guido dixit

terzo capitolo: la notte del suicidio

Archiviato il 30/11/2006 in:
“Lo sai che rimarrai solo? Lo sai, lo sai? Solo, solo, solo SOLO!!!! Rimarrai solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo, solo...”.

Quattro lettere per un destino: s o l o. Ha sempre coltivato la sua solitudine e questa è la terza notte di solitudine di fila. Mancano gli alcolici, alla voce ci sono Bob Mould e gli altri Husker Du.

Well, you get up every morning
And you see, it's still the same
All the floors and all the walls
And all the rest remains
Nothing changes fast enough
The hurry, worry days
It makes you want to give it up
And drift into a haze


Il telefono non suona e non suonerà: non è atteso. Sul tavolo della cucina, oltre all'ultimo bicchiere di rum scuro, una busta. Il suo nome come destinatario, lei come mittente.
Ci sarebbe da rivalutare la famiglia ed il matrimonio. Due persone che scelgono di stare assieme e poi non possono più lasciarsi soli: “Come fai a fidarti di qualcuno, se non è costretto a stare con te?. Lo perderai e ti tradirà, sentendo che sei tu che hai tradito in qualche modo. Amici, amiche, ragazze... e tutta la stessa merda. Poi cresci e le gente della tua età inizia sempre di più ad avere un punto di riferimento unico: la famiglia. Non puoi più ricominciare da capo, ad un certo punto: sei solo! Ed anche potendo, per quante volte puoi darti ed essere pugnalato, prima di chiuderti a riccio? Soluzione? Sposarsi, odiare ed essere odiati magari, ma costringersi ad una convivenza. Ci sarebbe da votare contro il divorzio, di rendere il matrimonio obbligatorio.....”
Delirii e verità uniti assieme. Vuota il rum di botto, per far salire almeno un po' di alcool. Guarda la busta, rilegge i due nomi.
Esistono diversi tipi di suicidi: il più coraggioso è quello che non uccide, gioca solo ad aprire di più le ferite, a farle incancrenire. Brucia l'anima e lascia il corpo intatto, anche se fatto d'alcool.
La chitarra di Mould ronza come sempre, ma sembra un'armonia lontana... il presente non ha nessun briciolo di positività e si batte contro ogni futuro.
Ombre e solitudine, un futuro di morte, anni passati in una tomba. Come queste sere nella vecchia casa all'ultimo piano.
Ed ecco il suicidio: la lettera prende fuoco, brucia lentamente, poi sempre più forte.... per un attimo s'intravedono le parole. In un minuto è solo cenere e fumo tossico nei polmoni. Raccoglie questa cenere, la prende e la mette in un sacchetto di stoffa. La piazza sulla mensola vicino il letto e si stende a guardarla per tutta la notte.

Yearbooks with their autographs
From friends you might have had
These are your important years
You'd better make them last
Falling in and out of love just like...
These are your important years, your life
Landofnowhere @ 14:38 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

Sulla porta del vicino

Archiviato il 30/11/2006 in:
La notte non smette di accarezzarlo e tormentarlo. Si chiede di lei.. Scrivere aiuta, forse, ma non risolve. Il telefono non squilla. Ci vuole una forza enorme per alzare la cornetta e fare il numero e lui oggi non l'ha. Aspetta che squilli. Si versa un po' di rum... la birra è finita ieri sera. Ha spedito quanto ha scritto la notte prima e corretto in giornata ad una casa editrice. Sa già che cestineranno tutto; cestinerebbero anche se mandasse roba valida. Il frigo è desolatamente sempre più vuoto, gli ultimi dieci euro se ne sono andati per questo rum scuro venezuelano. Si è fottuto pure i soldi delle bollette sto mese. Guarda il muro bianco della cucina davanti a se, il telefono non squilla, non appaiono mail sulla casella di posta.
“Puttana!”

“Sometimes I feel so happy,
sometimes I feel so sad,
sometimes I feel so happy,
but mostly you just make me mad
baby you just make me mad”

Lou Reed emerge dalle casse dello stereo con i suoi Velvet Underground. Ironicamente, la dolce Pale Blu Eyes fa salire la rabbia.... non sarebbe momento, ma lui è troppo stanco per alzarsi e staccare uno stereo che si trova in un'altra stanza.

“I thought of you as my mountain top
I thought of you as my peak
I thought of you as just about everything
I had but couldn't keep
I had but couldn't keep

Linger on your pale blue eyes
Linger on your pale blue eyes “

Gli sembrano mazzate crudeli, non c'è dolcezza nel suo spirito ormai imbevuto di rum. Si lascia andare sulla sedia, fissa l'orologio davanti a lui, conta i secondi scanditi: si sente vecchio. Non gli va di ricominciare da capo un'altra volta.
La muffa emerge dalle crepe sui muri, come dai formaggi in frigo (lui non la vede, ma sa che c'è), la casa gronda di polvere e puzza di chiuso e delle sigarette che giorni fa ha fumato Ste'. Dalla finestra chiusa male entra un freddo glaciale che gli provoca correnti di pelle d'oca.
Il tempo scorre ed il rum diminuisce. Ormai è quasi a metà bottiglia, la testa gira un po', il cuore fa male lo stesso. Ma sicuro che è il cuore? Ha ancora un cuore? Probabilmente sono i soliti spasmi nervosi dello stomaco. L'angoscia è comunque ancora lì, abbracciata alla notte ed avvolta su di lui, come un caldo manto di dolore. L'alcool non ha dissipato una minchia.
Va in bagno a pisciare. Nel mentre che svolge l'ingrato compito squilla il telefono. Un via vai di spruzzi, allaga mezzo mondo ed infine blocca la pisciata a metà con tanto odio da parte della vescica. Corre al telefono.
“Pronto”
“Ciao sono io”
“Ah ciao, Ste' sei tu....” e sottointeso e pensato a caratteri fortissimi “che cazzo ci chiami tu, a quest'ora, coglione?”
“Come va?”
“Tutt'apposto”
“Sicuro?”
“Certo!”
“Posso avvicinare domattina, che si gioca a briscola e parliamo un po'?”
“Problemi con Anna'”
“Forse....”
“Senti Ste', domani non può essere, ti chiamo io quando sono libero.... ora stavo andando a coricarmi, cazzo sono le due e mezza!”
“Va beh, buonanotte”
“Buonanotte e scusa Ste'”
“Si vabbeh, buonanotte!”

Silenzio! La cornetta scivola piano al suo posto. Le lacrime sono tenute a stento. Si gira cercando un muro idoneo su cui rompersi la testa.
La porta del vicino si apre, lo si sente con chiarezza... voci di donna, del vicino, baci e risate. Poi si chiude, chiaramente lei va via, lasciando però un briciolo di felicità in quella casa.
“Puttana!”
Apre pian piano, si avvicina alla porta dell'ignaro innamorato, si sbottona la patta e finisce lì di orinare.


Da intendersi come il seguito del posto precedente. Non so per quanto tiro avanti con questa sorta di racconto. Pensavo di fare altre due "notti", sperate che non esca.
Landofnowhere @ 02:36 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

e dove sta il domani?

Archiviato il 29/11/2006 in:
Buio, insonnia, una piccola luce da uno schermo, una birra sul scrivania ed a fianco una tastiera da pc logora, sopra dita che si muovono veloci.
Paura del buio, paura di restare soli con se stessi, paura di dover smettere di scrivere.
Perché l'io lasciato da solo, tende così tanto al nulla? E perché tende così tanto al tutto? Sarà lo stesso problema rovesciato.
Le sue mani volano, non si fermano, divorano chilometri di bianco a furia di caratteri neri. Che scrive? Non lo sa bene neanche lui. Last Splash dei Breeders sullo stereo, prova a scacciare la malinconia: “no bye, no aloha”. La birra in circolo sarebbe sufficiente a stenderlo normalmente, ma non cede; e continua a tracannare.
Buio, le spie dello stereo e del modem si sommano alla luce dello schermo, come un firmamento tecnologico. Eppure è il buio a predominare.... nella casa silenzio di tomba, la città sembra morta, l'unica vita viene dallo stereo. Kim Deal affascina, la stronza... pure senza folletti, senza il genio di Black Francis a fianco. “Ma non ce la fai, stronza, non ce la fai neanche tu a scacciarmi da quest'incubo”.
Si mette le mani sulla testa, si accarezza la pelata, stringe gli occhi, digrigna i denti: due secondi di follia. Poi riprende a massacrare i tasti davanti a lui.
Pensa a qualche anno fa, pensa a quella là... che fine avrà fatto? I ricordi alleggeriscono un attimo la pressione e la rapidità del digitare; ma è solo, appunto, un attimo.
Inizia a percorrere di corsa labirinti di discorsi, si legge poco, sbaglia spesso e non si corregge. I labirinti si fanno intricati, sono foreste, giungle di parole da aprire con il machete, se mai si dovessero leggere. Pochi punti, poche virgole, tanto, tanto parlare. È uno vomito di disperazione, malinconia, voglia di vivere frustata, voglio di non vivere più non confessata. Rimette per l'ennesima volta il cd da capo. Finisce l'ultima birra, barcolla anche se seduto.
“La minchia, la minchia, non ci sto, NON CI STO!!!!”
Cerca un punto d'uscita ai labirinti creati... cerca di far quadrare il tutto in una trama. Cerca di mettere un punto. Solo dopo potrà dormire.
Le ore piccole della notte cominciano a farsi meno piccole. Sudore sulla scrivania, tanfo di sudiciume e disperazione. Il telefono squilla...
“Sei tu?”
“Sì”
“Che vuoi?”
“Smettila d'importunarmi”
“Ah ma sei tu....”
“Chi credevi fossi?”
“Un'altra”
“Brutto porco, figlio di puttana!”
Riattacca, sa come si fa a farla arrabbiare. Gode un attimo dell'odio di lei, si sente vivo. Si morde un labbro, assapora il gusto del suo sangue. Canticchia la dolce melodia con cui Kim ed i Breeders lo stanno cullando. “Brutto porco, figlio di puttana”, ecco il sentimento che ci voleva.... ecco il titolo di tutto ciò: ecco la conclusione. Salva, chiude il pc. Va in bagno, piscia e si lava i denti. Si guarda allo specchio. “Dov'è il domani, in cui tanto speravi, brutto porco, figlio di puttana?”
Landofnowhere @ 00:07 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

vecchi progetti da aggiornare, ma mica tanto

Archiviato il 28/11/2006 in:
Anni fa iniziai a parlare di fare una cooperativa. Il progetto, politicamente, era lo stesso di oggi, almeno nella mia testa. Recenti discussioni hanno ritirato in ballo una vecchia bozza di documento  costitutivo, non della cooperativa, ma di un fantomatico gruppo di rivoluzionari cooperativisti. Sono andata a rileggerla. La prosa qua e là traballa, a volte però non è affatto male (mi merito qualche auto-complimento). Concettualmente sono ancora d'accordo su quasi tutto.. magari la polemica del non dirsi "comunisti" ora la lascerei perdere (ma soltanto perché mi preme di meno ora fare divisioni). Certamente toni e modo di scrivere andrebbero oggi rivisti.
Questo documento non fece affatto piacere a chi se lo trovò davanti (e questa cosa mi è stata rinfacciata da poco), fondamentalmente perché si pensò che volessi imporre qualcosa ad un gruppo che si costituiva intanto per fare una cooperativa. Dal mio punto di vista però, visto che ribadivo sempre, e non ero mai contestato, quali erano i significati politici di quel progetto, mi sembrava d'obbligo confrontarsi sul piano squisitamente teorico. Se si legge la parte finale del testo, si capisce in maniera evidente che è una bozza (scherzo e faccio battute).... l'idea era quella che sulla base di un testo scritto, ognuno facesse le sue critiche, aggiustasse qua e là, o riscrivesse da capo, spiegando perché, in modo da arrivare ad un testo comune.
Non successe nulla di tutto ciò, anche perché i tempi non erano maturi (e mai lo sarebbero stato).
Non mi ricordo se l'ho mai pubblicato in landa, mi sembra di ricordare di no, senza poterci giurare. Ad ogni modo, anche se fosse una riproposizione, non ci fa nulla.
Hasta la victoria siempre, viandanti.
Landofnowhere @ 12:50 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

deficienze notturne

Archiviato il 28/11/2006 in:
scrivere è per me una valvola di sfogo. al momento non dovrei stare su firefox, che la kubuntu palermitana sta aggiornando, un aggiornamento che va a singhiozzi, e non è bello lavorare su un sistema operativo che sta cancellando e reinstallando i suoi programmi.... Ma tant'è, firefox è già stato reinstallato e sto abbastanza tranquillo. E poi debbo scrivere...

Di che?
Non so. Il viaggio per Palermo è stato meno pesante del solito, sarà perché avendo fatto quasi le 3 ieri ed essermi alzato alle 6, ho dormito per tutte le prime ore (del tratto Roma-Napoli ho poca memoria). Per chi si chiede che stavo facendo ieri alzato fino a quell'ora, beh stavo scrivendo una mail. Appunto.... scrivendo.

Non so se è autoterapia od altro, ma il processo di creazione di qualcosa, di discorsi, tramite la giustapposizione di lettere e parole, mi è particolarmente caro. Chattare o scrivere mail, mi abbatte e mi rimette su di morale. Mi capisco meglio...
La scrittura come modo per scrutarsi dentro. Potrebbe anche essere un'idea.

Intanto mi trovo a casa. Ho un frigo pieno ed una dispensa ricolma (piccole gioie del tornare a casa)... a roma, gli ultimi giorni ho quasi rischiato di dovermi buttare nella cucina creativa (avrei dovuto però invitare Tremonti). Mi va di scrivere e di descrivere questo....

Perché?

Forse la ragione sta che la scrittura si nutre d'inquietudine.... ed un po' inquieto lo sono.
Come andranno 'sti giorni in Sicilia?
Speriamo bene.....
A presto, per nuovi aggiornamenti

(ma da quando la landa è diventanta una specie di mio diario di cazzate quotidiane?)


piccola poesia notturna

sono quasi le tre
e batto tasti
come uno scemo

sono quasi le tre
e batto tasti
come uno scemo

sono quasi le tre
non ho sonno

sono quasi le tre
non ho sonno

sono quasi le tre
il tempo scorre
il mondo gira,
io sto qui e piggio tasti...
è questo lo zen?
Landofnowhere @ 02:41 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

Archiviato il 27/11/2006 in:
Ogni mattina, ci viene offerta l'occasione di cambiare la nostra vita.

Per questo mi alzo tardi.

Leo Ortolani, Rat-Man n. 57
Landofnowhere @ 23:03 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

Archiviato il 26/11/2006 in:
Domani 11 ore di treno per Palermo....
che palle!!!!!!!!!!!
Landofnowhere @ 23:53 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

Archiviato il 21/11/2006 in:
(scritto giorni fa)


A volte succede...
succede di avere la testa vuota, di non riuscire a condurre da solo un pensiero, di non riuscire a scrivere (ebbene sì, scrivo in questo momento per terapia), di non riconoscersi in quello che si scrive, di non capire un po' di cose di se stesso, della propria pancia e del bizzarro funzionamento del mio sistema nervoso...
Sono innervosito da qualcosa? La gente sembra fare a gara a leggermi malumori, sia quando me li sento, che quando sto bene. Stare bene, poi, che vuol dire? Non sono raffreddato, non ho pensieri enormi in testa, nulla di nulla..... Eppure tantissime cose si succedono per ora nella mia vita, ma a raccontarle si prova vergogna... si possono narrare certe minuzie?

Vorrei avere davanti un mese di assoluto non fare nulla, con il cielo aperto e la voglia di partire... andare un po' in giro, da solo od in compagnia, massacrarmi le gambe a camminare in strade nuove, posti nuovi.
Non mi sta stretta Roma, mi sto stretto io.

Ok, sono discorsi un po' folli, un po' “fuori” per rientrare nello slang dei miei tempi; chi se ne frega?

Comincio a sentire l'età. Questa è una brutta sorpresa per uno che dice di “non volere crescere”: inizio a sentire che devo muovermi, non posso più stare a sistemare le basi di qualcosa, ma devo tirar su mura. E devono essere mura dritte. Che palle!!! Troppe idee, troppi sogni.... troppo schifo per la vita! La vita che scorre sotto il mio naso, che vedo sprecarsi sul bus, nelle macchine che sfrecciano su via Nomentana o che si fermano ai diabolici semafori della stessa. Vogliamo iniziare a prendere il bus? A fare la spesa come viene, ad accettare qualsiasi lavoro, a svenderci, a dicotomizzarci tra quello che siamo e quello che vorremo essere, che poi si regola in “normale estremismo giovanile”.
Io non sono un giovane estremista di sinistra, sono uno che sente la nausea. La nausea verso la stupidità che è data come necessaria al tranquillo vivere. Ma chi diavolo vuole vivere tranquillo? Chi vuole fossilizzarsi?
Beh, parlo così perché sono un ventitreenne... ma appunto, non voglio crescere, I don't wont to grow up. Ma si tratta di costruire qualcosa su questa perenne infanzia. Serve costruire un'altra maturità. Serve provare a non sentire nausea di se stessi, di non lasciarsi andare, di non mettersi a seguire una società assassina. Assassina diretta, quando fa le guerre.... ma assassina indiretta quando ci impone di cercarci un lavoro. Cercarci un lavoro? Prepararsi al mondo del lavoro? Essere pronti, avere le specifiche che LORO ti chiedono. Questa è la maturità che ti chiedono, l'esser pronti a servire.

E non basta dire no a tutto questo. Serve sbracciarsi, organizzarsi ed iniziare a creare. Il cibo costa e senza non si può stare..... Ma che servirebbe starci, in certe condizioni?
Landofnowhere @ 00:41 | commenti: commenti (6)(popup)
guido dixit

guai in Vista

Archiviato il 16/11/2006 in:
Tra pochissimo uscirà il nuovo sistema operativo targato Microsoft, il tanto atteso Windows Vista. Necessiterà di hardware aggiornato e potente, ma si promette sicuro, semplice e veloce.

Per tutti voi che pensate di aggiornare è un buon momento per abbandonare i prodotti Microsoft. Buttatevi su qualsiasi altra cosa, il mondo è pieno di sistemi operativi diversi, più leggeri e gratuiti: dai vari Linux a Freebsd, a sistemi non aperti/liberi, ma comunque aggratis (od anche a pagamento, visto che non mancano certo Linux che si paghino).

Qualcuno teme, nel passaggio, di perdere qualche potenzialità.... Ma ditemi una cosa: se il vostro pc non è sufficientemente potente per Vista, perché dovete spender soldi per cambiarlo (od aggiornarlo) ed altri per comprare un sistema operativo che, se i tempi saranno quelli di Xp, ci metterà almeno un anno ad essere davvero stabile e sicuro? Potrete avere un sistema nuovo, aggiornato e moderno, senza cambiare nessun pezzo hardware. Certo, questo è uno dei motivi per cui Linux non viene appoggiato dalle case di produzione hardware.... ma noi piccoli utenti, perché farci fregare?

Windows promette facilità di utilizzo. La facilità di utilizzo è l'unica cosa che può promettere, visto che nega tutta una serie di libertà importanti all'utente. Per primo, oltre al diritto di copiare e ridistribuire il loro prodotto, impedisce il diritto a conoscere che diavolo succede sul nostro pc. Il software libero/aperto fornisce a chi lo cerca e lo vuole, il codice di funzionamento di se stesso; fornisce anche il diritto a modificarlo. Se sapessi farlo potrei crearmi il mio Linux personale e ridistribuirlo.

Pensate al valore educativo di tutto ciò... Pensate quanto sarebbe meglio insegnare l'uso di sistemi aperti invece che addestrare all'uso di Windows nelle scuole. La differenza tra un'educazione che insegna l'utilizzo ed una che può dare le basi per capire: l'abc della pedagogia.

Pensate al significato politico che ha l'adozione di sistemi aperti nelle amministrazioni statali. Pensate ai paesi del terzo mondo che possono liberarsi dalla dipendenza dalle nostre multinazionali ed iniziare ad essere autosufficienti.

Pensate semplicemente al concetto di libertà che c'è dentro al diritto di possedere davvero il software che si installa sui propri computer. Possedere nel senso di poterlo usare, leggere e modificare.

Pensate alla sicurezza. Chi garantisce che in Windows Vista non ci sia una funzione che invia informazioni nostre ad esterni? Nessuno, perché nessuno ha il diritto di sapere come funziona Windows Vista.

Ci sono tanti motivi per boicottare Vista, la sua grafica ricercata, la sua usabilità.... il suo sorriso falso ed ipocrita.

Se teniamo alla nostra libertà, al nostro futuro, se crediamo all'istruzione e non all'addestramento, se temiamo un futuro in cui ci sia una sola impresa a decidere gli standard di tutti i pc, non aggiorniamo a Vista i nostri pc e migriamo verso altri sistemi. Qua sotto vi copio alcuni link di sitemi operativi alternativi.

http://www.ubuntu-it.org/
http://www.debian.org/
http://www.gentoo.org
http://www.freebsd.org/it/
http://www.openbsd.org


P.S.

dal prossimo post tralascerò per un po' di trattare di software, tranquilli.
Landofnowhere @ 13:19 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

piccole precisazione, forse ai più noiose, sulle nozioni di opensource e free software

Archiviato il 14/11/2006 in:

Chi di voi sa che vuole dire software open source? Certo se siete dei viandanti affezionati di questa landa almeno una mezza idea ve la sarete fatta. E free software? Che vuol dire?
È facile sbagliarsi (io l'ho fatto per tanti anni)....
Ad una prima istanza, considerando che "free" in inglese significa spesso soltanto "gratuito", la differenza sta nel fatto che open source è un software aperto, che puoi modificare liberamente... non un software semplicemente gratuito. Dunque open source sarebbe qualcosa di più, concettualmente di Free, mentre quest'ultimo sarebbe semplicemente ogni programma o software che puoi scaricare gratuitamente.
In verità non è così. Esiste una colossale differenza fra Free Software e Freeware Software
La Free Software Foundation, fondata da Stallman nel 1984, è un'associazione che si batte per la libertà dell'utente informatico e che è alla base del progetto Gnu, senza cui tutto l'open source ed il free software non esisterebbero.
Stallman ha più volte spiegato che "free", vuol dire "libero" ed è di libertà e non di gratuità di cui si sta parlando (la gratuità è solo una delle libertà). In particolare sono state trovate quattro libertà primarie dell'utente, che se soddisfatte, fanno sì che il software in questione sia libero:

  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
Prendiamo ad esempio Debian Linux. Debian è un progetto free software (il kernel linux, essendo rilasciato da Linus Torvalds sotto licenza GPL è software libero, non aperto).
Qualcuno si chiederà ancora cosa diavolo voglia dire "codice sorgente"... tanto per essere chiari, sia open source che free software si oppongono alla nozione "chiusa" dei software (vedi Microsoft) per cui l'utente non è tenuto a sapere come funzioni il proprio programma (non come si utilizzi, ma come funzioni) e, se in grado, a migliorarlo.
Se free software è tutto quello che abbiamo detto, qual'è la differenza con quello open source? Se non sbaglio, la definizione di open source è del 98 ed è opera di della Open Source Initiative, un'associazione che avendo inventato il concetto ne stabilisce, di volta in volta, i confini. In pratica l'esperienza del free software, mise in mostra come affidarsi alla comunità hacker, lungi dall'essere poco produttivo, poteva essere un buon affare. L'idea è che il sistema di produzione software accentrato sia poco intelligente (il che ha valenze politiche), non che il software chiuso sia filosoficamente contestabile per principio. Questa differenza fa sì che, se è vero che molte licenze free possono essere considerate open source, è anche vero che, ad esempio, si possono creare delle licenze "aperte" che limitino, ad esempio, il diritto alla libera distribuzione. Va anche detto che normalmente queste libertà non sono molto toccate. Il fatto che Suse Linux o Fedora si paghino, non vuol dire che non siano redistribuibili (si possono anche scaricare gratuitamente), semplicemente si paga il supporto tecnico. Se usi Debian od Ubuntu, non paghi nulla mai, mai se hai un problema puoi solo affidarti alla comunità, tramite forum, e prepararti a smanettare un po' (non il massimo per un'azienda, a meno che questa non assuma personale competente per svolgere il lavoro); va detto che questa possibilità è garantita anche dalle licenze aperte.
Tra i due mondi, free software ed open source, c'è una grande lotta sotterranea. Il fatto di avere sempre linux come sistema operativo principale e Windows come avversario li accomuna e li affratella agli occhi della gente, che normalmente non sa la differenza.

La mia distribuzione di Linux, Ubuntu, derivata dal progetto free Debian, ha poi una posizione molto originale, sentendosi parte di entrambe le comunità e contestando che la distinzione abbia senso.

Resta il problema che i padri dell'idea del codice aperto, sono quelli del free software e che il motivo per cui combattono e programmano, non è la fiducia di fare un software migliore di quello chiuso, ma di promuovere la libertà di ognuno di noi ed il concetto di comunità.

Stallman è un discreto filosofo, probabilmente anche più interessante di alcuni contemporanei... eh eh.
Landofnowhere @ 15:14 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

una bella iniziativa

Archiviato il 12/11/2006 in:
F2s2.org - Support GNU/Linux


In giro per il web si trovano iniziative interessanti. Sapete quanto io sia, come dicono qua a Roma, "in fissa" con l'opensource e il free software (ho appena scoperto la reale differenza fra i due concetti). Se andate in questo sito, potrete firmare un appello affinché le varie case produttrici rendano pubblichi i codici di funzionamento dei loro hardware. Proprio questa segretezza impedisce il salto di qualità finale di Linux, nei confronti di Winzozz.
Non potevo non segnalarvi questa iniziativa, per favore se siete convinti della cosa, firmate.... e se avete dubbi chiedete pure a me.
Un abbraccio
Landofnowhere @ 17:02 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

Archiviato il 10/11/2006 in:
sto provando a scrivere qualcosa, più per bisogno che per idee chiare; spero di riuscire a postare presto. Perdonate il silenzio, sono stati giorni troppo pieni....
torno presto a scrivere quassù, tranquilli.
Landofnowhere @ 17:28 | commenti: commenti (1)(popup)