guido dixit

Blog nuovi, Noblogs ed Inventati/Autistici

Archiviato il 20/10/2008 in:
Giornate particolari di mobilitazione queste (e di studio). Vi linko il blog del mio collettivo (che è diverso da quello di un anno fa, pur essendo composto in pratica dalle stesse persone), così potrete tenervi aggiornati. E, non me ne voglia splinder, ne approfitto per spendere due parole positive per il servizio di hosting di Noblogs. Si tratta di un altro "regalo" alla comunità da parte del collettivo inventati/autistici: infatti, si somma al servizio mail, alle mailing list ed allo spazio web. L'obiettivo è dare a chi fa politica (un certo tipo di fare politica) tutto il supporto tecnico che serve. Ovviamente non pretendono soldi, ma li chiedono sotto forma di sottoscrizione, donazione, ecc.
Loro obiettivo specifico è la non rintracciabilità dell'utente. Le mail che spediamo, restando negli hd di qualche azienda, possono sempre essere lette, magari dalla polizia. Senza contare la possibilità che esse vengano controllate anche sul momento. Inventati ci dà la possibilità di limitare questi rischi, rimanendo comunque nell'assoluta legalità (le mail vengono conservate solo per il periodo minimo previsto dalla legge).
Dunque, se dovete aprire un blog tenete in considerazione la possibilità di una scelta "libertaria" come Noblogs.
Landofnowhere @ 11:32 | commenti: commenti (3)(popup)
guido dixit

lettera di presentazione (racconto)

Archiviato il 13/10/2008 in:
[testo scritto stanotte, di fretta e furia. Consegnata alla Landa grezzo come è venuto fuori, appunto, nella furia. Un racconto. Sono mesi che non scrivevo un racconto. Ok, forse non è proprio un racconto.... diciamo che è narrativa. Spero che i viandanti apprezzino il mio ritorno in attività. Ma perché sto scrivendo stile telegramma? Non so. Sarà l'effetto psicologico dello scrivere fra parentesi quadre? Bah!!!!]



[...] Scrivo di getto, di reazione. Lo so, è una merda, ma non so fare altro. Scrivo di fronte ad un sentimento forte, non ben distinto. Scrivo per dare forma ad un flusso di sensazioni, farne violenza ordinandogli un ordine sulla base del quale autoassolvermi.
Sono infatti io l'assoluto protagonista di ciò che scrivo e, maledetto me, è la mia volontà di onnipotenza, onniscenza, assoluto esser primo a pretendere la scena. Sono l' "ottimo" scrittore, "ottimo massimo".
Scrivo i miei limiti, sperando di superarli in uno slancio poetico-retorico. Appunto, l'autassoluzione dai limiti e dai peccati.
Un solo obiettivo: guardare Dio negli occhi e dirgli "non esisti". Agnosticamente presuntuoso, con l'arroganza di chi non riesce ad essere forte vis a vis. Ma voi, infidi figli di puttana, voi stronzissimi bigotti della letteratura e mercanti di carta stampata, non permettetevi di prendere per merda, la merda che vi spedisco. Quello sono io, capito? Quindi pubblicatemi, pagatemi per i miei deliri. Ok, non valgo nulla, ma valgo forse meno di ciò che pubblicate? Capisco che la cosa possa suonarvi ridicola, voi che avete il potere sulle mie carte, sul mio inchiostro, sul mio ego, ma vi ordino di pubblicare la merda contenuta in questo plico. Pubblicare e pubblicare tutto; non vi chiedo altro e non vi lascio altre possibilità. Certo non ho mezzi coattivi per costringervi, ma guardate dentro di voi: in mezzo al lordume con cui insozzate le librerie, perché non ci dovrebbe essere spazio per il mio manoscritto. Forse perché non vende? Pubblicizzatelo, venderà, come vende tutto ciò che voi aziende decidete che deve farlo.

Si ferma a rileggere quanto ha scritto. "Pubblicizzatelo, venderà, come vende tutto ciò che voi aziende decidete che deve farlo"..."Va beh, buonanotte".Cala di un colpo la tazzina di caffè che giaceva accanto alla tastiera del portatile e la riposa rumorosamente nella scrivania.
"Ma sai scrivere tu?
Dico, sai scrivere una lettera di presentazione? Come fanno a pubblicarti un romanzo se non sai scrivere una lettera di presentazione?"
Riprende in mano il "manoscritto" (che poi non ha nulla di scritto a mano) e ricomincia la lettura. Ad un certo punto si ferma: un altro periodo costruito male. Poco chiaro. Ma poi è sicuro che il congiuntivo si usi così? Soliti dubbi grammaticali, che lo prendono sempre quando legge qualcosa scritto da lui (quando corregge altri, dubbi non ne ha mai).
Tutto ad un tratto, come colto da un infarto istantaneo, contrae il viso in una smorfia e quasi cade: il caffè bevuto 5 minuti prima era cattivo, ma se ne sta accorgendo solo ora.
Va in bagno a vomitare.
Poi si siede sul cesso, apre un libro poggiato su un comò li accanto, e si mette a pensare leggendo una parola ogni tanto.
È il quarto manoscritto terminato, di sei iniziati. I tre precedenti sono stati cordialmente rifiutati da case editrici medie e piccole (almeno da tutte quelle che non chiedono soldi per pubblicare).
Torna nello studio, termina la lettera di presentazione con qualche ulteriore imprecazione. Terminandola, si rende conto dell'eccessiva ripetizione di termini quali "merda" e "figli di puttana". Non è certo una gran cosa mostrare fin da subito i propri limiti di vocabolario, ma decide di fregarsene. Questo manoscritto qualcosa vale... qualcosa più dell'80% dei libri che affollano le vari librerie; non sarà rifiutato.
Esce di casa, va alla posta spedisce il plico con il manoscritto e la lettera. La posta si trova a due passi dalla sua abitazione, giusto a metà strada da dove ha lasciato l'auto. È quest'ultima la sua prossima destinazione. Ci sale su accende e scappa via. Non si gira, neanche una volta.
Nessuno dei vicini lo avrebbe più rivisto. Il padrone di casa, non ci mise molto a gettare via la sua roba ed a riaffittare la stanza. "Certo che ce ne son di folli in giro", pensò: "fortuna che non gli ho fatto il contratto".
Sei mesi dopo il nuovo inquilino ricevette una lettera. Era la risposta della casa editrice e iniziava così:

Caro scrittore Ottimo Massimo (le maiuscole, non si scordi le maiuscole),
devo dire che ho trovato il suo manoscritto davvero pessimo. Mi dispiace dover "disubbidire" al suo preciso ordine, ma nei nostri limiti, cerchiamo di evitare di pubblicare "merda". Ciononostante ho trovato divertente, illuminante e tragicamente autentica la lettera di presentazione. Mio caro, credo che sia quella la sua vena migliore... La coltivi, evitando magari certi periodi un po' contorti e limitando un po' gli accenti scurrili. E riguardi l'uso dei congiuntivi...

Landofnowhere @ 01:21 | commenti: commenti (2)(popup)