guido dixit

ancora il manifesto ed altre faccende

Archiviato il 30/06/2006 in:
Fa un caldo boia, la mia voglia di studiare rasenta lo zero, oggi l'Italia affronta l'Ucraina nel meno atteso fra tutti i quarti di finale ed a dir la verità non ci sto morendo sopra.
Il caldo ha abbattuto di netto la quantita di cibo da me cibata e la mia voglia di cucinare, ma partendo dalla considerazione che tanto grasso non sono, mi conviene farmi forza per non svanire..... Tutte queste condiderazioni, sparate in questa prosa orrendamente scialba (per ora scrivo meglio su carta, non so perché), nell'ultimo giorno di un giugno strano, stanno a spiegarvi come mai per ora scrivo poco (anche se ho scritto sul quaderno, qualcosa che va bene sia come racconto che come primo capitolo di un racconto più grande..... e vedremo se lo faccio spuntare su questa landa o se me lo tengo per BombaSicilia od ancora per me stesso.......... per la pubblicazione siamo stilisticamente ancora lontani, anche al solo pensarci ;-) ).
Per non annoiarvi ancora ed essere socialmente utile, continuo la mia opera di sensibilizzazione pro manifesto, copiandovi qualcosia trovata sul sito del giornale, FORZA MANIFESTO:

VALENTINO PARLATO

Nei giorni scorsi abbiamo scritto al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, per chiedere una sua parola di incoraggiamento nella nostra difficile crisi. Nella nostra lettera, tra l’altro, scrivevamo: «Nel passato tra il manifesto e la Sua persona ci sono stati momenti di polemica. Ma siamo sicuri che tutto ciò non farà ostacolo, anzi favorirà, il Suo segno di solidarietà».
Pubblichiamo di seguito la risposta di Giorgio Napolitano, molto personale e molto solidale. Lo ringraziamo con tutto il cuore. Per noi è un aiuto straordinario.

Caro Parlato,
quale potrebbe essere l’ostacolo a esprimere a te e al manifesto la mia piena solidarietà per le difficoltà in cui il giornale nuovamente versa? Ci conosciamo da tanto tempo, ancora prima che cominciasse l’avventura del giornale. Credo che sia anche per questa parte di storia comune che ti rivolgi a me al di là del ruolo di cui sono attualmente investito.
E’ vero, nel passato tra noi ci sono state dispute politiche e polemiche giornalistiche, ma sempre nel quadro del reciproco rispetto e come espressione di una dialettica viva e di un pluralismo fecondo.
Anche perquesto il manifesto è stato per 35 anni, prima come rivista e poi come quotidiano, una voce stimolante, di cui, sinceramente, non riesco a concepire la fine. La vostra è stata ed è una presenza peculiare nel panorama dell’informazione italiana, e continua a rappresentare un segno di quanto sia essenzale garantire la libertà e il pluralismo come condizione imprescindibile della democrazia. E’ nello stesso spirito con cui ho richiamato questo impegno nel messaggio al Parlamento che, oggi, vi auguro che sia scongiurato il rischio della chiusura del giornale e che il manifesto possa trovare la via di un proficuo rilancio.
Cordialmente
Giorgio Napolitano

[Ragazzi, la morale è comprate il manifesto]
Landofnowhere @ 15:26 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

salvare "il manifesto"

Archiviato il 27/06/2006 in:


Mentre la sinistra festeggia, giustamente, l'aver salvato la costituzione non dimentichiamoci che una delle espressioni migliori della stessa sinistra, rischia di spegnersi. "il manifesto", unico grande quotidiano indipendente da tutto e da tutti, fondato su una cooperativa che regala stipendi scarsi ed indentici a tutti  i lavoratori, che siano capodirettori o fattorini, è stritolato dai debiti.
È iniziata una campagna per salvarlo, tramite donazioni. Se non potete, permettervi così tanto, per lo meno comprate, se già non lo fate, il più possibile questo quotidiano finché la crisi non sarà superata.

Insomma, non tifate solo Italia ragazzi, ma anche "manifesto".

(intanto la radio sta passando una cover degli stones fatta dai ramones.... wow che fortuna)
Landofnowhere @ 13:39 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

Votare No

Archiviato il 22/06/2006 in:
La modifica alla costituzione che  stiamo per confermare o disconfermare (vi ricordo che non c'è nessun quorum da raggiungere, quindi andata a votare) è davvero qualcosa di pericoloso. Non mi dilungherò tantissimo quindi tranquilli.

Iniziamo con la famosa, ma estremamente lenta, riduzione del numero di parlamentari: è vero che un parlamentare prende tanti soldi, ma più alto è il numero di rappresentanti, più alto è il grado di rappresentanza democratica che il sistema politico esprime. Sommiamo a tutto questo il fatto che le due camere vengono ad avere due ruoli diversi e che per le leggi importanti sarà importante solo il ruolo della Camera dei deputati, per giunta decurtata (quando e se ciò dovesse accadere) di numero.
Proprio il fatto che le due camere acquistano ruoli diversi, facendo sì che l'altra camera possa opporsi ad una legge della prima, semplicemente chiedendo che quella rivoti il provvedimento è la dimostrazione palese che qualcosa non va.
Facciamo un esempio, immaginiamo un risultato elettorale come quello scorso, ovvero di quasi parità e mettiamo  che però, nel senato federale, il centro destra avesse vinto. Questa vittoria non sarebbe servita a nulla, infatti: Prodi non doveva chiedere la fiducia a nessuno e poteva fare tutte le leggi "principali" con comodo, avendo la camera dei deputati a favore.

Altro obbrobio è il fatto che si faccia differenza fra i ruoli di parlamentare di maggioranza e quello di minoranza. In pratica se il governo chiede, per un qualsiasi motivo la fiducia, valgono solo i sì della "maggioranza"; ovvero se si ottiene la fiducia solo grazie ai voti di una parte della minoranza, la fiducia non c'è. Sembra una bella legge anti ribaltone, ma fa davvero orrore pensare che venga da banchi "liberali". Il parlamentare è una persona non un singolo che vota al posto della gente; dargli un ruolo così fisso, legarlo così tanto ad uno schieramento, più che impedire ribaltoni, impedisce dissenzi interni: mettiamo l'esempio di un gruppo di deputati di una ipotetica maggioranza di centro destra che volesse opporsi alla scelta singola del suo governo di entrare in guerra o di costruire il ponte di Messina. E mettiamo il caso, più grave, di gente della Margherita che invece volesse appoggiare, aih noi, quei provvedimenti. Il risultato sarebbe che o si torna alle elezioni, magari in un momento tragico della storia italiana, o i deputati votano secondo schieramento e non secondo coscienza.

Fra l'altro è assurdo che il parlamento non possa mandare a casa un primo ministro e viceversa sì.

La taglio qui, sperando che questi veloci pensieri, battutti di fretta e furia vi siano utili a qualcosa.

Il 25 ed il 26 giugno andate a votare NO Salviamo l'Italia e al sua costituzione
Landofnowhere @ 13:04 | commenti: commenti (5)(popup)
guido dixit

buone notizie

Archiviato il 20/06/2006 in:
Anticipandovi che presto farò un post sul referendum (inutile dire che voterò NO), vi copio una splendida notizia dall'Ansa, l'arresto di un bel po' di capi mafia a Palermo. Certo ad ogni arresto eccellente ci si chiede sempre se non ci sia dietro qualcosa (tipo cambiamento di potere interno, ecc. ecc.). Comunque è una buona notizia, ben più importante dell'arresto del "savoiardo" e del fatto che l'Italia, secondo un gruppo di economisti di singapore, arriverà in finale ai mondiali, dove batterà pure il Brasile. Mah!!!!! Tornando alla questione arresti eccellenti, emerge anche in questo caso l'importanza delle intercettazioni, dunque si spera che il signor ministro Mastella, al di là che giustamente legiferi affinché non esse non diventino pane per media, non ne tocchi l'efficienza, soprattutto in casi di guerra alla mafia.

IN MANETTE I NUOVI BOSS DI COSA NOSTRA A PALERMO
PALERMO - Agenti della polizia di Stato hanno eseguito 45 arresti su ordine dei pm della Dda di Palermo. Altri sette sono ricercati. Il pool di magistrati guidati dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha disposto il fermo dei componenti delle cosche che da alcuni anni sono al vertice delle famiglie mafiose del capoluogo siciliano. Sono accusati di associazione mafiosa ed estorsione.

ECCO L'ELENCO DEI 16 CAPIMAFIA
Secondo gli inquirenti, a capo della famiglia di Corso Calatafimi c'era Filippo Annatelli; a Rocca Mezzo Monreale, Pietro Badagliacca; a San Lorenzo, Girolamo Biondino; Torretta, Vincenzo Brusca e Calogero Caruso; Borgo Molara, Giuseppe Cappello; Partanna Mondello, Salvatore Davì; Carini, Vincenzo Pipitone e Antonino Di Maggio; Acquasanta, Antonino Pipitone e Vincenzo Di Maio; Porta Nuova, Salvatore Gioeli; Altarello, Rosario Inzerillo; Pagliarelli, Michele Oliveri; Palermo Centro, Salvatore Pispicia; Uditore, Gaetano Sansone. Per tutti è stato emesso un provvedimento di fermo da parte della procura. Gli investigatori hanno identificato anche coloro che, di fatto, hanno svolto e in alcuni casi svolgono, un ruolo direttivo: per il mandamento di Boccadifalco Vincenzo e Giovanni Marcianò; alla Noce, Pietro Di Napoli; a Brancaccio, Giuseppe Savoca; a Porta Nuova, Nicolò Ingarao. Al vertice di questa struttura, secondo l'accusa, vi erano Antonino Rotolo, Antonino Cinà e Francesco Bonura.

Dall'indagine condotta dalla squadra mobile emerge la nuova mappa della mafia che ha messo le mani sulla città. Gli arresti disposti dai pm hanno "decapitato gli attuali capi di Cosa nostra" che erano in contatto, attraverso i "pizzini", con Bernardo Provenzano. I boss progettavano attentati e omicidi e ordinavano estorsioni a imprese e grosse attività commerciali. L'inchiesta, che ha pure portato a decrittare i "pizzini" trovati nel covo di Provenzano dopo il suo arresto, e scoprire l'identità di alcuni favoreggiatori i cui nomi erano nascosti da numeri, è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e dai pm Maurizio De Lucia, Michele Prestipino, Roberta Buzzolani, Nino Di Matteo e Domenico Gozzo, e si basa in gran parte su intercettazioni effettuate per due anni in un box in lamiera in cui si svolgevano i summit dei capimafia, che si trova nei pressi di viale Michelangelo, alla periferia della città.

Tra i 52 fermi disposti dalla Dda vi sono anche 16 indagati accusati di essere gli attuali capi delle famiglie mafiose di Palermo, tre dei quali sono considerati in posizione "sovraordinata" rispetto agli altri. Una sorta di direttorio ristretto di Cosa nostra di cui faceva parte, secondo l'accusa, Antonino Rotolo, 60 anni, indicato a capo del mandamento mafioso di Pagliarelli, che partecipava ai summit nonostante fosse agli arresti domiciliari. L'uomo, bloccato stamani dagli agenti della Mobile, era stato condannato all'ergastolo per una serie di omicidi, ma aveva ottenuto alcuni anni fa la detenzione in casa per via di problemi di salute. Del direttorio avrebbe fatto parte anche il dottore Antonino Cinà, di 61 anni, che in passato è stato il medico di Totò Riina ed ha già scontato una condanna per associazione mafiosa. Il terzo boss a sovrintendere sugli altri 16 sarebbe Francesco Bonura, di 64 anni, indicato come il capomafia di Uditore. Tutti e tre sono stati arrestati stamani su ordine del procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone a capo del pool formato dai pm De Lucia, Prestipino, Buzzolani, Di Matteo e Gozzo. Le conversazioni fra Cinà, Bonura e Rotolo registrate dalla polizia nel box in cui si svolgevano i summit, sono la colonna portante dell'inchiesta. In questo luogo segreto, che si trova a una decina di metri dalla villa di Rotolo, venivano ricevuti i vari rappresentanti delle famiglie mafiose per affrontare problemi e discutere le strategie criminali. Sono stati gli stessi boss, a loro insaputa, a rivelare segreti e nomi di persone insospettabili che sono affiliati alle varie famiglie della città. Sono così emersi nuovi elementi di spicco di Cosa nostra, nuovi punti di riferimento delle varie zone. Gran parte dei quali sono stati arrestati stamani. Le intercettazioni confermano ancora una volta che Bernardo Provenzano, fino al giorno del suo arresto, avvenuto l'11 aprile scorso, era il "capo supremo di Cosa nostra".

GRASSO, DA INTERCETTAZIONI DURO COLPO A COSA NOSTRA
"Grazie alle tecnologie più avanzate è stato possibile acquisire un numero impressionante di conversazioni ambientali che per il livello degli interlocutori e per gli argomenti trattati ha ben pochi precedenti per la comprensione ed il contrasto a Cosa nostra". Così Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, commenta l'operazione della polizia che stamani ha portato al fermo di decine di persone disposto dai pm della Dda di Palermo. "L'indagine - rivela il capo della Dna - conferma ancora il ruolo di vertice di Bernardo Provenzano, punto di riferimento e di equilibrio in una situazione magmatica, sempre pronta ad esplodere". "Queste conversazioni - aggiunge Grasso - hanno consentito di tracciare l'attuale organigramma dell'associazione mafiosa palermitana; ma anche i rapporti tra le sue diverse articolazioni e i loro esponenti di vertice, mostrando un divenire assai complesso ed estremamente fluido di alleanze, di contrasti e di contrapposizioni". Il procuratore antimafia sottolinea che: "Sono stati arrestati i reggenti di 13 famiglie mafiose e di sei mandamenti". "La caratteristica particolare - precisa Grasso - é che questi capimafia arrestati sono stati in passato quasi tutti condannati per mafia ed hanno già scontato la pena. Una volta pagato il loro debito con la giustizia, sono però ritornati a delinquere, prendendo in mano le redini delle cosche". Grasso conclude elogiando le forze dell'ordine: "Grazie alla genialità investigativa, alla grande professionalità e all'estremo spirito di sacrificio degli uomini della sezione criminalità organizzazta della squadra mobile di Palermo, coadiuvati dal servizio centrale operativo e dalla sezione catturandi della Mobile, si è arrivati a scoprire gli attuali retroscena di Cosa nostra palermitana".

INTERCETTAZIONI BOSS SVELANO I SEGRETI DEI PIZZINI
Le intercettazioni effettuate per due anni nel box in lamiera in cui i capimafia effettuavano i summit hanno contribuito a decrittare i "pizzini" trovati nel covo di Bernardo Provenzano. In molte lettere esaminate dai pm e dalla polizia, sono stati trovati tanti punti che corrispondono alle conversazioni registrate dagli investigatori. In alcuni casi sono stati gli stessi boss, in particolare Nino Rotolo, a svelare inconsapevolmente alle microspie il numero con il quale si identificava nelle lettere che inviava a Provenzano. Emerge così che Rotolo era il numero 25, mentre il medico Antonino Cinà il "164" e Pietro Badagliacca, arrestato anche lui stamani, il numero "64". Con il "30" e il "31" venivano contraddistinti i boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Gli inquirenti hanno identificato anche altri numeri che sono inseriti nei "pizzini". Dalle intercettazioni emerge che Bernardo Provenzano, fino al giorno del suo arresto, avvenuto l'11 aprile scorso, era il "capo supremo di Cosa nostra", il punto di equilibrio tra tutte le sue varie componenti ed il riferimento essenziale attraverso il quale passavano tutte le decisioni sulle questioni di interesse generale o, comunque, di maggior rilievo.

DA INCHIESTA CONTATTI FRA BOSS E POLITICA
"Sono stati acquisiti elementi significativi sui rapporti degli esponenti di vertice dell' organizzazione, in particolare Antonino Rotolo, Antonino Cinà e Francesco Bonura, con esponenti del mondo politico". Lo scrivono i pm nel provvedimento con il quale è stato disposto stamani il fermo di decine di persone per associazione mafiosa e estorsione nell'ambito dell'operazione della polizia denominata "Gotha". Secondo i magistrati, sono stati raccolti elementi che proverebbero "il perseguimento di una strategia" da parte di Cosa nostra, "volta non solo - si legge nel fermo - ad appoggiare nelle competizioni elettorali candidati ritenuti di assoluta fiducia ma ad ottenere anche l'inserimento nelle liste dei candidati di persone ancora più affidabili perché legati agli stessi 'uomini d'onoré da vincoli di parentela o da rapporti ritenuti di uguale valore". Dall'inchiesta emerge che i boss arrestati avevano già trovato gli uomini da inserire nelle liste elettorali di due partiti che fanno parte della Cdl, che dovranno concorrere per le elezioni amministrative di Palermo del prossimo anno.

LUMIA, SCONGIURATA GUERRA IN COSA NOSTRA
"Con questa operazione la Polizia e la DDA di Palermo hanno scongiurato l'apertura di una vera e propria guerra all'interno di Cosa Nostra. Sono stati svelati i nuovi equilibri che si stavano costruendo nelle cosche e come gli uomini più vicini a Provenzano volessero eliminare le famiglie concorrenti". Lo dice il deputato dell' Ulivo, Giuseppe Lumia, commentando gli arresti a Palermo. "Emerge - aggiunge - con forza la figura di Antonino Rotolo che sembra essere la persona sulla quale Provenzano contasse di più. Quello che preoccupa è che malgrado i tanti arresti subiti e le tante relazioni interrotte con la politica e l'economia gli uomini di Cosa Nostra avessero già trovato nuove disponibilità sia per infiltrarsi nelle istituzioni sia per inquinare l'economia. Questo dimostra che l'azione repressiva è solo un tassello, seppure il più importante, della lotta contro la mafia". "Se Cosa Nostra - aggiunge - continua a trovare pezzi delle istituzioni e dell'economia disponibili a fare affari ed a garantire la continuità non si potrà sconfiggere, perché nuovi boss si affacceranno sulla scena. Questo è il compito della politica, dei partiti, delle realtà economiche trasparenti: creare strumenti al proprio interno e nelle leggi che aiutino a chiudere la porta alla mafia".
Landofnowhere @ 12:53 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

qualche riflessione sulle intercettazioni

Archiviato il 18/06/2006 in:
Se leggete il sito dell'ansa spesso come faccio io (che invece salto i telegiornali) vi sarete deliziati con un paio di trascrizioni delle intercettazioni del Principe di Savoia. Posto che emergono cose sconcertanti, mi chiedo però quale sia il senso di catapultare sui media nazionali tutte le "stronzate" che quel signore avrà detto: certo ciò che dice della Sgrena è orrendo, ma cavolo.... parlava a telefono con un amico, non è un discorso pubblico.... poteva anche essere ubriaco in quel momento.
Detto questo spero che la magistratura vada avanti per suo conto e lasci perdere le dichiarazioni dei politici e le domande dei giornalisti. Leggere "Se il senatore Cossiga sapesse cosa il principe di Savoia pensa dei sardi, non parlerebbe così" (qualcosa del genere, vado a memoria), per di più con tanto di citazione riportata dall'ansa da un'intercettazione, mi pare davvero di cattivo gusto.
Detto questo, male fanno i monarchici ad attaccare così la magistratura e male fa A.N.. Se il loro Sottile è innocente non sta mica a loro deciderlo.
Landofnowhere @ 18:29 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

Per certa gente il tempo non passa mai....

Archiviato il 17/06/2006 in:
Notizia Ansa, rispetto all'arresto del nostro principino:

L' arresto di Vittorio Emanuele di Savoia ha provocato anche un ritorno di fiamma, si potrebbe dire, della polemica storica. Il Movimento monarchico ha annunciato l' esplodere di un altro "caso Tortora", il Movimento borbonico ha liquidato la questione con una frase sprezzate: "Buon sangue non mente". Il leader dell' Unione monarchica ha espresso solidarietà al principe, che ha incassato anche altre dichiarazioni di vicinanza. Amedeo d' Aosta ha espresso solidarietà a Vittorio Emanuele e fiducia nella magistratura. Pesantissimo il giudizio dei Neoborbonici, secondo il quali per Vittorio Emanuele è arrivata la nemesi storica, nella terra - la Basilicata - dove il brigantaggio e la repressione piemontese furono entrambi feroci.

Chi avrà ragione, la fazione monarchica o quella borbonica?

Scusate, mi ricordate in che anno siamo, di grazia?

[PS. l'accusa di aver offerto "squillo" a ricchi personaggi siciliani, ovvero di essere il pappa della mafia, è davvero troppo forte. Sarà dunque vero che Provenzano era il vero re d'Italia?]
Landofnowhere @ 11:50 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

studio e pasta

Archiviato il 15/06/2006 in:
Vi scrivo con la testa incasinata dal "quanto dovrei studiare", che è sempre più di quanto non si faccia ineffetti, e la pasta sul fuoco.
Ma siccome sta landa, che vola verso il suo compleanno, non può restar troppo sguarinata di nuovi post, vi copio una sogn dei fratellini ramones... un po' poco, secondo voi? Eh vabbé, verranno tempi migliori:

"Something To Believe In"

I wish I was someone else
I'm confused, I'm afraid, I hate the loneliness
And there's nowhere to run to
Nothing makes any sense, but I still try my hardest

Take my hand
Please help me man
'Cause I'm looking for something to believe in
And I don't know where to start
And I don't know where to begin, to begin

If I was stupid or naive
Trying to achieve what they all call contentness
If people weren't such dicks and I never made mistakes
Then I could find forgiveness

Take my hand
Please help me man
'Cause I'm looking for something to believe in
And I don't know where to start
And I don't know where to begin, oh no

I can't be someone else
I don't feel that it's hopeless
I don't feel that I'm useless

I can't throw it all away
I need some courage to find my weakness
And with your love, I know with all my heart I can win

'Cause I'm looking for something to believe in
And I just need something to believe in
I'm looking for something to believe in
And I just need something to believe in


Volo a mangiare le mie pennette al sugo.
Landofnowhere @ 20:59 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

nuovi blog sul web

Archiviato il 09/06/2006 in:
Mentre la mia Ubuntu Dapper Drake gira fulminea (eh sì, l'aggiornamento è andato bene), nuovi blog si aprono e riempiono di contenuti interessanti la povera blogsfera, così triste e sola.

Intanto la mia amica romana, soprannominata cuginetta (non fosse altro perché lei mi chiamo cuginetto) ha aperto il suo blog splinderiano. Se vi va andatela a trovare sulla sua Dead poet's society.

A questo sito, si somma quello della mia amica di vecchia data vanadia che ha aperto il suo In bocca all'ornitorinco, che spero non c'entri nulla con il mio banner (altrimenti ci faccio mettere un'echidna ;-) ).

Ok, non sono un grande blog pubblicitario, ma son sicuro che loro non avranno bisogno di chissà che spinta per iniziare a collezionare contatti.... la verità è che devo ringraziarle che non sapevo proprio scrivere oggi.......
Buona lettura
Landofnowhere @ 20:51 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

una giornata "bestiale"

Archiviato il 06/06/2006 in:


Allora, volevo fare un post serio sulle "allegre" dichiarazioni del Vaticano su pacs ed altro.... ("il matrimonio è messo in pericolo", ma da chi? nessuno vuole impedire a chi vuole sposarsi di farlo....), ma visto la data, 06/06/06, diciamo che un post cazzaro ci sta tutto (ed inoltre ci stanno anche dichiarazioni "diaboliche" [perdonate l'ironia] da parte della chiesa).

Six Six Six, the number of the beast cantavano i maiden:

‘Nessuno può comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza: Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia selvaggia, poiché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei’.

— Rivelazione 13:17, 18.


I left alone........... ;-)

Landofnowhere @ 20:45 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

castoriadisiate

Archiviato il 04/06/2006 in:
Carissimi viandanti, vi copio incollo il testo che devo spedire al prof., per completare un materia. E' il riassunto dell'ultimo capitolo del libro Istituzione immaginaria della società di C. Castoriadis e, se vi ricordate, questo stesso testo è stato da me preparato e letto in una "puntata" delle lezioni di Filosofia Politica/Storia della filosofia politica. Non ci capirete molto e pochi di voi, forse nessuno, arriveranno alla fine... ad ogni modo, devo ancora ricorreggere sia la forma, sia soprattutto, eventuali errori d'ortografia e di digitazione..... se ne trovate segnalatemeli senza pietà....

Buona lettura
Landofnowhere @ 21:28 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

on the road

Archiviato il 02/06/2006 in:
Che cos'è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finché le si vede appena come macchioline che si disperdono?... E' il mondo troppo grande che ci sovrasta, ed è l'addio. Ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli.

Jack Keruac, Sulla strada (la biblioteca di Repubblica)


Che strane giornate queste che mi circondano per ora. Il 2 giugno, festa della Repubblica... c'era da andare alla contromanifestazione pacifista oggi, ma non ho testa per nulla. E' tanto se leggerò le mie paginette di Hegel e finirò il testo da consegnare ad un certo prof. per una materia. Mi spiace però: un no enorme alle parate militari, ci stava. Mantenendo il rispetto per chi fa la scelta del "militare" come mestiere, non vedo il bisogno di festeggiare i carriarmati, che non rappresentano l'Italia più di altre cose. Identificare un paese con la propria arma è triste. Certo meglio i carriarmati che una sfilata di parlamentari....
Landofnowhere @ 12:31 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

nuova ubuntu, xubuntu e tanta pioggia

Archiviato il 01/06/2006 in:


E' uscita Dapper Drake, la nuova versione di Ubuntu. Come forese saprete, cari viandanti, si tratta del Linux che allegramente gira nel mio portatile.... tra qualche giorno farò l'aggiornamento (cosa che non ho mai fatto), speriamo bene. Accanto ad Ubuntu, come sempre esce Kubuntu, che è la stessa cosa ma con un server grafico diverso (kde invece che gnome), ovvero con un aspetto visivo del desktop (e qualche altra cosa) diverso. La novità è che esce anche Xubuntu:




Xubuntu usa un server grafico ancora diverso, Xfce, che vi assicuro oltre che essere grazioso è anche estremamente leggero. Praticamente non ho provato questa versione alternativa di ubuntu (mentre a casa uso tranquillamente kubuntu e va alla grande, nonostante dicano sia pesante, su un pc a 256 mb ed una cpu Amd xp 2000+, alquanto superata).

Se volete provare la nuova ubuntu, scaricatevi l'immagine del cd cliccando qua (per Ubuntu) qua (per Xubuntu) e qua (per Kubuntu).

Qua a Roma intanto ha preso a piovere, piovere, piovere.... che palle!!

Buon Linux a tutti.
Landofnowhere @ 12:35 | commenti: commenti (3)(popup)