Ieri non ho partecipato al v-day. Tanti motivi, per primo il fatto che una certa spettacolarizzazione dei problemi del nostro paese, unita ad un impoverimento del lato politico, inteso come proposta alternativa di costruzione, ovvero alla riduzione a semplici schemini di una situazione complessa, mi lascia perplesso. E poi al centro dell'attenzione, con i nostri soldati in missione all'estero a fianco di forze d'occupazione americane, con i continui attacchi allo stato sociale e le derive neofasciste dell'ala moderata della coalizoine di governo, non vedo come possa starci la questione dell'ineleggibilità a parlamentare di chi ha avuto una condanna (che poi ci sarebbe da guardare bene a questa proposta di legge, la quale in prospettiva può avere delle ripercussioni antipatiche nei casi di reati politici).
Ad ogni modo leggo oggi di come sia scoppiato un putiferio perchè durante la manifestazione è stato fatto vedere un video in cui viene attaccata la legge biagi. Cito Casini: «E' stato attaccato Biagi che invece andrebbe santificato. Dovrebbero vergognarsi i politici che pur di stare sull'onda del consenso popolare hanno mandato messaggi di adesione a Grillo».
Ora, guardando il
video incriminato (che è stato trasmesso a Bologna durante la manifestazione), mi vengono spontanei due commenti:
1) sono totalmente d'accordo con il messaggio mandato dal video.
2) Biagi non viene citato neanche una volta.
In quel contesto si attacca con la veemenza che una persona di sinistra deve per forza avere nei confronti di una legge che colpisce i diritti dei lavoratori in maniera considerevole. Ma contestare una legge sul lavoro può essere considerato un atteggiamente sbagliato da parte di coloro che non condividono il punto di vista (che per me è la base di ogni posizione minimamente di sinstra) della centralità di certi diritti, ma certamente non lo si può considerare qualcosa di immorale. Biagi è stata una persona che probabilmente credeva in quello che faceva; chi lo ha ucciso riteneva la sua azione pericolosa per la nostra società. Condividere questa paura però non può significare essere complici di un omicidio. In piazza ieri si è contestata una legge non un uomo (e si è citata la legge, non l'uomo).
L'antipolitica tanto temuta dai nostri "politici" è il campo in cui loro sguazzano meglio. La polemica lanciata è chiaramente legata ad argomenti logicamente fallaci: non si deve criticare l'azione di un uomo che è morto per quegli ideali. Ne consegue che una legge od un'opinione guadagnano l'incriticabilità non appena si ammazzi il loro autore/possessore.
Anche questi argomenti, questa retorica di basso profilo, sono esempi della stessa semplificazione che Grillo fa ai problemi del nostro paese e l'unico merito che ha, secondo me, l'uscita di Casini è sottolineare come in fondo Grillo sia, nonostante qualche difetto, un "politico" migliore (o al massimo, non peggiore) di quelli che il "mestiere" lo fanno di professione.
Torniamo alla manifestazione del 20 ottobre. Vi segnalo
questo messaggio dei Cobas. Interessante come prospettiva (ma non credo di condividerla in toto). Ritengono che la manifestazione del 20 essendo di critica e sostegno (queste contraddizioni dialettiche) al governo non meriti appoggio e sostegno. Il motivo è evidente: l'attuale esecutivo tende sempre di più a destra e questo, lungi dall'essere un fenomeno raddrizzabile, si mostra sempre più come il manifestarsi della sua vera essenza. Il governo non ha una politica che è sintesi di istanze di sinistra radicale e di tendenza socialdemocratiche, ma si comporta come un normalissimo governo con blande tendenze socialdemocratiche, innervate da una politica economica di stampo liberista e da una politica dei diritti civili (per fare un esempio lampante) che non riesce neanche ad essere liberale (figuriamoci di sinistra). Attacchi allo stato sociale, leggi sulle pensioni vergognose, appoggio alle attività militari americane, boicottaggio di tutta una serie di leggi di diritti civili (pacs in testa) in nome di una sudditanza alla chiesa cattolica che forse non aveva neanche la Democrazia Cristiana dei "bei tempi" passati: questo è un governo nemico e non si può aderire ad una manifestazione di critica e appoggio ad un governo nemico.
Mi chiedo, però, se l'idea di restare a casa il 20 sia comunque utile. Se il dialogo con i partiti della sinistra radicale, che tendono ormai a uniformarsi ad una posizione socialdemocratica (cosa che entra in contraddizione enorme con l'attaccamento al simbolo della falce e martello), è una cosa dura e contraddittoria (perchè dialogare privilegiatamente con una parte dei partiti della maggioranza, visto che alla fine tutta la maggioranza è responsabile del male che stiamo subendo da questo governo?), dall'altra mi chiedo se tagliare la comunicazione con la base di questi partiti e movimenti (la gente che vota rifondazione e legge il manifesto) non significa perseguire la solita posizione isolazionista da ultrasinistra, che rinuncia per posizione alla possibilità di allargare il consenso. Se non si prova a trasformare il 20 in una giornata contro Prodi, parlando con la gente che in questi anni sono stati i nostri compagni nelle piazza (parlo della gente, non dei rappresentanti dei partiti), lo sciopero tanto ventilato dai Cobas (ed è sicuramente una buona idea) a che servirà? A chi parlerà?
Il 12 ci sarà un'assemblea... se trovo il tempo di andare, vedrò di capirci di più