovrebbe intitolarsi appunto Pearl Jam (con un originalità da far tremare i polsi, eh eh) e che si preannucia come un ritorno all'aggressività di un tempo.
Giorni fa è uscito il nuovo singolo, o meglio i Pearl Jam l'hanno messo in download gratuito per alcuni giorni (con un file legalmente condivisibile), per poi riportarlo a pagamento, stavolta insieme ad una B Side. Grazie a al sito della band ed al sito italiano PearlJamonline, riesco a trascrivervi il testo della song e vi indirizzo alla pagina da dove potete ascoltarla. Il titolo è Worldwide Suicide
It moved beneath my feet
In the form of the morning paper
Laid out for me to see
Saw his face in the corner picture
I recognized the name
Could not stop staring at the
Face I'd never see again
What does it mean
When the war is taking over?
It's the same every day
I heard my name
Why can't we see that
The worry's left to hold on?
World over
It's World Wide Suicide
World over
It's World Wide Suicide
Next to a handsome face
That the President took for granted
Writing cheques that others pay
And in all the madness
Thought becomes nothing oh yeah
So much to talk about
Yet nothing for us to say
And the weight won't break
How are you to pray
While the devil's on his shoulder?
Laying claims to the tainted soldier
Said not gonna quit and
The truth's already out there
World over
It's World Wide Suicide
World over
It's World Wide Suicide
You've got to know you're another
Another
Another
Another
What does it mean
When the war is taking over?
It's the same every day
And the weight won't break
Tell you to pray
While the devil's on his shoulder
The whole world
World over
It's World Wide Suicide
World over
It's World Wide Suicide
World over
It's World Wide Suicide
World over
It's World Wide Suiciiiiiiiiiide



di Aldo Capitini
Alcuni lettori del primo numero del nostro giornale ci hanno invitato a chiarire il nostro pensiero sul rapporto che dovrebbe intercorrere fra gli organismi di democrazia diretta da noi auspicati e i partiti che agiscono nello schieramento politico italiano.
Trattandosi di un argomento molto importante e tuttora oggetto di ampia discussione, abbiamo deciso di affrontarlo in questo secondo numero, aprendo un dibattito al quale fin d'ora invitiamo i nostri amici lettori.
Facciamo due osservazioni preliminari. La prima è che siamo del tutto estranei alla polemica qualunquistica contro il regime parlamentare e contro i partiti che gli danno vita.
Malgrado tutto, consideriamo la presenza e la competizione dei partiti politici come la più alta espressione raggiunta nella società italiana dal potere popolare.
La consideriamo, anzi, una conquista del movimento popolare, strappata con lotte dolorose alle classi borghesi dirigenti nel nostro paese, che per trenta anni hanno potuto imporre a tutti il regime più conveniente ai loro interessi, il regime fascista.
Condanniamo perciò ogni polemica contro il regime attuale la quale non si ponga come obiettivo un regime ancora più democratico ed un potere popolare sempre più vasto.
Poiché questo è anche il nostro obiettivo, diciamo, come seconda osservazione, che il nostro interesse e il nostro appoggio vanno a quei partiti che si propongono la trasformazione della nostra società e lottano per realizzare questo impegno.
A tutti è ormai chiaro che l'ostacolo principale da superare è rappresentato dallo Stato capitalistico, le cui strutture economiche, sociali, politiche, giuridiche, per quanto addolcite, ammodernate e mascherate non riescono a superare le realtà sulla quale poggiano, la realtà della divisione del paese in sfruttati e sfruttatori, governati e governanti, esecutori e dirigenti.
Quando noi auspichiamo la creazione da parte di tutti gli sfruttati, i governati, gli esecutori, di organizzazioni di democrazia diretta che sappiano rivendicare l'esercizio di porzioni sempre più grandi di potere, non siamo così ingenui da vedere in questo solo fatto l'annullamento della contraddizione fondamentale dello stato capitalistico.
Crediamo, però, che questo sia il mezzo migliore, la via migliore per arrivare al superamento dello stato democratico borghese, preparando e prefigurando da oggi quel nuovo Stato che si fondi effettivamente sul potere di tutti.
Per i partiti popolari, non è certamente questo un obiettivo nuovo ; ma è certamente nuova l'esigenza che da più parti si avverte di arrivare ad esso con i metodi e per la strada che anche noi desideriamo.
La conquista antidemocratica del potere è oggi esclusa da tutti i partiti italiani, compresi quelli che vogliono arrivare al potere per trasformare la società.
Mentre però i partiti conservatori agiscono senza impacci, utilizzando le strutture di uno Stato che è in definitiva il loro Stato, non comprendiamo perché la stessa cosa debbano fare i partiti che intendono rovesciare i rapporti di classe e realizzare il potere di tutti.
Constatando che "il primo elemento della politica è che esistono davvero governati e governanti, dirigenti e diretti" Gramsci sosteneva che per dirigere nel modo più efficace e per formare a tal fine i dirigenti, un partito rinnovatore deve rispondere, come prima cosa, a questo interrogativo : "si vuole che ci siano sempre governati e governanti, oppure si vogliono creare le condizioni in cui la necessità dell'esistenza di questa divisione sparisca ? Cioè si parte dalla premessa della perpetua divisione del genere umano o si crede che essa sia solo un fatto storico, rispondente a certe condizioni ?".
Oggi più che mai la risposta che i partiti rinnovatori debbono dare sta nel loro impegno di creare le condizioni per abolire la divisione tra governanti e governati, tra diretti e dirigenti, dimostrando non solo in teoria ma praticamente la superiorità degli obiettivi finali.
Si utilizzino anche le strutture dello stato borghese, ma per suscitare dal basso nuovi centri di potere popolare.
Su questi impegni dovrebbe, secondo noi, basarsi l'azione politica dei partiti veramente rinnovatori.
Non può bastare a questo impegno la loro organizzazione e il loro funzionamento come partiti di massa, anche se potessero raggruppare milioni di iscritti.
Vediamo infatti che, poiché le decisioni vengono applicate nelle varie istituzioni dello Stato borghese, non solo il popolo ma anche gli iscritti ai partiti rimangono sempre lontano dall'esercizio di un potere reale.
Il popolo viene consultato ogni quattro anni e in maniera paternalistica e demagogica ; gli iscritti vengono consultati più spesso, ma la decisione rimane sempre nelle mani degli apparati dirigenti, degli eletti, della tanto discussa burocrazia.
Questa burocrazia, pur essendo necessaria al funzionamento dei partiti, è portata a chiudersi, a difendere la sua posizione, a perdere il contatto con la base.
Soprattutto non si sente in alcun modo vincolata ad essa, giacchè i suoi incarichi, stipendi, promozioni, trasferimenti ecc. dipendono esclusivamente da organi centrali dei vari partiti.
Per questo il cittadino che milita nei partiti è solo in parte e saltuariamente impegnato alla vita politica, e reagisce abbandonando i partiti, non iscrivendosi, partecipando sempre più svogliatamente alla loro vita. Sono fatti che abbiamo sotto gli occhi.
Ci sembra inutile dare la colpa di tutto ciò alla TV, al cinema, al benessere, alla attrazione sessuale ecc.
L'azione di questi mezzi diviene corruttrice solo perché trova nella maggior parte dei cittadini un vuoto politico, sociale, morale e culturale che i partiti conservatori coltivano e quelli rivoluzionari non sanno colmare.
Occorre superare questo stato di cose, se non si vuole pregiudicare non solo il futuro ma anche le basi delle conquiste democratiche realizzate finora.
L'esercizio del potere dal basso ci sembra l'unico mezzo per superare il fossato che divide oggi la politica della maggioranza degli italiani.
In questa opera istituzioni e forme sono di secondaria importanza.
Occorre superare questo stato di cose, se non si vuole pregiudicare non solo il futuro ma anche le basi delle conquiste democratiche realizzate finora.
L'esercizio del potere dal basso ci sembra l'unico mezzo per superare il fossato che divide oggi la politica della maggioranza degli italiani.
In questa opera istituzioni e forme sono di secondaria importanza. Alcune ne esistono già, come i sindacati quando agiscono sul luogo di lavoro ; altre ne vediamo attuate e proposte in varie parti del paese.
Due condizioni che riteniamo indispensabili sono : 1) il potere dal basso deve essere esercitato nella maniera più decentrata possibile ; 2) i partiti, le associazioni, i gruppi promotori devono garantire l'esercizio di questo potere consentendo la revoca degli eletti.
In questo senso intendiamo e desideriamo che si attui il rapporto dei partiti innovatori con gli organismo di democrazia diretta : per cui ci pare ovvio osservare che, pur considerando i partiti le sole forze politiche capaci di trasformare lo Stato attuale, riteniamo insufficiente allo scopo il loro funzionamento, la loro organizzazione e i loro attuali metodi per tradurre in realtà il vero scopo della loro esistenza : l'esercizio del potere di tutti.
IL POTERE E' DI TUTTI - ANNO I° - N°2 – febbraio 1964

Per spiegarmi bene è opportuno narrare una piccola storia. In molte scuole U.S.A. si spiega che la teoria dell'evoluzione è, appunto, solo una teoria, mentre è possibilissimo che le cose siano andate altrimenti, per esempio secondo quello che dice il libro della Genesi. Ora G.W. Bush, da buon democratico quale è, disse qualche tempo fa, che la cosa era giusta perché i bimbi devono essere messi davanti a più teorie ed esser lasciati liberi di scegliere. Portare prove, come l'esistenza dei dinosauri o di mammiferi estinti, non significa di certo criticare veramente la parola della Bibbia; ciò che sta scritto lì, può essere considerato valido ad ogni modo.
Con una lettera aperta a presidente Bush, una nuova chiesa (qualcuno dice ironica), si è schierata a favore di questa posizione, chiedendone però un ampliamento: non solo oltre alla teoria dell'evoluzione, bisogna insegnare quella del disegno divino; ma serve insegnare le diverse teorie dell'insegnamento divino. Gli adepti di questa chiesa, i pastafarians, “credono fortemente” che il creatore sia un MOSTRO DI SPAGHETTI VOLANTE e si appellano alla legge degli Stati Uniti perché la loro teoria venga insegnata nelle scuole U.S.A. Si contano ormai almeno 10 milioni di pastafarians in tutto il mondo, inoltre questa religione è l'unica a dare una spiegazione chiara ed inequivocabile del perché alla scienza appaia evidente la sbagliatissima teoria dell'evoluzione. Infatti quando, ad esempio, uno scienziato fa il controllo del carbonio per stabilire quando sia antico un fossile, un invisibile tentacolo spaghetto gli cambia le cifre, ingannandolo.

Inoltre, questa chiesa si sta mobilitando per salvare il mondo.

vi riulterà evidente che l'innalzamento della temperatura globale è strettamente connesso con il numero di pirati. Meno pirati ci sono al mondo, più cresce la temperatura; da ciò il motto: salva la terra, diventa un pirata.
Devo dire che 'sta religione ha il suo fascino. Chissà che non mi converta. Le foto e le informazione si trono sul sito della religione Venganza (in inglese).
Buona conversione!!!
- Viaggio alla volta di Roma, in uno scompartimento lasciato tutto a me.. L'odore di salame, che sale dai miei panini, domina l'atmosfera di solitudine. Da un lato ho il mare della Sicilia, dall'altro i miei libri. Ho appena finito la nausea; Sartre è un grande, ma son stato davvero tanto a leggerlo... e tra un qualche giorno vorrei persino riprenderlo. Tra un po' affonderò gli occhi nella Cognizione del dolore di Gadda, il mio primo libro di Gadda.
Fa strano partire e leggere un libro come La nausea. Un libro che parla di esistenza; non so se in questo momento ho la nausea per troppa esistenza. Sicuramente non mi sento di troppo, al contrario del protagonista, ma comprendo bene il pericolo. Quegli alberi, quelle case alla mia destra, i relitti della fiumana dell'arte, scorrono veloci. Io ci sono, loro pure, ma sono indifferenti a me e la mia presenza, la mia esistenza non c'entra nulla con loro. Sono di troppo!
- Ancora in Sicilia, ma con Gadda, la fame ed un po' di sonno a farmi compagnia stavolta....
Ed ecco annunciato Milazzo.... e vai!!!
[Appunti di viaggio di due giorni fa. Scritto tutto (tranne una piccola parte della poesia) sul treno Palermo-Roma]





