guido dixit

Archiviato il 31/12/2006 in:


Dal sito del Manifesto
Landofnowhere @ 12:01 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

oltre i quaranta ed oltre ogni limite (di sfiga)

Archiviato il 30/12/2006 in:
Ma si può? Ho beccato la febbre giusto oggi... mi sa che il mio capodanno lo passerò da solo a casa. Che sfiga. Non ci saranno neanche i miei. La febbre ha provato oggi tranquillamente a sfondare i 40 gradi centrigradi, se non che il mio medico di fiducia (mia madre) mi ha somministrato sostanze sufficienti a bloccare l'eruzione di un vulcano, oltre a farmi lavare con l'acqua fredda (vecchio trucco per abbassare le temperature a livelli di rischio). Al momento vegeto e non tremo più come un indemoniato od uno sotto epilessia. Incrociamo le dita:
Che bel fine 2007. Speriamo passi presto...
Landofnowhere @ 16:29 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

regalare libri? Ok, ma che libri?

Archiviato il 27/12/2006 in:
Questo post è miseramente tardivo, perché i regali per lo più li avrete già comprati. Pazienza, varrà per il prossimo anno o per i prossimi regali.
Il mondo dell'editoria è un mondo particolare, che va conosciuto un po' per farsi un'idea. Esistono grandi case editrici (Feltrinelli, Einaudi, Adelphi), ne esistono di minori. Esistono grandi stor, enormi negozi ed esistono le piccole librerie. Ora è evidente che le grandi case editrici e le grandi catene di negozi, pur essendo enormemente comode ed invitanti, obbediscono strettamente a logiche di mercato che nulla hanno a che fare con la letteratura. Certo la tanto odiata Mondadori pubblica sempre Calvino, ma mi chiedo: quanta spazzatura nuova, best seller di plastica affollano le librerie? E non parliamo di certe porcate che si trovano nel settore filosofia....
Certo ci sarà gente seria che lavora per queste case editrici e queste catene di negozi, resta però il fatto che una certa decadence della nostra cultura dipende anche da loro. E che dire della sleale concorrenza che fanno alle piccole case ed alle piccole librerie? Certo è sleale soltanto perché diversi sono i mezzi, ma davvero non ci dispiace neanche un po' che le piccole librerie chiudano, che case autonome, indipendenti da poteri forti si debbano arrabattare per tirare a campare?
Il mio invito è, almeno a Natale e comunque quando si comprano dei libri come regali, evitiamo di entrare da Feltrinelli e comprare un libro Feltrinelli (o Einaudi o altro) - ed ho anch'io la tessera Feltrinelli, quindi sono un frequentante, non credete -, comprate al massimo da internet, cioé ordinando dalla stessa piccola casa editrice o, meglio ancora, fate un giro fra le piccole librerie della vostra città.
Tenete comunque d'occhio la serietà delle piccole case editrici: basta un piccolo giro su internet per capire se per caso, non è la solita tiratrice di pacchi che fa pubblicare a pagamento i poveri autori....

Vi segnalo i sito di due case editrici piccole e serie:

Stampa alternativa, casa editrice molto ampia, che spazia fra diverse collane e diversi tipologie di libri. Spedisce a casa le vostre opere con sconti niente male (a 26 euro non pagate il trasporto, superando i 40 euro si ha il 20% di sconto).

Giulio Perrone editore, casa piccola, giovane e con l'indubbio pregio di avvalersi, nel suo piccolo, della collaborazione della nuova (co) direttrice di BombaSicilia, Maura Gancitano.

Dite che ho scritto tutto questo per accaparrarmi simpatie? Ma no....

Poi, se ci siete, fatevi anche un giro per Vibrisselibri.
Landofnowhere @ 02:21 | commenti: commenti (5)(popup)
guido dixit

auguri di rito....

Archiviato il 25/12/2006 in:


Tanti auguri di un Natale non sereno, ma tanto allegro, gioioso, pieno di caos e divertimento....

Per la cronaca, sotto l'albero ho trovato st'anno:  un  cd live dei Pearl Jam ed uno dei Rolling Stones (da dividere con mio fratello), un dvd live dei pearl jam (eh eh), un portafogli nuovo, un libro (Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni). Io invece mi sono regalato in questi giorni l'ultimo cd dei Pere Ubu, Why I hate women, ed il libro Socialismo o Barbarie di Istvàn Mészàros.

Divertitevi viandanti, divertitevi......

[La foto è tratta dal sito dell'Ansa ed è stata scattata in India]
Landofnowhere @ 13:19 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

Sul treno, ritornando

Archiviato il 17/12/2006 in:
"I will dare" cantano i Replacements. La fuga è andata male, il treno corre veloce verso casa. Gli occhi non sono tristi, la malinconia s'intravede appena, i capelli stanno legati dietro, sporchi, mentre una barba incolta di media lunghezza completa un look realmente trasandato, mica per moda. La posizione e quella classica dello spaparanzamento, con il culo basso e le gambe alte, quando parte We are coming out (ovviamente il disco dei Replacement che le cuffie sparano è Let it be), le dite iniziano a tamburellare ed a massacrarsi sul tavolino. Per i compagni di scompartimento è tutto uno shock: chi sarà sto tizio che viaggia verso la Sicilia, senza valigie, con solo una chitarra elettrica in custodia rigida ed un amplificatore enorme che blocca il passaggio nel corridoio del treno?
Gli occhi si fanno più dolci, Androgynous invade gli spazi della mente.
Giulio è messo accanto al finestrino, in direzione opposta alla marcia.
"La prossima fermata?",
"Lamezia".
Nel mentre Westerberg affonda le unghia su Black Diamond dei Kiss. Davanti a Giulio ci sta una vecchina, che legge qualche testo religioso non ben identificato, a lato a lei ci sta la ventiquattrore dell'avvocato seduto accanto a Giulio. Accanto alla borsa, lato corridoio, sta una ragazza, massimo diciannovenne, che combatte con il suo telefonino. Il volume delle cuffie impedisce a Giulio di capire che le succeda, sembrano problemi con il ragazzo..... "I'm so unsatisfied".
L'avvocato legge il Corriere con attenzione e non sembra voler dare molta attenzione ai compagni di viaggio.
"Sei un musicista?" chiede la ragazza a Giulio.
"Come?", risponde Giulio, che abbassa il volume, con uno sforzo notevole.
"Suoni?"
"Oh, sì... ci provo".
"Che chitarra hai lassù?" indicando il bagaglio messo in alto.
"Una G&L Asat Deluxe...... per intenderci, una Telecaster con doppio humbucker".
"Insomma una Fender che suona come una Gibson?"
"Anche....".
Non avrebbe mai detto che la tizia potesse capire di che stava parlando. Strano come la gente possa sorprenderti. Iniziò a pensare che forse si poteva anche parlare con la tipa, peccato che il suo cellulare inizio a suonare, accentrando a sé ogni attenzione della ragazza.
Guardò fuori dal treno, i Replacements dopo aver ferito, tornano ad accarezzargli l'anima con Sixteen Blue. Era partito per provarci, per essere davvero un musicista. Anni spesi a suonare, a mettere da parte i soldi per la chitarra ed il Marshall. Ragazze lasciate, amici persi, lavori lasciati marcire. "La mia vita inizia quando attacco l'amplificatore, il resto è sopravvivenza", lo diceva per fare arrabbiare le ragazze, ma in fondo un po' ci credeva.
Ora che resta? Venticinque anni, una chitarra ed un amplificatori e gli ultimi soldi spesi per il biglietto del treno, soldi fatti vendendo ad un negozio usato i propri vestiti. "Si torna a lavare i piatti, se va bene".
Intanto però Westerberg canta Answering Machine e la ragazza sorride, gli sorride. Chissà, forse la vita vale la pena di essere vissuta anche così.
"Stai ascoltando Let it be?"
"Ya, brava"....
"Sono i Beatles quelli?" chiede l'avvocato.
"No, dei poveri disperati anni '80, americani, innamorati del Rock 'n Roll".
Qualcuno disse una volta che ogni giorno bisogna viverlo come se fosse l'ultimo... Giulio si convinse che forse valeva la pena di viverlo come se fosse il primo.
La ragazza si prepara a scendere, lui le dà una mano e alla fine le lascia un biglietto con il numero telefonico: "Se ti va, chiamami". Lei sorride un'ultima volta e se ne va.
Come il primo giorno, come se ciò che è stato sia solo il seme di ciò che saremo, come se fossimo giovani per sempre, come se..... come se non avessimo mai nulla da perdere.


Ovviamente il racconto che avete letto non è autobiografico, suono troppo male la chitarra e non possiedo, purtroppo, un'Asat Deluxe, anche se visto che si avvicina Natale qualcuno di voi potrebbe anche regalarmela.... Aspetto speranzoso, eh eh.
Landofnowhere @ 17:30 | commenti: commenti (9)(popup)
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sulla morte di un dittatore fascista cileno

Archiviato il 14/12/2006 in:
La morte di Pinochet è una di quelle cose che difficilmente possiamo capire dall'Italia. L'atmosfera in Cile deve essere davvero strana. Si possono dire tante cose, ma al di là di ogni ipocrisia non mi sento di essere triste per la scomparsa di costui. Troppa sofferenza, vuoi o non vuoi, è stata inflitta a suo nome per non poter avere un minimo di comprensione con chi per ora in Cile festeggia. Certo la morte di un uomo non dovrebbe mai meritare feste e questa morte, non è sinonimo di liberazione, visto che ad ogni modo la dittatura è già caduta da tempo. E certo, nessuno ci restituirà il Cile che Allende stava provando a costruire. Ma il permettersi di giudicare gente che vive una morte come il simbolo di quella liberazione, del riscatto di quel Cile che non ci sarà mai più è altrettanto sbagliato.
Se però il nostro sguardo si fa un attimo distante dall'accavallarsi dei sentimenti, notiamo che alla fine, paradossalmente la morte di questo dittatore non vuol dire nulla. È morto perché è suonata la sua ora, naturalmente, è morto senza rappresentare nulla nel presente. I dittatori vanno e vengono, le dittature nel mondo restano: molte si travestono da democrazie ed esportano il loro dominio. Il vero Pinochet è vivo e vegeto in questo momento, beve il suo solito tributo di sangue, e si compiace dell'ordine, della disciplina di cui si fa circondare. Il vero Pinochet fa affari, si arricchisce, ingigantisce il suo potere, fa sventolare alta la sua bandiera. Chi ha dato il potere a quel fascistello da poco scomparso siede ancora sul trono del mondo..... e chi prova a scalzarlo, al momento, non è migliore di lui.
Landofnowhere @ 00:07 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

pirandello libero

Archiviato il 11/12/2006 in:
Notizia Ansa:

ROMA - Dal primo gennaio del 2007 libertà sui diritti d'autore per pubblicare i libri, romanzi, racconti, testi teatrali, di Luigi Pirandello. Come per ogni scrittore infatti a 70 anni dalla morte scadono i diritti, così come stabilisce la legge in merito. Pirandello è morto giusto il 10 dicembre di 70 anni fa, nel 1936 e al 31 dicembre dell'anno 2006 scadono i diritti della sua opera.

   A ricordalo è "Il giornale di Sicilia" che dedica la pagina della cultura a questa notizia, con richiamo in prima pagina. Il quotidiano cita l'art. 25 della legge 22 aprile 1941, n. 633, che spiega che "tali diritti durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte".

   Come ricorda il giornale la cosa interessante è anche che Pirandello è tra gli autori più rappresentati ed ora, chi ha intenzione di mettere in scena una sua opera, non dovrà più chiedere neanche l'autorizzazione.

Landofnowhere @ 14:12 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

il sottosuolo vellutato (traduzione, forse corretta, di velvet underground)

Archiviato il 08/12/2006 in:
Cari viandanti, vi segnalo un bel sito su Lou Reed ed i Velvet Underground: www.loureed.it. Vi trovate un po' di tutto, compresi testi e traduzione. Visto che ci sono vi copio il testo di Heroin (da The Velvet Underground & Nico) sia in inglese che in italiano:


Heroin

I don't know just where I'm going
But I'm gonna try for the kingdom if I can
'Cause it makes me feel like I'm a man
When I put a spike into my vein
Then I tell you things aren't quite the same
When I'm rushing on my run
And I feel just like Jesus' son
And I guess that I just don't know
And I guess that I just don't know

 

I have made big decision
I'm gonna try to nullify my life
'Cause when the blood begins to flow
When it shoots up the dropper's neck
When I'm closing in on death

And you can't help me, not you guys
Or all you sweet girls with all your sweet talk
You can all go take a walk
And I guess I just don't know
And I guess that I just don't know

 

I wish that I was born a thousand years ago
I wish that I'd sailed the darkened seas
On a great big clipper ship
Going from this land here to that
Ah, in a sailor's suit and cap

Away from the big city
Where a man cannot be free
Of all the evils of this town
And of himself and those around
Oh, and I guess that I just don't know
Oh, and I guess that I just don't know

 

Heroin, be the death of me
Heroin, it's my wife and it's my life, ha-ha
Because a mainer to my vein
Leads to a center in my head
And then I'm better off than dead

Because when the smack begins to flow
I really don't care anymore
About all the Jim-Jims in this town
And all the politicians making crazy sounds
And everybody putting everybody else down
And all the dead bodies piled up in mounds


'Cause when the smack begins to flow
Then I really don't care anymore

Ah, when that heroin is in my blood, hah
And that blood is in my head
Man thank God that I'm good as dead
And thank your God that I'm not aware
And thank God that I just don't care
And I guess that I just don't know
Oh, and I guess that I just don't know



Eroina

Non so proprio dove vado
ma proverò a raggiungere il regno se ci riesco
perché mi sento un vero uomo
quando infilo l’ago in vera
poi dico che le cose non sono affatto le stesse
quando mi sto godendo la mia pera
e mi sento come il figlio di Gesù
e ammetto che non so niente
e ammetto che non so proprio niente

 

Io ho preso una grande decisione
proverò ad annullare la mia vita
perché quando il sangue comncia a scorrere
quando sale il collo della siringa
quando mi sto avvicinando alla morte

E non potete aiutarmi, certo non voi, ragazzi
né voi, ragazze dolci con le vostre parole dolci
potete andare tutti a farvi una passeggiata
ammetto che non so proprio niente
e ammetto che non so proprio niente

 

Vorrei essere nato mille anni fa
vorrei aver navigato per mari oscuri
su un grande veliero
navigare da una terra all’altra
ah, in abito e cappello da marinaio

Via dalla grande città
dove un uomo non può essere libero
dai mali di questa città
e da se stesso e da quelli attorno a lui
e ammetto che non so proprio niente
e ammetto che non so proprio niente

 

Eroina, che tu sia la mia morte
eroina, è mia moglie, è la mia vita, ha ha
perché un ago nella mia vena
porta al centro del mio cervello
e sto meglio che se fossi morto

Perché quando la roba entra in circolo
non me ne frega più niente
di voi Tizi e Cai di questa città
e di tutti i politici che schiamazzano come pazzi
e di quelli che insultano tutti gli altri e
tutti i morti ammucchiati uno sull’altro


Perchè quando la botta comincia ad arrivare
allora non mi importa proprio più nulla

Perché quando l’eroina è nel mio sangue
e il sangue è nella mia testa
ringrazio Dio, sto meglio che se fossi morto!
ringrazio il tuo Dio che non sono cosciente
ringrazio Dio che non me ne frega più niente
e ammetto che non so proprio nulla
e ammetto che non so proprio niente

Landofnowhere @ 01:25 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

riflessioni & scemenze odierne

Archiviato il 05/12/2006 in:
Quanto tempo........! Direte: «"Quanto tempo!" cosa?». Beh, voi non potete accorgervene, ma sto scrivendo questo post su un quaderno, a mano, con la mia incomprensibile grafia ed una penna che pubblicizza, non so che medicinale (avere una mamma medico ti trasforma in uomo immagine per antibiotici e robaccia varia). 
Scrivere a mano, una di quelle abitudini che stiamo perdendo. Avete mai pensato a quante possibilità espressive ci precludiamo scrivendo con sistemi digitali? Astraete un attimo dal significato numerico delle parole, ovvero da ciò che significano in quanto segni (che si mantiene lo stesso anche al variare della forma di scrittura) e considerate il segno della penna su carta, nel senso del gesto, della grafia. Quanto ci dice di una persona la sua grafia? Che potere espressivo ha questo lato del gesto dello scrivere? Forse immenso, per quanto difficile da interpretare e, solitamente, ignorato.
Pensate a possibili nuove forme d'arte che utilizzino il segno, la grafia, la pressione della penna, il pasticciamento, la scrittura di certe parole in modo volutamente marcato e disegnato come strumenti espressivi ulteriori.
La stampa ha massacrato, vuoi o non vuoi questa possibilità: forme d'arte sacrificate all'altare di un progresso che ha, per fortuna, portato i libri in casa di ogni classe sociale. Ma la tecnologia odierna potrebbe anche recuperare quanto perso. Scrittori/disegnatori (se vogliamo "attori della penna") potrebbero scrivere a mano racconti e/o poesie per poi passarli allo scanner..... sbizzarrirsi con la penna e stampare in milioni di copie la forma esatta del loro scrivere...
Forse è un'idea scema, ma chissà....  sarebbe una bella novità, una grande forma di sperimentazione artistica...
Peccato che io abbia sta grafia orrenda...
Mi trovo nell'aula nuova di Villa Mirafiori, la tecnologicissima AULA I, costruita mesi erigendo un grosso capannone, stile film di fantascienza anni '70, nel bel mezzo del parco della villa (il quale era evidentemente troppo bello per non essere deturpato). Mi sono appena alzato per la mia giornaliera dose di cioccolato delle macchinette e rientrando ho fatto un bordello della madonna per sedermi... (sedie di merda). Ho ripetuto lo show non appena ho cercato di mettermi comodo (gamba che sbatte sulla sedia a lato, cose che tendono a cascare giù, ecc.): sarò ubriaco di cioccolato. Cioccolato che prendo perché le macchinette hanno 'ste barrette di marca scrausa, ma buonissime.. avessero solo roba Nestlé non avrei che prendere, da bravo consumatore critico, e probabilmente non avrei fatto tutto sto casino. Tutta colpa del cioccolato di marca scrausa!
Intanto, però, ho fatto una delle mie rare battute memorabili (faccio spesso battute, raramente memorabili). A chi mi chiedeva "Che fai?", mentre vagavo verso le macchinette, ho risposto: "Il mio cervello passeggia... ed io gli faccio compagnia". Qualcuno in facoltà inizierà a pensare che sono un po' pazzo. Meglio così...
Va beh, la smetto qua che poi a ricopiare tutto a pc mi scasso la beneamata [espressione volgare dialettale siciliana, omessa non per censura, ma per sottolineare maggiormente la cosa, facendo un po' il figo con questa nota].


Tanto per specificarlo. Ho ricopiato il tutto sul pc con Abiword, invece che con OpenOffice.org. In pratica è un simil Word anche più piccolo del writer di OOo, che invece di essere Open Source è Free Software, un concetto politicamente ancora più radicale. Niente male, per essere un progetto nuovo, privo di grandi aziende alle spalle.... Se volete provarlo e piccolo e si scarica in poco tempo. Questa è la sua pagina principale in italiano:  http://abiword.ciacchi.it/
Landofnowhere @ 23:20 | commenti: commenti (2)(popup)
guido dixit

domani mattina torno a roma....

Archiviato il 03/12/2006 in:
Questa breve (quasi) settimana in Sicilia è terminata. Domattina prendo il treno e scappo a Roma. Che palle!!!!! Gran parte degli amici, per un motivo o per un altro, non potevano farsi vedere.... alla fine ho visto solo parenti.
Significa qualcosa secondo voi?
Landofnowhere @ 00:49 | commenti: commenti (4)(popup)
guido dixit

Archiviato il 02/12/2006 in:
Per chi interessa, il racconto che trovate nei quattro post precedenti, un minimo riveduto e corretto, lo potete scaricare anche da qui. Il file zippato è stato salvato in formato Openoffice, quindi, al momento, non è possibile aprirlo con Ms Office. Questa decisione è fatta per favorire la diffusione di formati aperti e per combattere il monopolio Microsoft nel settore.
Landofnowhere @ 00:51 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

Cap IV: una mattina come tante

Archiviato il 01/12/2006 in:
La mattina ha inizio. Luce che penetra tra le finestre ad illuminare le ultime letture della notte. Pompeo di Pazienza e le Notti Bianche del buon Fedor. La mattina arriva senza lenire nulla, arriva senza aver dormito. I suoi occhi sono lo specchio delle tre notti trascorse a percorrersi lo stomaco da ogni lato.
Quando ti consumi fino in fondo ti capita di riuscire ad alzarti. La prospettiva acquista senso. Ti manca il fiato per parlare, ma riesci a scaldarti due dita di latte, metterci l'orzo, lo zucchero di canna e poi lavarti e vestirti.
Bussano alla porta. La vicina del piano di sopra, è inquilina dello stabile da poco: chiede un po' di caffé da mettere nella moka che lei l'ha finito. Lui si offre di prepararglielo. Certo la cucina è in condizioni pietose, ma lei non sembra farci particolarmente caso. Si chiacchiera un po', si chiama Anna, lavora da poco in città, ecc. Nulla di che, il tempo di prendere il caffé è fugge veloce, promettendo di ripassare presto.
Steso nel letto, lui ripensa a quanto la vita a volte ti forza a continuare a camminare. Sa che se dovesse stringere una qualsiasi relazione, amicizia o altro, con quella donna, prima o poi si verrà alle voci, alle urla, incomprensioni e minacce. Esiste uno modo però per tenere questo mondo fuori?
Si sente un po' marionetta in mano al destino, ma, in questi casi, lui ha un trucco: dare un po' di matto. Si cambia esce dalla porta di casa e bussa alla vicina. Lei apre e ride.
“Senti pensavo, facciamo un giro assieme?”
“Dove vuoi andare? Dai intanto entra...”
Dentro l'occhio gli cade su un disco di lei, pensa a quanto cada a fagiolo, lo prende e lo mette su un vecchio e sgangherato lettore. Un fischio riempie l'aria......
“Pensavo di andare al cimitero...”
“Dove?”
“Al cimitero. Tu non sei di qua, io neanche... non abbiamo ricordi né morti lì, quindi perché no?”
“Ma le persone normali non vanno al cimitero a passeggiare, no?'”
“No? E la cosa è un problema?”
“Ah ah, d'accordo, aspetta che mi cambio e si va.......”
Nel mentre la calda voce di David Thomas invade la stanza, Ravenstine e gli altri macinano i loro folli suoni e tutta la storia prende un significato grottesco.

I wanna make a deal with you girl
and get it signed by the heads of state
I wanna make a deal with you girl
be recognized round the world
It's my nonalignment pact
Nonalignment pact
Sign it!
Nonalignment pact
At night I can see the stars on fire
I can see the world in flames
And it's all because of you
or your thousand other names
Peggy
Carrie Ann
and Betty Jean
Jill
Jan
Joan
and Sue
Alice
Cindy
Barbara Ann
It's all because of you
It's all because of you girl!
It's all because of you
It's all because of you girl!
Sign my nonalignment pact
Nonalignment pact!
It's my
nonalignment pact

Forse è tutto un eterno suicidio il rapportarsi con gli altri, forse il destino è cercare di farsi sempre male. Forse però le cose belle valgono il prezzo che si pagano e per quanto tu voglia chiuderti è sempre la stessa stupida e banale storia.
La risposta non soffia nel vento, non si trova in una bella canzone, né in una giornata di sole. Non si sa come e perché, un giorno ti alzi e decidi camminare.... che farai domani non importa poi così tanto.

FINE

Ho finito il racconto stamattina e ve l'ho postato. Ora lo rileggerò, correggerò alcune cose e vedrò che farne. Ogni capitoletto è una storia a sé, pur se integrata in un tutto narrativo. Come spero si capisca è la storia di tre notti ed una mattina, nella testa di uno pover'uomo triste. Qualcuno mi ha chiesto se è autobiografico. Sono ed ho scritto tutto il racconto a Palermo, non c'è nulla dei fatti narrati che corrisponda a verità... I miei amici di qui non sono per ora disponibili ad uscire, tra studio ed altri motivi. Poi ho tanti cazzi per la testa.... diciamo che ho ingigantito alcune paranoie, alcune riflessioni di questi giorni e ci costruito in mezzo una storia. Se si raccontasse soltanto la propria storia non ci sarebbe gusto. Si può parlare di sé inventando una storia mai successa.... Ed io, vi assicuro, non ho l'abitudine di pisciare sulle porte dei vicini (al massimo sui piedi, eh eh). Le canzoni di cui si parla nei quattro capitoli sono:

- In generale l'album Last Splash dei Breeders, con un riferimento specifico a No Aloha
- Pale Blue Eyes dei Velvet Underground, dall'album Velvet Underground
- These Important Years degli Husker Du, dall'album Warehouse, Songs & Stories
- Nonalignment pact dei Pere Ubu, dall'album The Modern Dance.

Per il resto, che noia questa gita in Sicilia...... a sapere che finiva così, mi organizzavo una permanenza più breve.
Landofnowhere @ 11:57 | commenti: commenti (4)(popup)