guido dixit

ma a noi interessa davvero far piangere i ricchi?

Archiviato il 30/09/2006 in:
Sabato sera chiuso nella mia casetta bagherese, con l'intestino che non vuol saperne di ritrovare il suo ordine. Mi sembra il momento adatto per scrivere un qualche post interessante, lungo e complicato, come sono mesi che non ne scrivo. Diciamo che vado un po' a briglia sciolta e vediamo che esce fuori.

L'altro giorno a Roma ho visto un manifesto di Rifondazione che mi ha fatto molto pensare (sulla stupidità in genere dei manifesti politici attaccati nelle mura di Roma, ci sarebbe da fare qualche indagine sociologica):



Il concetto che sta dietro è ovviamente riferito alla finanziaria ed è la richiesta di una ridistribuzione più equa della ricchezza. Però il manifesto non recita "una ridistribuzione più equa", ma chiede le lacrime, ovviamente metaforiche, dei ricchi.
Non si tratta qui di fare troppo gl'indignati, che come manifesto non è mica il più brutto in giro (anzi), ma di prendere spunto per qualche riflessione (sulla base anche di qualche mia lettura recente).
Nietzsche noterebbe subito che questa impostazione del discorso è chiaramente figlia della "morale del risentimento", ovvero la morale di chi invidia la "felicità" altrui e quindi la vuole castigare; Gandhi, alla cui nonviolenza Rifondazione fa tanto riferimento, difficilmente in questo contesto non sarebbe d'accordo con il filosofo tedesco, dato che invocare il "male" per gli altri, difficilmente è sintomatico di un agire nonviolento. Ovviamente il problema è rispetto allo slogan, alle basi teoriche che stanno dietro, non alla richiesta di una giusta distribuzione, cosa che mi vede assolutamente d'accordo. Dato che però la posizione di Nietszche è solitamente intesa come una posizione destrorsa e quella gandhiana, purtroppo, come eccessivo buonismo, vedrò di motivare la mia critica a partire da Marx. Perdonate i miei vuoti di memoria, ma ora non ricordo in quale opera lo zio Karl spieghi le cose che ora brevemente vi riferirò. Parlando del "comunismo ingenuo", ovvero delle prime forme di teoria comunista che si erano formate, Marx nota con divertimento come in esso l'abolizione della proprietà privata voleva significare che tutto diventava in comune: dal cibo, alle case, dalle fabbriche alle donne. Chiaramente l'oggettificazione della donna è qualcosa che non può che stupire in una posizione comunista, ma Marx nota che proprio questo fatto spiega l'ingenuità di questo modo di pensare. Si tratta di una fase in cui il proletariato inizia ad invidiare la ricchezza borghese. Ma invidiare qualcuno vuol dire, in questo caso, porsi nel suo stesso mondo di valori: il proletariato vuole per sé quello che per ora ha soltanto la borghesia e dato che non si pone realmente come posizione altra, non riesce ad accorgersi di come mantenga entro di sé alcune delle più classiche forme di oppressione sociale (compresa la più classica di tutte, l'oppressione della donna). Una posizione comunista non ingenua, secondo Marx, è innanzi tutto una critica dei valori della borghesia, in quanto valori costruiti sopra il sistema economico che si vuole abolire. Inoltre, una posizione comunista non ingenua critica l'invidia sociale come valore, ma si pone come la spinta alla costruzione di una nuova società più giusta. È ben diverso agire perché si ritiene di aver diritto a qualcosa ed agire perché non voglio che qualcuno abbia qualcosa che io non ho.
Tornando al manifesto di Rifondazione, si tratta allora di notare che la scelta dello slogan è piuttosto infelice: ciò che comunica ai "ricchi" è che si auspicano le loro lacrime (invece che nessuna lacrima), ciò che si comunica ai "poveri" è che non saranno i soli a piangere e, forse, stavolta piangeranno di meno, senza alcun riferimento al superamento di questa situzione di piagnisteo generalizzato.
Cosa è cha manca allora nella teoria che sta dietro? Manca la consapevolezza che una posizione di sinistra radicale non deve porsi come facente parte degl'interessi di una classe e basta, ma deve mirare al superamento della situazione esistente; manca la consapevollezza nonviolenta che inistere su sentimenti negativi come l'invidia od il compiacimento del pianto altrui (anche se non era in realtà questo quello che il manifesto voleva esprimere), non smuove la parte migliore delle coscienze e non aiuta a cogliere il problema secondo quello che è; manca un qualsasi accenno ad un superamento della situazione attuale.

Mi sembrano mancanza gravi per un partito che si dice comunista e nonviolento...

Facciamo che per oggi mi fermo qua? A presto, cari viandanti.....
Landofnowhere @ 23:30 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

linux piccoli piccoli

Archiviato il 23/09/2006 in:
Esco dal letargo pro studio, con il mio solito post pro linux.
Ragazzi non siete ancora passati a linux? Maledetti!!! Ed intanto io continuo ad installare ed installare alla faccia vostra, eh eh. Per vari motivi ho dovuto sistemare un Linux nel portatile dei coinquilini, in sostituzione di winzozz lenti e virulenti. Mica facile, visto gli appena 58 mb di ram che quel notebook, inspiegabilmente si ritrova. Ogni tentativo d'installare versioni leggere di ubuntu è fallito e così mi son dato a feesbie, ovvero una versione leggera e di base live di Freebsd.... Il sistema si è sì installato, ma non partiva. Dopo varie crisi esistenziali, mi sono lanciato alla ricerca su Internet di qualche sistema aperto, che potesse installarsi su quella chiavica di portatile. Bene esistono, con dietro comunità intere di sviluppo attive e preparate, distro di linux incredibilmente ridotte nei mb. Si parla di un sistema operativo nell'ordine di 50, 60 mb. Sono distro prevalentemente legate al mondo dei Live cd (ovvero un linux, di cui metti il cd, riavvi e ti carica il sistema operativo senza installare nulla nell'hd), ma che possono tranquillamente essere installate in HD.
Da quello che vedo i migliori sono Puppy Linux e DSL.
Il primo è quello che ho materialmente messo nell'inutilizzabile rottame che ho qua a lato. Miracolo, non solo partiva come live cd, ma son pure riuscito ad installarlo. Internet (via ethernet) si è regolato in un secondo ed in mezz'ora di lavoro appena (a saperlo prima) avevo un Linux, minimale ma completo, attivo. Probabilmente però il meglio di sé, Puppy Linux lo dà come live cd. La sua caratteristica primaria è il caricarsi ove possibile tutto in ram, permettendo all'utente ad un certo punto di espellere il live cd e mettere un altro disco.
Dsl non sono riuscito a vederlo, ma da quello che leggo è per lo meno alla pari di Puppy. Forse meno carico di applicazioni utili ha però altri punti di forza. Come Puppy può essere installato e fatto partire (come live) anche da una penna usb (ma la vostra scheda madre deve essere moderna per supportare tutto ciò). Dsl però può essere persino avviato sotto windows, cosa non da poco direi. Inoltre è un derivato di Debian ed utilizza il sistema apt-get per installare i programmi..... posso solo dirvi che è il sistema usato anche da Ubuntu e rende l'installazione persino più facile che in Windows. In questo modo un'installazione normale permette alla fine, se si vuole, di avere un Debian leggero. La penultima cosa che rende unico Dsl, è la possibilità di un'installazione ridotta che prende davvero poco spazio (ma non chiedetemi come funziona che non l'ho capito). Per finire, il nome è davvero curioso: Damn Small Linux (Linux dannatamente piccolo).
Detto questo, non avete nessun motivo per non provare almeno live, Linux. Anche se i vostri pc sono dei trattori, tranquilli reggeranno (Dsl si vanta di partire con 16 mb di ram). E se avete pc vecchi che non usate più, smanettate con quelli.
Landofnowhere @ 17:23 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

solite papate

Archiviato il 16/09/2006 in:
traggo dal sito de Il Giornale, in modo da non poter essere preso per mal fidato, la trascrizione della lezione sull'Islam fatta dal nostro "caro" papa Benedetto XVI:

Nella parte iniziale del suo discorso, Benedetto XVI era partito da un libro letto di recente: l'edizione critica del dialogo che l'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, nel 1391, «ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam».
In uno dei colloqui, Manuele II «tocca il tema della jihad (guerra santa)». «Sicuramente - aveva detto il Papa - l'imperatore sapeva che nella sura 2,
256 si legge: “Nessuna costrizione nelle cose di fede”. È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa».
Un modo indiretto per far comprendere come nello stesso libro sacro dell'islam esistano possibili giustificazioni sia per l'atteggiamento pacifico, sia per quello che usa la violenza.
Poi il Papa aveva letto la domanda brutale che Manuele II rivolgeva al suo interlocutore,
specificando bene che si trattava di una citazione: «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava».
«L'imperatore spiega poi minuziosamente – aveva aggiunto Benedetto XVI – le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole» e «l'affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio».
Affermazione evidente, per l'imperatore, formatosi nella filosofia greca, mentre «per la dottrina musulmana – spiega ancora Ratzinger – Dio è invece assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza».


Ora non so cosa potesse avere in mente il Papa, mentre pronunciava le ultime parole - nelle quali accusa l'Islam di predicare l'agire secondo fede, in opposizione all'agire secondo ragione - ma direi che qualche scusa da parte sua ci starebbe. Posto questo, citare una tesi che pone l'Islam come religione che si è propagata attraverso la violenza, da parte di un Papa vorrebbe per lo meno la precisazione che lui non la pensa in nessun modo così.
Ricordo poi, che non c'è nessuna ragione oltre la fede per molte leggi della chiesa.... ma questa si sa è solo l'opinione di un pericoloso estremista.

update: su suggerimento di tonino, eccovi il link per leggere l'intero intervento del papa.
Landofnowhere @ 01:15 | commenti: commenti (7)(popup)
guido dixit

vita, vita, vita

Archiviato il 06/09/2006 in:
La vita a Roma scorre così velocemente, che trovare cinque minuti per scrivere quassopra sembra un'utopia. Attualmente ad esempio trovo il tempo solo perché aspetto che si asciughi il pavimento di camera mia, dopo una bella lavata, e che se ne vada dalla finestra il puzzo di alcool sui mobili. In realtà è due giorni che scrivo come un dannato due pezzi per B.S., ed ho tempo fino al 20 settembre. Ciò che sarà scartato finirà di diritto in landa, quindi sono possibili un paio di post lunghi per ora. Su carta ho ancora dei racconti da copiarvi qui ed ho un discorso cominciato settimane fa da continuare... ricordate?

Domani sbuca mio fratello a Roma e gli esami incombono, il tempo stringe. Ragazzi, portate pazienza e continuate a venire in landa, che prima o poi trovate qualcosa che vale.
Tear mi ha tirato dentro uno dei soliti giochi di ruolo su internet.... un po' una palla, ma vabbè, ha regole semplici e non c'è nulla di complicato da fare (ed io prendo sempre a ridere tutto). Dunque sono diventato il vampiro Ermenegildo e se volete essere morsi dovete cliccare quassù.
Se non lo farete avrete tutta la mia comprensione, in caso contrario aiuterete ermenegildo a scalare le vette della classifica (e perché mai poi?).
Sarebbe bello che qualcuno indagasse sociologicamente su queste cose (e da vecchio giocatore di d&d quale sono e fui, non dite che sono troppo chiuso). Di certo non sarò io... finchè un minimo mi diverto, però gioco ;-).
Landofnowhere @ 13:15 | commenti: commenti (4)(popup)