guido dixit

torniamo a parlare di linux, eh?

Archiviato il 26/07/2007 in:
Dopo un po' di silenzio sull'argomento, torniamo a parlare di Linux.

debian

Ho installato oggi, nel tempo morto, l'ultima versione di Debian (la stable) sul mio portatile, in dual boot  con Ubuntu. Il risultato lo potete vedere qua sotto:

Schermata

Si tratta di una release molto simile ad Ubuntu (di cui è il progetto madre), semplice da installare (il procedimento è praticamente uguale a quello vecchio di Ubuntu, prima dell'arrivo delle gui e del procedimento d'installazione tramite live cd). In pratica rispetto ad Ubuntu è meno aggiornata ed un attimino meno user friendly (ma pochissimo). Di contro è più veloce e più stabile.
Nota di colore, Fiirefox qui si chiama Iceweasel, ma è praticamente la stessa cosa.

Ho poi installato coccinella come client chat di jabber (nella foto sopra lo vedete accanto a gimp e sopra il buon vecchio xmms). Non c'era nei repositrory, ma non è difficile da far partire... Chi ha windows può installarlo cliccando qua. Non mi pare ancora abbastanza stabile (il fatto che non sia nei repository vorrà dire qualocosa), ma sicuramente promette bene. Certo, magari si preferiscono client più veloci e spartani (vedi Gajim) o i multiprotocolli (come Pidgin), ma Coccinella prova a supportare il protocollo Jabber di tante piccole minuzie di solito esclusive di msn (vedi "lavagne" e funzione vocale). Chissà che nel tempo non diventi uno strumento per convincere la gente alla migrazione a jabber da msn.
Fine cavolate informatiche, torno a studiare..... ma prima magari cucino.
Landofnowhere @ 21:04 | commenti: commenti (6)(popup)
guido dixit

dal manifesto

Archiviato il 19/07/2007 in:
vi posto un aritocolo di Rossana Rossanda, pubblicato ieri ne Il manifesto:

Manipolazioni
Rossana Rossanda

Nessuna discussione come quella delle pensioni è segnata da tante menzogne, errori e reticenze. Comunque vada - accordo o rottura dell'Unione - essa resterà una pagina singolarmente bassa della nostra stagione politica. Lasciamo da parte il profilo morale, dove la maggioranza da' per giusto e solidale che circa la metà dei pensionati italiani - su oltre 16 milioni - viva con meno di 750 euro al mese, cifra che a chi decide della loro sorte non basta per due giorni. Ma guardiamo all'informazione, tutta scesa dall'approssimazione alla menzogna pura e semplice, all'omissione e manipolazione. Non credo che chi ci governa , la stampa e la tv non sappiano come stanno realmente le cose. I dati Istat e della Ragioneria dello stato sono di facile accesso e nel complesso chiari. Dico «nel complesso» perché lo sminuzzamento delle tipologie e dei tipi di calcolo non aiuta il cittadino a capire che cosa personalmente può attendersi, ma chi decide ne è perfettamente al corrente. Vediamo le maggiori libertà, diciamo così, che la nostra classe dirigente e i suoi editorialisti si prendono.
1. Governo e grandi firme dicono che occore d'urgenza riformare il sistema previdenziale perché come tale è in deficit. E' falso. Il rapporto entrate e uscite delle pensioni da lavoro - quanti contributi hai versato e quanto riceverai a occupazione finita - è da qualche anno in attivo, compensandosi le categorie relativamente più privilegiate sui fondi del lavoro dipendente privato e pubblico. Se nel bilancio dell'Inps appare un modesto deficit è perché gli sono attribuiti, oltre alle pensioni di lavoro, una serie di provvedimenti assistenziali cui il governo fa fronte (più o meno giusti e se mai a decrescere). Questo sta scritto nei dati ufficiali, lo dicono i sindacalisti, vi ha lavorato Rc, lo spiega su Repubblica in termini semplici ed esatti Luciano Gallino - ma niente, la tesi resta quella, troppi i pensionati, pochi i contributi, e sarà sempre peggio. E chi deve pagare questo deficit assistenziale (dopo avere già colmato quello previdenziale dei coltivatori agricoli, degli artigiani e dei dirigenti d'azienda (!), dei telefonici e degli elettrici, perché è una selva di sistemi differenti) se non l'ex fondo dei lavoratori dipendenti specie del settore privato? Quelli pagati meno e sicuramente non evasori? A costoro si chiede di allungare il tempo di lavoro e allargare la contribuzione. Questa, ridotta al sugo, la famosa riforma.
2. A premessa o coronamento di questo assioma stanno le previsioni sul futuro, destinate a dimostrare che saremo sempre meno, sempre più vecchi, quindi ci saranno sempre meno contributi, spaventevoli «gobbe» nei deficit. Nuove leve a pensione zero. E' perfino curioso, direi strampalato, che nessuno dia un'occhiata al trascorso decennio, dalla riforma Dini in poi: non una delle proiezioni avanzate allora si è rivelata giusta. Nel 1995 s'era previsto che la popolazione residente sarebbe calata, nel 2005 saremmo stati 57.613.144, mentre a quella data siamo risultati 58.751.711: errore di oltre un milione, siamo il 2% di più. Ma più vecchi improduttivi? No, è aumentato il numero di chi è in età lavorativa, la fascia fra i 24 e 29 anni è cresciuta di oltre il 6%, il tasso di chi sta al lavoro fra i 15 e 64 anni è cresciuto del 3%. Last but not least, in concreto in Italia si va in pensione mediamente a 61 anni e qualcosa. Non sarà stata cattiva intenzione, ma certo un clamoroso errore, che dimostra quante varianti intervengano nella previsione e quanto valgano le attuali estrapolazioni su un temibile futuro.
3. Nel bel mezzo della non innocente confusione stanno gli immigrati. Nel 1995 il governo previde che al 2005 ne sarebbero entrati e regolarizzati 51.000. Sono stati invece 238.357, e in gran parte costituiscono la fascia giovane in aumento. Una volta regolarizzati pagano contributi e tasse (fra parentesi, le tasse le pagano anche i pensionati, che non sono soltanto spesa). Si aggiunga che quelli che ce l'hanno fatta ad arrivare alle nostre coste senza affogare (troppi e non fanno più neppure cronaca) sono robusti, e non abbiamo speso un soldo per alfabetizzarli e magari diplomarli. Bisogna essere Bossi o Fini, maniaci dell'identità nazionale e simili stupidaggini, per non capire che essi sono ormai costitutivi dell'Europa mediamente affluente, ne allargano la platea contributiva, sono una risorsa. Se non se ne tiene conto, tutte le previsioni sia sulla speranza di vita (fra l'altro diversa per leggibilissime categorie sociali) sia sulla composizione del lavoro e della platea contributiva sono destinate a equivoci grossi come nel trascorso decennio.
E si potrebbe continuare. Non sempre è menzogna: è «naturale» oscuramento, come quello calato sulle donne. Esse, si sa, hanno una maggiore speranza di vita e pretendono la pensione cinque anni prima. Vampire! Si finge di scordare - o, peggio, si scorda davvero - che una lavoratrice aggiunge alle trentacinque o quaranta ore di attività fuori casa (e non si sa quante di più le colf e badanti al nero, perché le nostre signore non pagano i contributi) il lavoro a casa propria: nutrire, lavare e stirare i loro uomini, allevare i bambini, prendersi cura dei vecchi, pulire la casa, fare la spesa e assolvere alla burocrazia minuta - tutti lavori che prendono tempo e non vengono pagati, ma dei quali si potrebbe calcolare agevolmente il costo sulla retribuzione di chi lo svolge da professionista (colf, badanti, infermieri, segretarie). Dire che mediamente una lavoratrice sgobba non sette ore per cinque ma sette per sette è approssimato per difetto. Eugenio Scalfari scriverebbe che non la usura se continua a farlo finché si regge in piedi.
E oscuramento è del resto quello sui lavori «usuranti» dove forse non si mente ma tutti, sindacati inclusi, traccheggiano. Non occorre essere uno psicologo o sociologo in cattedra per sapere che qualsiasi lavoro che è solo ripetitività, fatica e noia, solo macchinale, senza possibilità di scelta o decisione e non ha per contropartita altro che il salario, è usurante fisicamente e/o psichicamente, è alienante e mangia energie. Come per un precario la permanente incertezza sul domani è nove volte su dieci più logorante di un lavoro. Il decimo lo lasciamo alla signorina Padoa Schioppa, che - suo padre dixit - è contenta di sapere solo il venerdì se potrà lavorare il lunedì seguente. Ma torniamo alla menzogna su fatti e dati pur facilmente controllabili. A che si deve?
Due mi sembrano le spiegazioni. La prima che, pur essendo alla quota di sfacciataggine sociale 2007, ci si vergogna a dire: Carissimo popolo italiano, manterremo le pensioni al livello in cui sono (8 milioni di voi con meno di 750 euro al mese, l'80 % dei quali con meno di 500 euro) ma dovrete lavorare alcuni anni di più, nonché conferire il tfr a qualche fondo di investimento, perché dobbiamo pompare i vostri soldi per sollevare le nostre povere imprese. Se con questo vostro aiuto ce la faranno nella concorrenza, avrete alla fine qualche euro in più, non come pensionati ma come azionisti; se non ce la faranno, perderete anche quelli. La crescita delle imprese sia il vostro motto, tirate fiduciosamente la cinghia.
La seconda è che la prima legge non è quella del Signore, ma quella della Commissione europea e della Banca centrale che esigono il nostro rientro nel debito al ritmo previsto. C'è stato un aumento imprevisto delle entrate fiscali? Vada a risanarci un po' più in fretta. E' vero che in Francia Nicolas Sarkozy ha detto a quelle due autorità supreme del continente: a proposito, la Francia rientrerà non nel 2008 ma nel 2012, e non è caduto il mondo. Ma lui è la destra e noi la sinistra, lui puzza di protezionismo mentre noi, fedeli alla libertà, lasciamo sfondare le nostre frontiere e se appena possiamo sfondiamo quelle altrui: una vivace azienda italiana si è mangiata due settimane fa un'azienda francese in buono stato per chiuderla e spostarla in Tunisia, dove il lavoro costa molto meno. E arrivederci alle maestranze.
Questo si fa ma non si dice. Almeno non fino a quando la maggioranza è formata dall'intero arco della sinistra, Rifondazione e Pcdi inclusi, e soprattutto al Senato ha bisogno di ogni voto fino all'ultimo.
Sarebbe diverso se, come non nascondono Francesco Rutelli e buona parte dei dirigenti del nascituro Partito democratico, la maggioranza si liberasse della sua sinistra, definita massimalista e conservatrice, e potesse contare sui voti della Udc e altri, possibilmente sciolti ma sufficienti a rimpiazzarla. Oppure se il governo cadesse e si formasse, sotto gli auspici del presidente della Repubblica, un bel governo di unità nazionale che non avrebbe più bisogno di mentire, salvo naturalmente sotto le elezioni. Oggi come oggi è ancora difficile che senza alzare foglia lo stato, interdetto dall'intervenire in economia, intervenga minutamente a sciogliere tutti gli impegni che mettono in qualche modo limite alla logica dei profitti. Questo è, d'altronde, il vero nodo dell'attuale maggioranza.

[articolo preso dal sito del giornale che mette in archivio tutti gli articoli dei 7 giorni precedenti]
Landofnowhere @ 20:27 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

appello per una legge che permetta l'acquisto di pc senza sistema operativo preinstallato

Archiviato il 09/07/2007 in:

Permettetemi di pubblicizzare questo appello. Si tratta di una petizione importante, che chiede al Parlamento Italiano di legiferare rispetto al problema dei sistemi operativi preinstallati nei pc. D'accordo che ci sono anche materie più importanti, ma il fatto che per ogni acquisto di pc, sia necessario, di fatto, pagare una licenza a Microsoft, mi pare una situazione davvero indegna.
Landofnowhere @ 12:33 | commenti: commenti (6)(popup)
guido dixit

non allinearsi

Archiviato il 06/07/2007 in:
questa è una dichiarazione di guerra.

il mondo dove viviamo impone regole. Per una volta, anche se da marxista dovrei essere più collettivista, voglio porre il problema da un punto di vista strettamente personale.
Noi cerchiamo una buona vita in questo mondo.....

Domanda: se il mondo non è buono, che vita possiamo, però, trovare?

Thoreau disse una volta una cosa simile a "in una società ingiusta, il posto dei giusti è in galera", ed io mi sento di essere d'accordo con l'affermazione.
Non sto andando a delinquere comunque e non intendo la lettera della frase.

Se il sistema non ci piace, non dobbiamo cercare di sistemarci in esso in un posto dignitoso secondo i caratteri del sistema stesso.

Leggere la storia vuol dire capire che ruolo si gioca in essa..... Se siamo dalla parte del cambiamento radicale, se il buonismo del Partito Democratico ci fa schifo, se ci si accappona la pelle a sentire Veltroni, se siamo di sinistra, insomma, dobbiamo accettare il fatto di dover essere altro e che questo agli occhi degli altri sia assolutamente IDIOTA.

Gettarsi oltre il fosso, saltare e non tornare indietro.... non ascoltare le sirene.

"Non accettate gli onori" diceva Weil, non accettate i premi che potreste strappare al sistema.

Non si tratta di essere Cristo o un che fa rinunce particolari.... Si tratta di essere ciò che si vuole essere... dice Bloch:

Si può anche desiderare debolmente e con mitezza. Ma non si può fare altrettanto con il volere, poiché l'impegno è questione ben differente. Il semplice desiderare ritorna perciò con una maggiore frequenza, una maggiore ampiezza: un uomo può portare lungamente dentro di sé il suo desiderio, SENZA VOLERE. Allora si può attendere tranquillamente che la felicità ci cada in grembo da sola. E ciò può certo anche sembrare particolarmente bello.

Se noi desideriamo essere liberi, possiamo anche accettare di non esserlo. Se vogliamo essere liberi, lo siamo e basta. Quando qualcuno dice, per fare un esempio, vorrei usare Linux, ma è troppo difficile, per lo più desidera essere liberato da Windows (perché pare sia una cosa cattiva), ma non lo vuole. Se vuoi una cosa per prima cosa t'informi.....

Siamo in un mondo in cui la gente che s'informa diventa appassionata. Mi è stato detto da poco "perché non studiavi informatica?". Ma io d'informatica non capisco nulla e non mi piace per niente. Sapere cosa è il free software e parteggiare per lui significa fare domande sul mondo che ci circonda, sulla tecnologia che usiamo...... il che è un atteggiamento che ha del filosofico. Fondamentalmente arrivare all'uso di un sistema  Gnu/Linux, che per molti può essere sintomo di "alternatività giovanile" è il mio essere adulti. E questo non diversamente dal fatto di non comprare coca cola e di non volere ricercare lavori con "padroni".
Sono pazzie???

Parlando sempre "d'informatica", l'inventore del concetto di software libero, Richard Stallman, rifiutò per anni proposte di lavoro su software non liberi.... ma ai tempi il concetto di software libero era solo nella sua testa. Non c'era lavoro che non passasse per software proprietario, perché non esisteva il software libero nella realtà.
Stallman stava dalla parte del sogno, ha studiato per questo, per mettere nella realtà il suo sogno. Il capolavoro di Stallman probabilmente non è il programma Emacs (che manco so cosa sia bene) ma la licenza gpl. La licenza gpl è una licenza copyright che di fatto inventa di colpo il software libero, il concetto di copyleft (se usate licenze creative commons è merito di Stallman) e pone la possibilità concreta di fare software non chiusi. Ma una licenza è un qualcosa di giuridico, da avvocati. Chissà se qualcuno ha chiesto a Stallman se non era meglio se studiava giurisprudenza......

Dopo anni di fame Stallman è ancora vivo e vegeto, milioni di persone usano programmi sotto gpl, e lui ha smesso di programmare e vive per la causa del software libero, come una sorta di filosofo vagante, che fa conferenze in ogni e dove. Mi sa che ora i soldi non gli mancano..

Non credo che l'informatica sia il punto cruciale in cui si decideranno le sorti di libertà dell'uomo. Certamente è un tema importante, ma non il fondamentale. Per me il punto di fondamentale sono e restano i rapporti di produzione. Creare un movimento che rovesci i rapporti di produzione è quelle che credo sia la missione della mia generazione, la mia, di tutti quelli che stanno a sinistra.

Stare a sinistra significa stare per un controllo democratico dei mezzi di produzione.... dunque per l'abbattimento del sistema capitalistico.
Il mio posto dentro la società deve essere un luogo di rottura. Ma il mio posto nella società è fatto di tante cose: della spesa che faccio, di dove la faccio, di come spendo il mio tempo e persino di che sistema operativo utilizzo. Non si tratta, ripeto di fare rinunce..... Ognuno dà quello che può: ma per dare quello che si può dare, bisogna informarsi ed essere seri. Significa volere e non desiderare.

Questa è una dichiarazione di guerra. Il sistema sta da una parte, io devo stare dall'altra. Non importa se il ruolo sociale che avrò in futuro sarà "soddisfacente" o meno secondo i criteri della società stessa: in una società ingiusta, l'uomo giusto obbedisce ai suoi desideri... e questo si traduce in comportamenti, in apparenza, privi di senso e di convenienza; almeno finché non si lascia il punto di vista della società e non si scopre che, volendo, si è più felici in questo modo.
Buona notte.
Landofnowhere @ 01:52 | commenti: commenti (2)(popup)