guido dixit

non votate Veltroni....

Archiviato il 24/02/2008 in:
"Il conservatorismo è la tragedia del Paese, non solo quello della destra ma anche quello di una sinistra che ha coltivato la parola 'difendere'". Lo afferma il segretario del Pd Walter Veltroni, partecipando al convegno 'Una sinistra per il governo del Paese'.
W. Veltroni

Un uomo così non solo non può essere votato, ma è l'essenza stessa di ciò contro cui chi sta a sinistra dovrebbe lottare. Difendere i diritti dei lavoratori è il punto di partenza vero per ogni possibile progresso e non tema Walter che le lotte sindacali sapranno piegare anche lui (almeno speriamo). Ieri un'amica mi ha regalato un libro, Miseria della Filosofia di Marx. Alla fine del volume vi stanno alcune lettere, fra cui una lettera a Schweitzer, che recita:

Il piccolo borghese [...] dice sempre «da un lato e dall'altro lato». Due correnti opposte, contraddittorie, dominano i suoi interessi materiali, e di conseguenza le sue opinioni religiose, scientifiche e artistiche, la sua morale, insomma tutto il suo essere. È la contraddizione personificata. Se, oltre a questo è [...] un uomo di spirito, saprà subito giocar di prestigio con le sue proprie contraddizioni ed elaborarle, secondo le circostanze, i  paradossi sorprendenti, chiassosi, talvolta brillanti. Ciarlatanismo scientifico e accomodamenti politici sono inseparabili da un tal punto di vista.

Non è un caso se "da un lato e dall'altro lato" assomigli così tanto al "ma anche" veltroniano. Marx parlava di Proudhon, ma è chiaro che proprio ai sentimenti piccolo borghesi che Veltroni sta puntano. Il peggio dell'Italia, quella che nega il conflitto sociale, la lotta di classe, perché spera di avvantaggiarsi "da una e dall'altra parte", essendo in fondo né carne, né pesce. Ed il Partito Democratico è speculare a questa ambiguità esistenziale, come dimostra l'eterogeneità totale dei suoi membri.
Veltroni attacca direttamente i diritti dei lavoratori, dando dei conservatori a noi che li "difendiamo", ma il punto è che chi toglie diritti acquisiti con le lotte, non può che meritarsi il nome di REAZIONARIO. A questo punto è meglio essere conservatori....

A queste elezioni non darò nessun indicazione di voto (sono indeciso anch'io). L'unica preghiera che vi faccio è NON VOTATE VELTRONI!!!!! E ricordate che, in certi casi, anche astenersi non è reato!!!
Landofnowhere @ 13:07 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

Archiviato il 24/02/2008 in:
(questa non è proprio un granché, ma stasera si è praticamente scritta da sola..... quindi la posto. Manca il titolo, ma non credo le serva.....)


non sapere dove andare
ed andarci lo stesso,
con la convinzione di essere nel torto
e dover fare presto

un bastoncino di liquirizia fra i denti,
una tastiera di pc tra le mani,
sentimenti,
ricordi lontani

e vicini,
di persone che forse ora guardano altrove
ma un giorno mi han sorriso

amici,
dovunque siate
non dimenticate
chi siamo stati
nelle sere d'estate

e nelle stanze,
nella nebbia di fumo,
tra thc e nicotina,
tra marx e gli altri

amici,
qualsiasi cosa stiate facendo
non scordate
i discorsi, i sogni
delle notti d'inverno

e la palermo affollata
o sgombra,
con noi sempre seduti
sullo stesso marciapiede

amici,
qualsiasi sia il vostro domani,
ricordate il vino,
i libri, le mura, i viali,
le strade

io, per conto, mio
giro le stesse vie,
batto le stesse idee,
in un'altra città...

ovviamente senza sapere dove andare,
ma andandoci lo stesso
Landofnowhere @ 01:50 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

parlando di aborto....

Archiviato il 19/02/2008 in:
La 194 è tornato, nostro malgrado, un argomenti di moda. In questo senso trovo estremamente interessante questo articolo de Il Manifesto di domenica. Buona lettura


Aborto in Polonia, legge contro donne
Mauro Caterina


Karina Kozic, 21 anni, viveva in un piccolo centro nel Voivodato della Grande Polonia, nella parte occidentale del Paese. Nel marzo del 2005 pratica un aborto clandestino in un appartamento privato di un ginecologo, nella cittadina di Swarzedz. Subito dopo l'intervento ha un'emorragia e viene trasportata con un'ambulanza all'ospedale di Poznan, dove muore.
Basia ha 25 anni quando rimane incinta. Ha completato da poco gli studi in legge e col fidanzato hanno deciso di comprare casa e vivere insieme. Improvvisamente inizia ad accusare dei forti dolori all'addome. All'ospedale di Pila il medico le diagnostica un'ulcera all'intestino. Viene ricoverata nel reparto di gastroenterologia dell'ospedale di Poznan. «La priorità dei medici - racconta la madre - era quella di salvare a tutti i costi la gravidanza». «Mia figlia gridava e piangeva per i dolori atroci che comunque sopportava». Tre settimane di cure a base di paracetamolo e Basia viene dimessa dall'ospedale. Trascorsa una settimana a casa, ritornano i dolori. Viene nuovamente ricoverata in ospedale: ascesso interno. La ragazza viene operata e rilasciata con la ferita ancora non del tutto rimarginata. Passano due giorni e i dolori all'addome diventano acuti. L'ambulanza la riporta per l'ennesima volta in ospedale. I medici dicono alla madre di Basia che sua figlia «pensa troppo a se stessa e poco alla gravidanza». Per tutta risposta, lei decide di portare Basia in un altro ospedale, dove le viene diagnosticato un altro ascesso ed una fistola. Era necessario effettuare un'endoscopia per scoprire il problema ed individuare l'infezione. Ma quel tipo di esame poteva avere dei rischi e compromettere la gravidanza. Il dottor Jaroslaw Cywinski si rifiuta di effettuare l'esame: «La mia coscienza non lo permette», si giustifica. Pochi giorni dopo la ragazza finisce sotto i ferri in sala operatoria. Perde il bambino. Subisce altri interventi nel tentativo di fermare le emorragie. Basia muore il 29 settembre del 2004.
La professoressa Gazyna Rydzewska è un'esperta gastroenterologa polacca: «In questo caso bisognava fare l'esame endoscopico. Non vi era la sicurezza di poter salvare la gravidanza, ma era un rischio che si doveva correre». Il dottor Cywinski è stato indagato per omicidio colposo. E' ancora sotto inchiesta.
Karina e Basia sono due delle tante, tantissime donne, troppe, che in Polonia perdono la vita a causa di una legge ideologica e conservatrice: la «Legge per la protezione dell'embrione umano». Entrata in vigore il 7 febbraio del 1993, quella polacca è una delle leggi più restrittive al mondo riguardo all'aborto. L'interruzione legale della gravidanza è prevista solamente in tre casi: nel caso in cui la gravidanza rappresenta una seria minaccia alla vita o alla salute della donna (ciò deve essere accertato da un medico oltre che dal ginecologo che dovrebbe operare); nel caso in cui un esame prenatale evidenzi gravi malformazioni del feto; nel caso in cui la gravidanza sia stata procurata da uno stupro (deve essere un magistrato ad accertare il fatto). Per i dottori che praticano l'aborto al di fuori della legge è prevista una condanna dai 3 ai 5 anni di detenzione.
Ogni anno si calcola che in Polonia vengono praticati dai 180.000 ai 220.000 aborti clandestini. Numeri che però non tengono conto di quello che succede nelle campagne. «Chi ha i soldi vola all'estero - ci dice Katarzyna Gajewska - oppure trova un ginecologo compiacente che mette a disposizione il suo studio privato, per un costo che si aggira intorno ai mille dollari». Katarzyna è una dirigente attivista di «Konsola», associazione femminile con sede nella città di Poznan che promuove il dibattito per una legge sull'aborto liberale e si batte per i diritti delle donne polacche. «Il vero dramma è nelle campagne». "Lì - continua - non ci si può permettere un ginecologo e allora si ricorre alle mammane».
Una strage silenziosa della quale non si conoscono i numeri. I decessi, infatti, non vengono registrati dagli ospedali sotto la denominazione di «aborto clandestino». Abbiamo provato a fare un giro negli ospedali di Varsavia e di Poznan, cercando di parlare dell'argomento scottante con dottori e gli infermieri in servizio. «No comment» è l'atteggiamento generale. Un'infermiera a Varsavia ha tagliato corto dicendo che «in questo ospedale siamo contro l'aborto, non ci interessa altro». Ed è proprio da queste parole che viene fuori una realtà imbarazzante e paradossale. Pur avendo una donna i requisiti di legge necessari per poter chiedere l'interruzione legale della gravidanza, ciò viene sistematicamente ignorato dalla maggior parte delle strutture sanitarie nazionali.
L'aborto terapeutico viene percepito come un crimine dal mondo medico ed un serio ostacolo alla carriera, salvo poi, per molti di loro, spartirsi senza rimorsi di coscienza il ghiotto mercato degli aborti clandestini. Non è affatto difficile trovare un medico disposto a praticare clandestinamente l'aborto. Come? Il passa parola, prima di tutto, oppure inserzioni pubblicitarie nei giornali locali dove si promette «il ritorno delle mestruazioni». Tutti lo sanno e tutti fanno finta di non sapere.
Ma è sempre così? E' possibile che in Polonia non vi sia nessuno medico che abbia il coraggio di alzare la voce contro il mercimonio della salute di una donna, e contro una legge che mostra tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni? Un caso che ha fatto molto discutere e acceso il dibattito anche all'interno dell'ambito medico è stato quello della dottoressa Malgorzata, ginecologa con alle spalle una lunga carriera. L'11 gennaio del 2008 il maggiore quotidiano polacco, Gazeta Wyborcza, porta a conoscenza dell'opinione pubblica l'arresto di un medico ginecologo nella cittadina di Zyrardow. Si tratta della dottoressa Margolzata, appunto, accusata di aver effettuato 26 aborti illegalmente. A denunciarla alla polizia è stata una sua paziente di 26 anni. Secondo quanto riportato nella denuncia, la ragazza, dopo aver scoperto di essere rimasta incinta, ha cercato in tutti i modi di trovare qualcuno che le praticasse l'aborto. Il padre del bambino l'aveva abbandonata e lei si trovava da sola e con altri due bambini malati da crescere con uno stipendio di 900 zloty al mese (circa 250 euro). Era disperata. Dopo una serie di rifiuti da parte di altri ginecologi, a cui aveva proposto di pagare il compenso di 2.500 zloty a rate, la donna si rivolge alla dottoressa Malgorzata, la quale le chiede il motivo di quella decisione e tenta di dissuaderla, senza riuscirci. La 26enne quel giorno paga solo 200 zloty. Il giorno dopo, però, sporge denuncia alla polizia.
La ginecologa si dichiara colpevole. Tutte le altre donne a cui ha praticato l'aborto hanno testimoniato in suo favore, dicendo che prima di procedere la dottoressa aveva fatto di tutto per dissuaderle. «Sì sono colpevole - ha detto la ginecologa - ma l'ho fatto secondo la mia coscienza». «Ho praticato l'aborto solo in quei casi in cui la gravidanza rappresentava un alto rischio per la vita delle mie pazienti, o nel caso in cui esse erano in difficoltà economiche ed erano determinate a farlo». La dottoressa Malgozata ha chiesto volontariamente di essere condannata alla pena prevista dalla legge e al pagamento di 15.000 zloty.
Quanto alla politica, in Polonia non si muove foglia sull'argomento a meno che non sia la Chiesa a parlarne. Nessuno dei partiti dell'arco costituzionale vuole prendere una posizione contraria nei confronti della legge attuale. Una sudditanza che schiaccia l'autonomia della politica dalla religione e costringe le donne all'umiliazione e alla gogna sociale. Quando, se e come cambieranno le cose da queste parti, per adesso non è dato saperlo. L'associazione che più di tutte si sta battendo per i diritti delle donne in Polonia e il cambiamento della «legge per la protezione dell'embrione umano» è la Federazione Polacca per le Donne. Sono molte le battaglie portate avanti, ma quella più importante da combattere è contro l'indifferenza.
Landofnowhere @ 21:18 | commenti: commenti (popup)
guido dixit

svegliami - cccp (quanto mai attuale)

Archiviato il 18/02/2008 in:
Sezionatori d'anime giocano con il bisturi
Maggioranze boriose cercano furbi e stupidi
Sobillano i malvagi aizzano i violenti
E gli invidiosi indispongono

Intanto Paolo VI non c'è più
E' morto Berlinguer
Qualcuno ha l'AIDS
Qualcuno il PRE
Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

Niente!

Cerco le qualità che non rendono
In questa razza umana
Che adora gli orologi
E non conosce il tempo
Cerco le qualità che non valgono
In questa età di mezzo

Ha conati di vomito la terra
E si stravolge il cielo con le stelle
E non c'è modo di fuggire
E non c'è modo di fuggire mai
Mai!

Svegliami svegliami svegliami...

Io sono perso sono confuso
Tu fammi posto allarga le braccia
Dedicami la tua notte
La notte successiva
E un'altra ancora
Dedicami i tuoi giorni
Dedicami le tue notti
Oggi domani ancora
Stringimi forte coprimi avvolgimi
Di caldo fiato scaldami di saliva rinfrescami
Vorrei morire oraaa!

Intanto Paolo VI non c'è più
E' morto Berlinguer
Qualcuno ha l'AIDS
Qualcuno il PRE
Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

E trema e vomita la terra
Si capovolge il cielo con le stelle
E non c'è modo di fuggire
E non c'è modo di fuggire mai mai

Svegliami svegliami
Svegliami...

Vieni vieni vieni vieni (E trema e vomita la terra)
Vieni vieni vieni vieni (Si capovolge il cielo con le stelle)
Vieni vieni vieni vieni (Arde di sete e vomita la terra)
Vieni vieni vieni vieni
Landofnowhere @ 12:04 | commenti: commenti (1)(popup)
guido dixit

lettera al manifesto

Archiviato il 14/02/2008 in:
Due giorni fa ho scritto una lettera al manifesto (sapete lettere@ilmanifesto.it, la rubrica in cui pubblicano le lettere dei lettori). Ovviamente non sono stato pubblicato, ma vi copio quanto ho scritto. Buona lettura:



Salve,

sono un elettore deluso di Rifondazione e non sono molto convinto di andare a votare alle elezioni politiche di Aprile, ma voglio lo stesso proporre un piccolo gioco: “Come vorremmo la campagna elettorale della Cosa Rossa?”. La risposta, per conto mio, è l'esatto opposto del triste giochino fatto fin qui: al posto di una campagna fatta per contenere in danni, in funzione di possibili alleanze di governo future con un Partito Democratico sempre più abominevole (nei contenuti, nella forma retorica, nelle facce), un attacco a man bassa, aggressivo. Immaginare di poter vincere da soli!!! Puntare su temi forti e radicali, provocare reazioni scomposte dall'altra parte. Toccare i temi che non si è avuto il coraggio di portare avanti durante il triste periodo del governo Prodi. E quindi temi come: i pacs, i matrimoni gay, la reintroduzione dell'ici alle strutture della Chiesa Cattolica, fecondazione assistita, cercando lo scontro con la Cei (sì cercandolo, perché si tratta di far emergere un conflitto già in atto). E poi le 35 ore lavorative, l'aumento dei salari, le tassazione sulle rendite, leggi contro la speculazione edilizia, sull'immigrazione, abolizione delle forme “precarie” di lavoro, una riforma umana delle pensioni, il ritiro dei nostri militari dagli scenari di guerra, la riduzione/eliminazione delle basi U.S.A. in Italia. Ed in tutto questo dare sempre maggiore spazio ai temi di “sinistra” che, pur se di buon senso, provocherebbero “scandalo” nei giornali borghesi: legalizzazione delle droghe leggere (senza liberalizzarle, magari, ma statalizzandone la produzione... orrore per ogni liberale. Ed i fondi che si otterrebbero dalla vendita degli spinelli potrebbero andare a finanziare la ricerca); oppure l'aumento delle agevolazioni alle forme cooperative (ma veramente cooperative) di lavoro.

Insomma giocarsi ogni possibile alleanza di governo futura con il centro, ma allo stesso modo costringere a reazioni i vari politici del PD, mostrando all'elettorato DS che razza di partito borghese si accinge a votare.

Il primo ad essere spiazzato da una campagna del genere sarei io e chissà se non riuscirebbe a fugare i miei dubbi elettorali. Ma sapete, nel triste teatrino dei politicanti che affollano i media, quelli di sinistra mi sembrano sempre i più tristi: incapaci di smettere di inseguire l'altro, incapaci di provare una cammino autonomo. Incapaci di essere impopolari con quelli che sono da sempre i nostri nemici e quindi incapaci di essere popolari alla base. Che senso ha sperare di entrare in un governo con il PD? Con questo PD connivente con confindustria, chino con la Cei, guerrafondaio e intimamente capitalista? Che senso ha puntare ad entrare in un governo filocapitalista e poi fare le bizze se mantenere o meno il simbolo della falce e martello?

Nessun senso, come nessun senso mi pare abbia votare La Sinistra e l'Arcobaleno. Se questa formazione nasce con l'obiettivo di allearsi con il PD (e di spostarne l'asse a sinistra), ha ragione Berlusconi, sarebbe un voto sprecato.


Guido Grassadonio
Landofnowhere @ 13:50 | commenti: commenti (1)(popup)