libertà di stampa??
Archiviato il 03/10/2009 in:
In Italia, come nel resto dell'occidente, quando si parla di libertà di stampa si parla sempre all'interno di un angusto terreno liberale. Grandi gruppi editoriali si scontrano nel terreno dell'opinione pubblica, per accaparrarsi "consensi" e "clienti". La libertà in questo scontro viene impropriamente definita libertà di stampa.
L'informazione è una merce particolare. Più delle altre permette di controllare nell'animo il consumatore, di determinarlo, di usarlo a piacimento. A riprova di tutto ciò giornali e trasmissioni traboccano di parole e mancano assolutamente di contenuto. La tecnica per il consenso è quella pubblicitaria e passa per il diseducare le persone ad essere tali. Le persone diventano "pubblico", un pubblico che può decidere quale opinione sostenere tra quelle espresse nel mercato. Le argomentazioni più forti sono le ripetizioni ossessive e le frasi che cercano di creare false identità politiche. Creare fiducia in un leader e/o sfiducia in quello avversario, convincere tramite ossessione, creare l'immagine di un modo di essre che lusinga il proprio ego; e tutto questo invece di parlare di contenuti reali. La parola fascismo mass-mediatico però sarebbe eccessiva. Infatti esiste la libertà di stampa, ovvera la libera concorrenza nella manipolazione della "materia" opinione pubblica. Il quotidiano la Repubblica è da sempre campione in questa merda di libertà, che di fatto nega la libertà di opinione, impedendone la libera formazione. Questi paladini della libertà di stampa che strepitano se qualcuno contesta ad un comizio, perché si vietà la libertà di parola: che naturalmente è garantita solo a chi fa parte del circus del potere. In Italia migliaia di persone sono giornalmente impegnate in lotte contra la logica del capitale. Gente che difende il diritto ad a abitare a Roma o che immagina nuovi modi di vivere nel territorio (No dal Molin, No Tsv); gente le cui opinioni non godono di nessun diritto di essere espresse e vengono represse dai manganelli e dai pennivendoli, con Repubblica in testa. Per quanto mi riguarda della manifestazione di oggi (si capiva che l'argomento è questo?), di difendere il diritto a manipolarci non me ne può fregare di meno. Berlusconi, che ha tendenze da fascismo mass-mediatico, in fondo non chiede che a il diritto a formare le opinioni resti solo in mano sua. Ma non si fanno molti passi avanti se oltre a lui abbiamo De Benedetti. L'unica fortuna è che la "materia" in questione non è del tutto inerte.
L'informazione è una merce particolare. Più delle altre permette di controllare nell'animo il consumatore, di determinarlo, di usarlo a piacimento. A riprova di tutto ciò giornali e trasmissioni traboccano di parole e mancano assolutamente di contenuto. La tecnica per il consenso è quella pubblicitaria e passa per il diseducare le persone ad essere tali. Le persone diventano "pubblico", un pubblico che può decidere quale opinione sostenere tra quelle espresse nel mercato. Le argomentazioni più forti sono le ripetizioni ossessive e le frasi che cercano di creare false identità politiche. Creare fiducia in un leader e/o sfiducia in quello avversario, convincere tramite ossessione, creare l'immagine di un modo di essre che lusinga il proprio ego; e tutto questo invece di parlare di contenuti reali. La parola fascismo mass-mediatico però sarebbe eccessiva. Infatti esiste la libertà di stampa, ovvera la libera concorrenza nella manipolazione della "materia" opinione pubblica. Il quotidiano la Repubblica è da sempre campione in questa merda di libertà, che di fatto nega la libertà di opinione, impedendone la libera formazione. Questi paladini della libertà di stampa che strepitano se qualcuno contesta ad un comizio, perché si vietà la libertà di parola: che naturalmente è garantita solo a chi fa parte del circus del potere. In Italia migliaia di persone sono giornalmente impegnate in lotte contra la logica del capitale. Gente che difende il diritto ad a abitare a Roma o che immagina nuovi modi di vivere nel territorio (No dal Molin, No Tsv); gente le cui opinioni non godono di nessun diritto di essere espresse e vengono represse dai manganelli e dai pennivendoli, con Repubblica in testa. Per quanto mi riguarda della manifestazione di oggi (si capiva che l'argomento è questo?), di difendere il diritto a manipolarci non me ne può fregare di meno. Berlusconi, che ha tendenze da fascismo mass-mediatico, in fondo non chiede che a il diritto a formare le opinioni resti solo in mano sua. Ma non si fanno molti passi avanti se oltre a lui abbiamo De Benedetti. L'unica fortuna è che la "materia" in questione non è del tutto inerte.
Landofnowhere @ 19:12 | commenti: commenti (1)(popup)


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