guido dixit

estremismi intolleranti o intollerati?

Archiviato il 18/01/2008 in:
Ieri ho sfilato accanto alle frange estremiste ed “intolleranti” che “hanno impedito” la visita del papa alla Sapienza; ho sfilato perché, come sa chi mi conosce, sono parte di queste frange e la penso come loro. Perché contestare l'intervento del papa, si chiedono in molti? Perché scambiare la laicità con l'ostracismo “pregiudiziale” nei confronti della massima autorità cattolica, che veniva a fare semplicemente una lezione? Queste domanda fatte dalla gente comune sono importanti e vedrò di dare una risposta; in bocca ai giornalisti ed ad i vari commentatori politici sono domande tendenziose frutte del degrado democratico del nostro paese. Chiunque conosca minimamente i fatti sa benissimo che il problema non si pone nella maniera con cui è stata posta. Non si tratta di zittire qualcuno, una voce; il troppo sfruttato Voltaire che avrebbe, in caso di necessità, dato la vita per consentire a chi non la pensava come lui di esprimere la sua opinione è qui usato a sproposito da tutti coloro che ci rinfacciano una “laicità” diversa.
Facciamo ordine: il papa e la Chiesa che rappresenta, in questi ultimi mesi, hanno portato avanti una campagna omofoba di proporzioni incredibili, incitando all'odio, opponendosi alla equiparazione fra omofobia e razzismo; hanno rimesso in discussione la legge sull'aborto; hanno beatificato centinaia di “martiri” fascisti spagnoli; hanno mantenuto le loro mani sulla politica italiana. L'opinione per cui, ad esempio, dare del “frocio” ad uno sia meno grave che dargli del “negro” e che l'omosessualità sia una devianza morale dalla normalità è un'opinione gravissima, ma mi sento di dover garantire che essa possa essere espressa; lo stesso vale se si ritengono santi dei fascisti. Però se la persona che esprime questa opinione viene invitata a parlare nella mia Università, a fare una lezione di apertura dell'anno accademico, cioè se il modo di pensare, a mio parere veramente deviato, di questo uomo viene ad essere considerato degno di rappresentare l'istituzione in cui mi sto formando culturalmente, se permettete mi arrabbio. Qui non si tratta di permettere ad un opinione diversa di venire espressa, qui si tratta se una persona che rappresenta e possiede un potere assoluto e che dall'alto di quest'ultimo lavora per un imbarbarimento della nostra democrazia possa venire a rappresentare l'istituzione di cui io faccio parte. E siccome non posso accettarlo, cosa faccio? Mi organizzo insieme alle altre persone che la pensano come me e prepariamo una contestazione.  Accanto a questa contestazione ne nasce poi un'altra, che però non viene dal basso, ma da un gruppo di prof: questi scrivono e criticano il papa su temi diversi, a metà fra l'epistemologia e la teologia. Il tema è una vecchia opinione espressa da Ratzinger molti anni fa sulla condanna di Galileo. Questo tema non va sottovalutato, certamente, ma “magia delle magie” diventa per i media l'argomento per cui tutto il movimento si sta muovendo. «Per quale motivo gli studenti contestano il Papa? Per rivendicare una astratta laicità e perché contestano il rapporto fra fede e ragione, centro della “filosofia” del pontefice». Ecco spariti, dai media del regime l'indignazione contro l'omofobia, l'istanza femminista, l'antifascismo e tutti gli argomenti concreti per cui gli studenti si stavano mobilitando. Ed ecco quel essere viscido di Ruini accusarci di essere retrogradi, mentre protestiamo contro il desiderio di medioevo di questo papa e di questa Chiesa. Ed ecco che ad essere imbavagliati siamo stati noi, attraverso la distorsione sistematica che i mezzi di comunicazione fanno dei fatti. Il papa rinuncia alla visita, ben sapendo il rientro di popolarità che ne avrebbe ricevuto; noi scendiamo in piazza sotto la pioggia, contro (apparentemente) l'intero paese. Non importa, siamo “frange estremiste”, ci siamo abituati. Sappiamo bene però che nel paese sono in molti, sotto sotto, a pensarla come noi, pur messi in scacco dalla violenza della retorica dei politicanti e dei mille preti che si affaccendano a offenderci. La lotta continua, per i diritti delle donne, degli omosessuali, per la diffusione del preservativo in Africa, contro l'oscurantismo non solo scientifico, ma prima di tutto sociale e politico di questa Chiesa. Nessuna tregua, perché nessuna tregua ci è concessa da chi ogni giorno da tutti i media tuona a favore di una regressione al medioevo. Siamo leali, non giochiamo di retorica. Siamo ingenui perché non ci chiniamo ad una politica d'immagine, dove l'importante è come si viene passati in tv. Caro Benedetto XVI, stai tranquillo continueremo a contestarti, finché in nome dell'amore non fomenterai odio, in nome della vita la morte, in nome della verità i dogmi, in nome della libertà il principio di autorità. E non lasceremo l'Italia in mano tua.
Landofnowhere @ 13:59 | commenti: commenti (5)(popup)