guido dixit

Archiviato il 30/10/2006 in:
Due giorni fa è scomparso il preside della Facoltà di Filosofia dell Sapienza, prof. Marco Maria Olivetti. In questi giorni l'avevo visto spesso, fino al giorno primo della disgrazia, perché vari sommovimenti studenteschi l'avevano chiamato in causa.
Anche se non si può dire che ci conoscessimo, vorrei intanto ricordarlo con queste due righe. I funerali saranno oggi alle 12.00, nella cappella della Sapienza.

Per inciso stavo studiando per dare la sua materia da non frequentante.
Landofnowhere @ 10:35 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

una volta tanto

Archiviato il 29/10/2006 in:
Una volta tanto, vorrei sfiorare l'argomento calcio. Capita di leggere sul sito di Repubblica di un attacco portato dal Financial Time al mondo del calcio italiano e, soprattutto, alle squadre siciliane. Nessun dubbio che le premesse da cui parte il giornalista inglese siano vere, ma ciò non toglie che si tratti davvero di un articolo triste e di basso giornalismo. Vi riporto intanto l'articolo e poi sotto aggiungo i miei commenti:


Financial Times contro il calcio italiano
"Sicilia in testa simbolo del declino"

<B>Financial Times contro il calcio italiano<br>"Sicilia in testa simbolo del declino"</B>

I giocatori del Palermo festeggiano la vittoria sul Messina del 25 ottobre

LONDRA - Il calcio siciliano e l'intera serie A italiana nel mirino del "Financial Times". Il giornale della City londinese ha pubblicato un durissimo articolo, firmato da Simon Kuper, in cui non si risparmiamo critiche e considerazioni molto taglienti sul calcio dell'isola e sul Palermo. Il titolo è già chiarificatore: "Il triste stato del calcio italiano permette il decollo della Sicilia". E giù con gli accostamenti: il rosa-nero così di moda in questi giorni a Palermo era raro da vedere in passato come lo sono le "auto correttamente parcheggiate". E poi: "Sarebbe bello dire che questo è il simbolo di una nuova Sicilia, ma non è così".
Landofnowhere @ 14:55 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

emergenza casa a palermo, occupata la cattedrale

Archiviato il 28/10/2006 in:
Sul problema vi copio l'interessante articolo che si trova nel sito del Laboratorio Zeta, un centro sociale di Palermo molto attivo sul fronte del sociale. Vi rimando comunque anche a quest'altro link.



Il "Comitato di Lotta per la Casa 12 luglio" ormai da 13 giorni occupa la cattedrale di Palermo per rivendiacare il diritto alla casa.

Per dare maggiori informazioni, e rinnovare il nostro sostegno, abbiamo incontrato Toni Pellicane (portavoce del comitato) al quale abbiamo rivolto alcune domande.

--Zeta: Come nasce questa occupazione della cattedrale?

Toni Pellicane: L'occupazione della cattedrale nasce dopo almeno otto mesi di trattativa che abbiamo avviato con l'attuale assessore alla casa. Una trattativa che fino a due mesi fa sembrava arrivare alla costituzione di una commissione mista con all'interno rappresentanti del comitato che individuasse le famiglie svantaggiate da inserire in una lista di emergenza abitativa per poi usufruire dell'assegnazione provvisoria di un alloggio confiscato alla mafia.
Questo iter era arrivato alla presentazione di una delibera della giunta comunale, volutamente rinnovata dietro richiesta dell'ex assessore alla casa Giovanni Avanti e ripresentata una seconda volta. L'iter si doveva concludere con una integrazione votata dal consiglio comunale e un il ritorno della delibera in giunta per la parte conclusiva, rispetto all'istituzione della commissione.
Questo ultimo passaggio non è mai avvenuto, l'iter e' rimasto bloccato. Noi sappiamo che c'e' una delibera ferma alla segreteria generale del comune e firmata dall'assessore Mineo ma volutamente congelata. La spiegazione che ci da lo stesso Mineo e' quella che una parte della giunta dell'attuale amministrazione non da il “supporto politico” affinche' la delibera passi.
Nel frattempo i problemi delle famiglie si aggravano, chi vine sfrattato, chi dorme da otto mesi sotto il Palazzo delle Aquile, famiglie alle quali vengono tolti i figli minori per le condizioni abitative pessime in cui vivevano.
Questo insieme di situazioni ci ha spinti a valutare la necessita' di un gesto eclatante, ricordando il precedente avvenuto quattro anni fa, in cui con altre 22 famiglie occupammo la cattedrale e venimmo fuori con dei risultati.
Questo prcedente ha portato le nuove famiglie che si sono aggregate al comitato a credere, che la stessa forma di protesta poteva essere riproposta.

Zeta: Ci sembra di capire che il comitato tiene separato la questione dell'assegnazione di alloggi popolari da quello dell'emergenza casa.

Toni: Assolutamente sì. In primo luogo c'è da dire che anche il bando per l'assegnazione delle case popolari è un risultato ottenuto dal comitato, bando pubblicato 26 anni dopo la presentazione dell'ultimo bando utile. Noi abbiamo accolto con piacere lo strumento della graduatoria. Se la graduatoria fosse stata gestita con trasparenza sarebbe stata sicuramente uno strumento utile.
Abbiamo constatato che così non è stato.
Ma malgrado questo noi chiediamo l'alloggio confiscato proprio nel rispetto della graduatoria.
L'alloggio confiscato in quanto tale non può essere utilizzato come casa popolare. L'unica forma di utilizzo è l'assegnazione provvisoria.
La nostra proposta è che le famiglie disagiate possano usufruire temporaneamente di questi alloggi. Queste famiglie, che sono collocate in graduatoria, aspetteranno il loro turno per l'assegnazione della casa popolare, e solo dopo avvenuta assegnazione lasceranno il bene confiscato, che potrà essere utilizzato per altre famiglie.
L'amministrazione ci accusa di chiedere una casa a discapito della graduatoria, fregandocene delle regole. È una fandonia! A noi sembra che le regole siano infrante innanzi tutto da loro: tenere le famiglie in mezzo ad una strada, questo è infrangere le regole!

Dopodichè per noi c'è anche un aspetto simbolico fondamentale: noi siamo famiglie che abbiamo scelto di non chiedere più favori a padrini, a politici di turno, di trovare soluzioni sotto banco. Ci siamo aggregati tra di noi per rivendicare un diritto puntualmente negato e chiediamo quegli alloggi confiscati ai mafiosi, cioè a quei soggetti che ci tolgono la casa, il lavoro e la dignità.
Per noi questa lotta è il riappropiarci della dignità.

Evidentemente l'amministrazione di Palermo ha degli interessi elettorali e di potere che non lasciano spazio alle richieste delle famiglie.


Zeta: Quali sono le “condizioni” che voi date per terminare l'occupazione della cattedrale?

Toni: Noi abbiamo posto tre punti:

Prima di tutto ci sono 70 famiglie che aderiscono al comitato. Tra questa dieci che, lasciando oggi la cattedrale, sarebbero costrette a dormire sopra i marciapiedi. La prima condizione concreta è di trovare una sistemazione a queste famiglie. Indichiamo una doppia strada: o l'utilizzo di un bene confiscato o che l'amministrazione comunale prenda in affitto degli alloggi e li dia in utilizzo a queste famiglie.
Secondo noi chiediamo che la prefettura debba fare una mediazione per la creazione e la convocazione della commisione congiunta e che si avvii il procedimento per la creazione della nuova lista per l'emergenza abitativa.
Infine terzo obbiettivo, sul medio lungo periodo, è avviare un lavoro tra le parti (comune, prefettura e parti sociali) per far sì che si ottenga dall'Agenzia del Demanio dello Stato la consegna in custodia degli alloggi confiscati in attesa di decreto di destinazione.


Zeta: Quale è stata la reazione della città a questa vostra protesta?

Toni: Al tredicesimo giorno di occupazione alla cattedrale credo abbiamo visto migliaia di persone, tra turisti e cittadini, gente che ci ha manifestato solidarietà. Il problema di queste famiglie è un problema che si lega alla città di Palermo, non chiediamo soluzioni per gli amici o solo per le famiglie del comitato, la lista di emergenza se deve esserci deve essere in favore di chiunque abbia un disagio abitativo. La solidarietà noi l'abbiamo ricevuta, anche dal quartiere malgrado oggi si leggeva sul giornale che i parrocchiani si sono scagliati contro di noi, questo è assolutamente falso. I parrocchiani che domenica scorsa sono venuti alla cattedrale perchè pensavano che si sarebbe svolta la funzione religiosa, scoprendo che così non sarebbe stato e il perchè, sono andati via non solo solidali con noi ma anche esterefatta dall'agire della curia e di monsignor Lo Galbo ha sospeso le funzioniioni e tolto l'ostensorio per la nostra poresenza in cattedrale. Per i credenti togliere l'ostentorio equivale alla sconsacrazione della chiesa. Devo dire anche che non abbiamo avuto solo solidarietà, ma anche pesanti critiche volutamente costruire, le avevamo messe in conto, noi dobbiamo apparire come gente senza morale, come quelli che con prepotenza vogliono ottenere le cose, il comitato deve essere criminalizzato, del resto quando si vanno ad intaccare gli interessi di quel manipolo di politici o politicanti che gestiscono l'amministazione comnale il comitato dà fastidio e deve scomparire in qualche modo.



Toni: A Palermo, come dicevo prima, c'è una graduatoria che conta oggi circa 10.000 aventi diritto ad un alloggio comunale, questo a fronte di 30 alloggi che sono stati assegnati in un anno. Inoltre non c'è una programmazione nè di ristrutturazione nè la previsione di nuove costruzioni. L'unica cosa che c'è in atto, anche questa estremamente vergognasa, è che il comune di Palermo ha ottenuto due anni fa 23.000.000 di euro dalla regione siciliana, ex fondi gescal, che sta utilizzando per ristrutturare 122 alloggi allo zen. La logica è sempre quella: la fascia popolare deve essere trasferita sempre ghettizzata, deve essere portata in un quartiere dormitorio perchè quando si organizza da fastidio. Il loro modo di fare si ripete nel tempo, abbiamo un centro storico totalmentre disastrato e quando l'amministarzione comunale decide di intervinere lo fa solamente espropriando i palazzi nobiliari, rivendendoli all'asta agli amici degli amici, sui giormnali si legge asta pubblica ma nessuno sa mai quando avviene, quindi viene rinvenduto a privati che ristrutturano l'immobile e lo rivendono a prezzi assolutamente assurdi! Il centro storico si stà trasformando nella “vetrina bella” di Palermo, quelli che invece ci sono nati vengono trasferiti altrove perchè, come dicevo, danno fastidio, noi per loro siamo numeri non siamo persone mentre noi ricordiamo sempre a lor signori che noi siamo cittadini di serie A e in quanto tali vogliamo essere trattati.

Zeta: Quali sono stati i risultati ottenuti in questi anni dal comitato per la casa 12 luglio?

Toni: I risultati che il comitato può vantare di aver ottenuto principalmente sono quelli rispetto a 100 famiglie che, grazie alla lotta e solamente alla lotta, ben organizzata ed intelligente, sono riusciute ad uscire dalle locande del comune, locande in cui, famiglie in media di quatrro cinque persone erano alloggiate in una stanza, costretti a lasciare l'alloggio durante il giorno per ritornare la sera per il pernottamento. Lascio immagginare come viene riutilizzata la locanda nelle ore in cui alle famiglie non è consentito starci, quando si rientra ci è capitato di trovare preservativi sui letti! Il comune spendeva 3.000.000 di euro l''anno per queste sistemazioni. quindi la lotta ha consentito in primo luogo di dare una sistemazione a queste famiglie, in secondo luogo ha permesso al comune di palermo di aqcisire alloggi a costo zero ed infine l'accordo era che i 3.000.000 di euro che il comune risparmiava dovevano essere reinvestiti per la ristrutturazione di alloggi al centrostorico per essere utilizzati come allloggi popolari. quest'ultima parte è stata completamente disattesa.

Zeta: In una città come Palermo dalle continue emergenze sociali, in che modo la questione abitativa si lega con le altre questione sociali e in che modo la lotta per la casa del comitato 12 luglio si è incrociata con altri tipi di vertenze e con altre rivendicazioni sociali?

Toni: Oggi per noi è chiaro che le problematiche dei senza casa si legano al problema del precario che rischia di perdere il lavoro, anche il senza casa è senza lavoro. Connessa e anche la questione della privatizzazione dell'acqua , esiste una connessione reale l'una con l'altra. In questi cinque anni si sono fatti dei tentativi per creare delle aggregazioni tra le varie problematiche e tra i vari movimenti che in qualche modo cercano di portare avanti queste istanze.
Ci sono state delle difficoltà, io mi auguro che sia arrivato il tempo per superare eventuali divisioni perchè abbiamo sperimentato tutti che solo se ci uniamo riusciamo a creare delle forme di pressione, restare separati rende più difficile riuscire ad ottenere il risultato primario che è quello di diritti garantiti, salario, tutela della salute.

Alcune famiglie che aderiscono al comitato di lotta per la casa ci hanno rilasciato una loro testimonianza

Pasquale: Io mi son rirovato a vivere con mia moglie e due bambini in un furgone. Gli inquilini del palazzo hanno mandato gli assistenti sociali per toglierci i bambini. Il problema della casa è un problema serio, non ci aiutano se ci tolgono i bambini. È assurdo che ci tolgano i bambini perchè una padrona di casa ti sfratta perchè ristrutturare l'immobile! Io e la mia famiglia dormiamo da due mesi dentro un furgone! Ora cerchiamo di trovare una soluzione con il comitato di lotta per la casa.

Sig.ra Buonafortuna: Sono stata sfrattata sei mesi. Mio marito recepisce 237 euro di pensione al mese, pagavo 300 euro per l'affitto e non ce l'ho fatta più. Ho quattro minori, da sei mesi dormo al Palazzo delle Aquile, visto che nessuno mi ascoltava mi sono aggregata con il comitato di lotta per la casa e sono qui oggi alla cattedrale. E nessuno oggi ancora si presenta, ci privano di tutto, ci offendono, siamo anche mortificati dalla chiesa, perchè io non mi permetterei mai di dire ad povero “io non faccio la messa perchè non siete degni di stare in chiesa”, ci tolgono anche la dignità.

Sig.ra Angela: Mi hanno tolto mio figlio perchè non ho più una casa. Gli assistenti sociali mi hanno detto che fino a quando non riavrò una casa mia mio figlio resterà in comunità. il bambino aveva già la legge 104, ora subuisce un altro trauma.--
Landofnowhere @ 18:18 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

sull'iniziativa di ieri

Archiviato il 20/10/2006 in:
per la cronaca...

l'iniziativa che abbiamo organizzato ieri è andata bene (c'era persino gente, eh eh)...

restano i miei soliti dubiti sul grado di coscienza di sè del movimento e conseguentemente del potenziale della sua prassi.
Davvero come ha detto ieri l'ospite Cararo, il movimento non nessuna funzione emendativa, non deve proporre nessuna risoluzione ai problemi e ripiegarsi sull'antagonismo?
Davvero è accettabile l'idea che i paesi vittime d'invasioni altrue devono essere lasciati da soli, tanto se la caveranno, e noi non abbiamo modo di imporre al nostro governo una politica estera non imperialista?
Davvero certo radicalismo marxista è scientifico? Si è mai posto lui sotto le lenti di un'analisi marxista? Ha mai indagato di che cosa sia "figura", di che movimento reale sia espressione? Della coscienza del proletariato? Che strano un mondo dove la coscienza si separa dal suo oggetto, il quale continua beatamente a guardare la tv.

Certo se il nostro obiettivo è "incalzare il governo sulle spese sociali" così da diventare potenti, mi sa che avremo da aspettare un bel po'.

Diceva Gandhi: "diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo"... per questo mi convingo ogni giorno di più che solo una prassi politica che si realizzi nel lavoro, in un nuovo lavoro e che renda "socialista" ogni atto della nostra vita può essere il movimento reale di cui essere "figura". Per questo vorrei aprirmi una cooperativa....
so che giocare alla rivoluzione significa giocare senza tante speranze.... ma si può e si deve provare, a patto di essere seri, rigorosi e puri. Seri, perché non è uno scherzo, rigorosi perché si deve essere il meno ingenui possibili e puri perché non si deve mai mentire a se stessi.



perdonate il piccolo sfogo, comprensibile immagino a pochi.
Landofnowhere @ 21:59 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

Archiviato il 15/10/2006 in:
Come vi avevo già preannunciato, Villa Mirafiori in Mobilitazione (collettivo politico di cui faccio parte) organizza per il prossimo giovedì un'iniziativa sui fatti di Israele e Libano, sulla missione Unifil 2. Vi giro il testo del volantino e, ovviamente, v'invito a partecipare se potete (se vi trovate a Roma):

Guerra al Libano

stragi, crisi umanitaria, interessi economici e politici

L'invasione Israeliana del Libano, che quest'estate ha provocato circa un migliaio di morti libanesi, per lo più civili, e la distruzione di case, ponti, ospedali, non nasce dal nulla, né si può spiegare con la presenza di miliziani Hezbollah ai confini. Mesi di scorribande militari israeliane in territorio libanese e di nuove violenze contro i palestinesi si sommano ad una storia che vede i due paesi in conflitto dall'invasione israeliana del 1978, con punte massime di orrore nei massacri di Sabra e Chatila del 1982. E' stato dimostrato l'utilizzo da parte d'Israele di bombe a grappolo, che hanno disseminato il Libano di ordigni inesplosi; sono forti inoltre gli indizi dell'uso di armi di distruzione di massa contro civili. Il tutto all'interno di una politica aggressiva nei confronti di tutti gli stati confinanti (in primis Siria e Iran).
Quali ragioni politiche ed interessi economici ci sono dietro un tale massacro?
E quale giudizio dare della missione Unifil 2, in cui l'Italia si è ritagliata un ruolo così importante?


GIOVEDÌ 19 OTTOBRE - ORE 16.30 - AULA II
ne discuteremo con:
- Jamal Tannir , comunità libanese a Roma
- Sergio Cararo, di Radio Città Aperta

proiezione video-inchiesta “Libano del sud: 100.000 bombe inesplose


Facoltà di Filosofia - via Carlo Fea, 2
Villa Mirafiori in Mobilitazione
Landofnowhere @ 13:23 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

Archiviato il 11/10/2006 in:
After Hours

1-2-3
If you close the door, the night could last forever
Keep the sunshine out and say hello to never
All the people are dancing and they're havin such fun
I wish it could happen to me
But if you close the door, I'd never have to see the day again.

If you close the door, the night could last forever,
Leave the wineglass out and drink a toast to never
Oh, someday I know someone will look into my eyes
And say hello -- you're my very special one--
But if you close the door, I'd never have to see the day again.

Dark cloudy bars
Shiny Cadillac cars
And the people on subways and trains
Looking gray in the rain as they stand disarrayed
All the people look well in the dark
And if you close the door, the night could last forever.
Leave the sunshine out and say hello to never
All the people are dancing and they're having such fun
I wish it could happen to me
'Cause if you close the door, I'd never have to see the day again.
I'd never have to see the day again.
(once more)
I'd never have to see the day again.

(tratto dall'album omonimo dei Velvet Underground)
Landofnowhere @ 12:56 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

discorso sul proibizionismo, discorso (non mio) sulle diete e piccolo ed inutile racconto

Archiviato il 10/10/2006 in:
Oggi mi voglio davvero scatenare.... post enorme, come non ne faccio da mesi. Di serio ho da copiarvi un piccolo pezzo di Woody Allen, pubblicato su Internazionale del 15 Settembre corrente anno ed una fesseria di “racconto” scritto da me ieri notte. Ad ogni modo inizierei dicendo due paroline sul proibizionismo anti droga. Invece di fare moralismi al contrario, vorrei solo riflettere un attimo su quanto si legge sull'Ansa di oggi: pare che Le Iene, abbiano fatto (con un trucco) un test anti droga a 50 deputati e che circa il 32% sia risultato positivo od alla cannabis od alla cocaina; m'importa poco, ripeto fare la morale a questi signori. Mi chiedo solo con che coraggio si fanno passare guai incredibili, arrivando a rovinare la vita, ai poveri sedicenni beccati nel parco con un po' di erba. E dico questo, sottolineando che l'acquisto del “materiale” è secondo me un qualcosa che al di là dell'effetto delle sostanze è riprorevole: boicottiamo la coca cola, vediamo di boicottare anche le mafie. Resta il fatto che la società italiana, a tutti i livelli sociali, boccia ed evade le leggi sul proibizionismo.... e la politica invece di fare paternalismi dovrebbe prendere atto di ciò.

Detto questo, vi regalo questa chicca di W. Allen:
Landofnowhere @ 01:13 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

l'ultimo (forse) giro

Archiviato il 07/10/2006 in:



Oggi, nonostante il calendario dica che è sabato, ho seguito la mia prima lezione dell'anno. L'argomento e J. S. Mill, la materia si chiama Storia della filosofia dall'illuminismo al positivismo e l'autore toccato in questa lezione è stato più che altro Bentham. Direi discorsi abbastanza interessanti, per quanto io sia ben lontano dalle posizioni dell'utilitarismo Benthamiano (mentre m'interessa parecchio approfondire la posizione Milliana rispetto alle cooperative). Quest'anno accademico è il mio secondo di Laurea Specilistica, quindi facendo due conti dovrebbe essere l'inizio della fine. Per lo meno è l'ultima volta che devo fare programmi di esami a lunga scadenza (cosa dare a Gennaio? ed a Luglio?). Fa strano essere arrivati a questo punto e non avere ancora un'idea precisa sul cosa fare in seguito; vedo moltissima gente puntare al dottorato. Per conto mio è una strana decisione, perché sono abituato a pensare che debba esser un professore a dirti che è il caso di intrapendere questa strada. Chi dice infatti che il mondo accademico, con le sue formalità vecchie, i suoi accademismi ed il suo approccio esclusivamente (spesso) filologico sia il migliore dei luoghi dove fare ricerca? Direi che i timori e le accuse rivolte al sistema universitario da Schopenauer siano più che mai attuali (forse oggi più di allora). Non dico che l'università sia un qualcosa d'inutile, filosoficamente parlando, altrimenti l'avrei già lasciata; credo solo che abbia smesso da tempo di essere il tempio del pensiero. Certo un assegno mensile che finanzi i tuoi studi è qualcosa di utile e non nego che se ci fosse la possibilità terrei in stretta considerazione l'ipotesi. Ma i patti che devi fare con i bassi politicismi, il sistema di invidie e le lotte di supremazia interne sono cose che muovono contro i tuoi studi e la serietà di essi. Dunque, se un professore serio mi chiedesse se sono intenzionato ad intrapendere questa strada probabilmente mi lascerei tentare (ma mi sa che è fantauniversità) ed in generale continuo a tenermi aperta questa possibilità. Ma davvero è questa la cosa PIÙ GRANDE che possiamo fare con una laurea in filosofia?

Intanto si sta rimettendo in moto, per il mia ultimo anno, il tran tran delle lezioni.... qualcuna la salterò, molte materie proverò a concordarle, altre le seguirò quasi come una matricola... perchè ad ogni modo, la noia delle lezioni è un bel esercizio di umiltà per i cervelli un po' troppo sicuri di sé, come il mio.

Auguratemi buon viaggio........

[l'immagine postata sopra non so cosa c'entri coi discorsi fatti. diciamo che è la migliore che google mi ha trovato alla voce "ultimo giro"]
Landofnowhere @ 15:45 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

toc toc senza pretese

Archiviato il 05/10/2006 in:
toc, toc, toc, toc,
l'inutile bloghettaro cerca ispirazione
vorrebbe scrivere della sua condizione
la quale non ha nulla di speciale
e non si capisce che dovrebbe scrivere

toc, toc, toc, toc,
l'inutile bloghettaro ascolta l'acqua gocciolare
la vasca ha un rubinetto che non si chiude
inutile provare a stringere e forzare
inutile restare qua seduto a versificare

toc, toc, toc, toc,
l'inutile bloghettaro ci è riuscito
ha scritto la scemenza della giornata
il post veloce un minuto
che domani avrà dimenticato

toc, toc, toc, toc,
ed intanto resta da chiedersi
cosa aspetta ad uscire
il torrente di pensieri
che cova all'interno da mesi?

toc, toc, toc, toc
(ed il lettor in cuor suo si chiede
domandando senza far rumore:
"ma la metrica ove l'ha dimenticata
questo poeta lazzarone?")
Landofnowhere @ 14:59 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

nuovo parto letterario siculo e piccola presa di posizione

Archiviato il 04/10/2006 in:
È uscito da poco il nuovo numero di BombaSicilia. La rivista diretta dal mio buon amico Tonino Pintacuda, fra l'altro persona che tiene non poche colpe sulla nascita di questa landa, ha finalmente dato vita alla sua settima incarnazione. Anche stavolta g1ga ha fatto il suo impeccabile lavoro grafico (sotto l'attenta frusta di Tonino); si noti l'idea di orizzontalizzare (che neologismo, sono proprio bravo) le pagine del pdf, così da permettere la lettura senza usare la rotellina dello scrolling (o come diavolo si chiama). Come sempre sono presente anch'io con i miei inutili parti riflessivo-letterari; come sempre la punteggiatura del mio pezzo è da dimenticare; come sempre spero che comunque valga la pena leggerlo (in realtà i pezzi sono due, ma attaccati e collegati).

Intanto io sono tornato a Roma. Col mio gruppetto politico universitario stiamo organizzando un'iniziativa sul Libano per il 19 ottobre (16.30, aula II di Villa Mirafiori). Tra di noi non c'è unicità di giudizio sui fatti; quando mi sentirò pronto scriverò qualche riga di mio pugno... intanto lasciatemi appoggiare quest'appello (per aderire cliccate qua):

Sembra essersi formato un consenso generale sull’opportunità/necessità che l’Italia partecipi alla Forza Internazionale di Interposizione in Libano. È indubbio che per arrestare la spirale di violenza che sempre più insanguina il Medio Oriente, e si estende pericolosamente al resto del mondo, sia più che mai necessario un impegno attivo della comunità internazionale, sotto la guida dell’Onu. L’esito di un tale impegno dipende tuttavia in modo determinante dalle condizioni in cui verrà attuato e condotto. Sembra più che mai necessario richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento e di tutti i cittadini su alcuni punti molto delicati.
Una prima considerazione doverosa è che la guerra in Libano ha occultato il problema palestinese. Non sembra accettabile, in particolare, che la comunità internazionale ignori completamente il fatto che Ministri e Parlamentari di un paese che dovrebbe essere sovrano siano stati sequestrati (ancora dabato 19 agosto il vice-premier, Nasser-as-Shaer), imprigionati, ed almeno in un caso anche torturati. In nessun altro Paese un simile intervento straniero potrebbe venire tollerato: perché nessuno reagisce nel caso di Israele? È inaccettabile il silenzio del Governo italiano.
Venendo alla costituzione di una Forza Internazionale di Interposizione, essa deve ubbidire ad alcune condizioni fondamentali ed elementari: è evidente che non possono farne parte militari di un paese che non sia rigorosamente equidistante tra i due belligeranti. L’Italia ha stipulato lo scorso anno un impegnativo Accordo di Cooperazione Militare con Israele, che inficia in modo sostanziale e irrimediabile la nostra equidistanza. Il Diritto Internazionale impone, come minimo, la
preventiva sospensione di tale Accordo, i cui termini dettagliati devono assolutamente essere resi noti all’opinione pubblica.
È il caso di ricordare ancora che Israele ha partecipato a manovre militari della Nato svoltesi in Sardegna, nelle quali si saranno indubbiamente addestrati piloti ad altri militari israeliani, impegnati poi nella guerra in Libano. Da queste circostanze discende una ulteriore condizione: è necessaria una garanzia assoluta che il comando di questa Forza di Interposizione rimanga strettamente sotto il comando dell’Onu, e non possa essere trasferita in nessun momento alla Nato.
È assolutamente necessario, inoltre, che le spese della missione non gravino ulteriormente sul bilancio dello stato italiano, e in particolare non comportino riduzioni delle spese sociali, ma rientrino nel bilancio del Ministero della Difesa per le missioni militari italiane all’estero.
Queste sembrano condizioni fondamentali e irrinunciabili per la partecipazione del nostro paese.
Rimangono però altre riserve. Appare singolare e tutt’altro che neutrale il fatto che una Forza Internazionale di Interposizione venga schierata sul territorio di uno dei due Paesi belligeranti, quello attaccato, e non sul loro confine. Deve essere chiaro pertanto che, finché tale forza opererà in territorio libanese, essa deve essere soggetta alla sovranità libanese, e che non potrà in alcun modo essere incaricata del disarmo né dello scioglimento di Hezbollah. Queste condizioni operative esporranno comunque i militari che compongono questa forza ad agire nel caso in cui avvengano (reali o pretese) provocazioni: come potranno opporsi con la forza all’esercito israeliano, tutt’ora presente in territorio libanese? Non ci si facciano illusioni sulle regole d’ingaggio, che verranno decise dall’organismo che guiderà la missione, e non dal nostro Governo. Riteniamo giusto richiedere anche che il contingente militare sia affiancato da un congruo numero di volontari disarmati.
Deve infine risultare estremamente chiaro che questa Forza di Interposizione non potrà mai, e in alcun modo, essere coinvolta in una ripresa o in una estensione del conflitto. Così come deve essere escluso un suo impiego per proteggere le ditte italiane che si lanceranno nel lucroso business della ricostruzione del Libano.
É necessario fugare con molta chiarezza qualsiasi illusione che l’interposizione militare, anche nelle migliori condizioni, sia risolutiva per il conflitto in Medio Oriente, soprattutto per risolvere la fondamentale questione palestinese. Chi arresterà la distruzione delle case, delle coltivazioni e delle infrastrutture dei palestinesi, gli omicidi mirati (in palese violazione di qualsiasi norma giuridica)? Chiediamo pertanto che, prima di inviare un contingente italiano, il nostro Governo ponga con forza a livello internazionale l’esigenza irrinunciabile del dispiegamento di una forza internazionale di pace anche a Gaza e in Cisgiordania, a garanzia della sicurezza di Israele e come condizione per la creazione di uno Stato Palestinese.
Chiediamo che su queste questioni fondamentali vengano prese ufficialmente decisioni chiare, esplicite e trasparenti, e si esigano le dovute garanzie a livello internazionale.


APPELLO PROMOSSO DA:

Padre Alex Zanotelli
Ennio Abate
Cristina Alziati
Angelo Baracca
Ernesto Burgio
Chiara Cavallaro
Paola Ciardella
Patrizia Creati
Mauro Cristaldi
Manlio Dinucci
Antonino Drago
Giuseppe Gozzini
Alberto L’Abate
Paola Manduca
Alfonso Navarra
Giorgio Parisi
Claudio Pozzi
Giovanni Sarubbi
Alberto Tarozzi
Andrea Trentini
Riccardo Troisi
Monica Zoppè
Edoarda Masi
Landofnowhere @ 12:16 | commenti: commenti (popup)