guido dixit

Tavola della pace e Corriere della Sera

Archiviato il 29/08/2006 in:
Ricevo la newsletter della Tavola della pace e vi pubblico la mail di risposta agli attacchi ricevuti dal Corriere della Sera. Presto torno a scrivere io, tranquilli.... buona lettura:



Lettera aperta della Tavola della pace al Direttore del Corriere della Sera



Caro Direttore, incontriamoci. Ci spieghi perché.

 

Caro Direttore, come Lei sa non ci piacciono le guerre. Non importa chi le comincia. Alla fine fanno male a tutti. Per questo non parteciperemo neanche a quella che Lei ha scatenato contro le migliaia di giovani, famiglie, associazioni, forze sociali e politiche che sabato scorso, senza spirito di parte alcuno, hanno affollato la manifestazione di Assisi per la pace, i diritti umani e la democrazia in Medio Oriente. Ci dica solo perché.

 

Perché, caro Direttore, ha deciso di insultarli? Cosa hanno fatto per meritarsi tanto disprezzo dal più grande quotidiano nazionale? Di quale colpa si sono macchiati? Perché ha deciso di nascondere la realtà e di crearne una completamente falsa e provocatoria?

 

Ci dica, caro Direttore, quale idea le fa un paese in cui, oltre a tanti fatti di cronaca nera e di malcostume, ci sono anche migliaia di persone che interrompono le ferie, nonostante la fine dei bombardamenti, per sostenere l’invio immediato di una forza di pace e di interposizione delle Nazioni Unite in Libano e per rafforzare il proprio personale impegno a favore della centralità dell’Onu e dell’Unione Europea per la pace in Medio Oriente? Ci dica, caro Direttore, le dispiace così tanto?

 

Forse ha ragione a dire che eravamo in pochi. Dipende sempre dai punti di vista. Il nostro, quello di chi l’ha organizzata a ferragosto, è diametralmente opposto. Non era la “tradizionale” Perugia-Assisi. Era una manifestazione straordinaria. Di certo sarebbero stati molti di più se lei non avesse deciso di censurare la convocazione dell’iniziativa. Perché l’ha fatto? Preferirebbe vivere in un paese con una coscienza civile zero?

 

Prima l’ha censurata, poi ha organizzato l’attacco. Perché? Ci dica, caro Direttore, chi ha infastidito questa sincera iniziativa di pace costruita nel nome della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale? Quali poteri abbiamo disturbato stavolta? 

 

E’ vero. Non è la prima volta che succede. Forse il problema è più profondo. Non c’entra niente il Medio Oriente. L’anno scorso, in occasione della Marcia Perugia-Assisi per la giustizia e la pace “Contro la miseria e la guerra, riprendiamoci l’Onu” dell’11 settembre, il suo giornale si è comportato nello stesso identico modo. Stesse censure, stessi insulti, stessa disinformazione. Identico anche il giornalista incaricato di sparare le sue pallottole di carta contro i costruttori di pace.

 

Caro Direttore, ci piacerebbe sapere se qualcuno ha mandato ad Assisi quei quattro ragazzi con i cartelli di Nasrallah, dove si sono nascosti tutto il giorno dato che quasi nessuno li ha incontrati. Perché non sono venuti anche in piazza San Francesco così li avremmo potuti vedere tutti? Vorremmo anche sapere se ha ordinato lei (al suo inviato) di buttare altra benzina sul fuoco delle polemiche chiamando al telefono, da Assisi a Roma, i rappresentanti della comunità ebraica? O è stata una iniziativa personale? Mettere gli uni contro gli altri non è molto difficile di questi tempi ma per certe operazioni ci vuole un professionista. In quale scuola di giornalismo s’insegnano queste azioni di guerra? E’ così che l’informazione si mette al servizio della pace?

 

Sarà contento, caro Direttore. La sua iniziativa ha trovato occhi e orecchi sensibili. I TG (anche del servizio pubblico Rai) e alcuni quotidiani hanno prontamente archiviato la manifestazione, lo spirito e le proposte di Assisi per rilanciare la sua “verità” manipolata. E’ contento?

 

Caro Direttore, invece dello scontro, noi Le chiediamo un incontro. Non amiamo la guerra. Ci piace cercare la pace. A partire da casa nostra. Crediamo nel dialogo e nel confronto. Se lei vuole. Noi siamo pronti a venirla a trovare. Nel suo ufficio. Quando vuole.

 

Con i migliori saluti,

 

Flavio Lotti
Grazia Bellini
Coordinatori nazionali della Tavola della pace


Lunedì 28 agosto 2006

 
Landofnowhere @ 10:48 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

Archiviato il 17/08/2006 in:
Sto pensando a come affrontare meglio i discorsi di cui sotto; intanto alleggerisco un po' la situazione con un post meno filosofico. Vii dedico una piccola ed inutile poesia appena scritta (tema, per così dire, il mio solito mal d'estate).



Mi opprime,
caldo afoso misto ad idee,
pensieri che affogano nel sudore,
che girano annebbiati
e non si lasciano cogliere

sgusciano via,
fuori controllo,
ma fluiscono sempre nella stessa direzione

Mi opprime,
tutto questo pensare male,
tutto questo non fare nulla,
e pensare non pensando a se stessi
e constatarsi.

sguscio via
da ogni situazione
e scorro sempre verso casa ed il mio letto

Mi opprime,
qualcosa di non ben identificato
fra lo stomaco, il pancreas, il fegato ed il cuore
un tumore spirituale
neuroni in metastasi

ed il male sguscia via
e contagia tutto
nell'apparente normalità e tranquillità
Landofnowhere @ 12:29 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

nuovi temi, nuovi assoli

Archiviato il 11/08/2006 in:
Rieccomi qua a scrivere in landa. Sono giorni di vacanza poco vacanti questi, per fortuna. I miei sono fuori, partiti per la bulgaria e mi godo un po' di giornate con il cane, mio fratello e qualche amico.
Dovrei anche riprendere in mano i libri: ci riuscirò mai?

L'appello del post scorso è rimasto inascoltato, diciamo che è andata come immaginavo, nessun dramma. Nel frattempo, mi sa che il mondo va a pu****** come al solito, nonostante i nostri cervelli anelino per ora solo sole, mare e belle ragazze (andrebbero bene anche montagna e neve, basta ci siano le belle ragazze).

Un tema interessante da approfondire, uno di quelli che mi gira da anni in testa, è quello del potere del "singolo" nelle grandi questioni politiche.
Che peso ha la singola persona (altrimenti detto singolo individuo) rispetto a globalizzazione, guerre, dominii, tirannie, democrazie esportate, capitalismo imperante, ecc.? E quanto di questo domandare attorno al "singolo" è corretto e quanto svia, rispetto a percorsi che guardano direttamente a percorsi collettivi (di potere, di protesta)?
Sembrano domande abbastanza semplici, almeno nel loro porsi (che è altro dal trovare risposte), ma anche questo porre è cosa ben difficile da fare in verità: vi sono vari temi che s'intrecciano e se dobbiamo aprire una questione chiara e comprensibile serve evitare il più possibile la solita confusione. Già sto assumendo un tono eccessivamente ricercato, perdonatemi.....
Cercherò ora di rendere l'idea della difficoltà di un domandare, per così dire, ordinato.

In ballo ci sono almeno due punti di vista: il primo è quello più immediato, ovvero quanto può pesare il singolo politicamente e  quali sono le strategie pratiche più efficaci per esercitare a buon fine questo potere. Il secondo tema invece, nascosto fra le pieghe del primo, si focalizza sul rapporto fra teoria e prassi. Dal mio punto di vista è un far i conti con il marxismo, la sua potenza e la sua debolezza (tema della mia tesi di laurea triennale, in pratica); ma se vogliamo evitare paroloni e dire in soldoni di che si tratta, possiamo riassumere dicendo che non è che la questione della "storia". Chi fa la storia? Chi crea le discontinuità (rivoluzioni e cambiamenti) che sono la materia prima dello studio storico? I singoli, le masse? Oppure sono i processi storici a creare questi singoli e queste masse? Si tratta di problemi importanti, perché evidentemente, la risposta pone delle linee guida e dei paletti alla nostra azione politica (diciamo che dovrebbero porci in uno stato di coscienza politica piena). Inutile dire che si tratta però di questioni aperte e per qualcuno anche un po' fuori moda.
La chiudo qua, promettendovi altri post sull'argomento ed anticipandovi che in tutto questo ci sono da tirar in ballo fondamentalmente due temi: che farcene di marx e la questione della nonviolenza.
A presto.
Landofnowhere @ 13:48 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

piccola proposta operativa

Archiviato il 05/08/2006 in:
Sono tornato da una breve vacanzina nel trapanese. Le pile si stanno ricaricando, anche se tornando mi è caduto l'occhio su ciò che succede in Israele ed in Libano e sono tornato ad abbattermi.

Mi chiedo che posso fare? Non è periodo di organizzare cose tramite gruppi universitari, né mi vengono in mente forme di pressioni efficaci e veloci. A dir la verità, negli ultimi giorni risulto anche piuttosot disinformato.
I nostri blog possono essere forse un veicolo di discorsi di pace? Non ci credo molto, ma tentar non nuoce. Chi se la sente tra i viandanti di questa landa di organizzare con me un giorno in cui pubblicare un testo comune nei nostri blog per una pace giusta in medioriente? Se riusciamo ad essere tanti ed a pubblicizzare abbastanza la cosa, potrebbe essere una piccola pietra in più, per quanto apparentemente insignificante.

Fatemi sapere
Landofnowhere @ 17:32 | commenti: commenti (2)(popup)